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Rabbi: allarme per l’ipotesi chiusura della farmacia

giovedì, 11 ottobre 2018

Rabbi – La chiusura della farmacia di Rabbi, un campanello di allarme per la Val di Sole e soprattutto per l’autonomia. Il gruppo “Agire per il Trentino” con il consigliere Claudio Cia ha diffuso la seguente comunicazione: “E’ con preoccupazione che apprendiamo dai nostri referenti delle Valli di Sole, Peio e Rabbi che molto presto potrebbe chiudere la farmacia in San Bernardo di Rabbi. Anche questo è un campanello d’allarme per la nostra autonomia, un altro tassello dell’inesorabile agonia dei piccoli centri di montagna.

Farmacia 1E’ una voce che si sta diffondendo tra la popolazione e che arriva come un fulmine a ciel sereno, quella che la dott.ssa. Dalla Valentina, che aveva aperto la Farmacia a Rabbi 15 anni fa, tornerà in Veneto: una situazione che con l’anno nuovo lascerebbe Rabbi senza farmacia. Il concorso provinciale sembra al momento bloccato, ed è quindi probabile che un ipotetico nuovo titolare, se qualche farmacista in graduatoria dovesse accettare, la riapra chissà quando. Se non si troverà un modo per mantenerla aperta anche nel periodo di sede vacante, i 1500 abitanti della Valle di Rabbi, in parte anziani, rimarranno senza questo prezioso servizio e dovranno nuovamente recarsi alla farmacia di Malè che dista 24 km. Mezzi pubblici? Due corse al mattino e due alla sera con lunghi tempi di attesa a Malè per il rientro.

Sembra che sia la titolare, sia il sindaco, si siano attivati presso l’Assessorato provinciale alla Salute, ma che non rimanga alternativa alla chiusura. Diverse sembrerebbero invece le scelte nella Provincia autonoma di Bolzano, dove in situazioni analoghe il servizio non è stato interrotto, consentendo al titolare di conservare pro tempore la titolarità della precedente farmacia, dandola in gestione ad un collaboratore direttore.

L’Autonomia della quale in tanti in questi giorni si riempiono la bocca non può ridursi ad una fantasia filosofica, ma deve essere uno strumento concreto per dare risposte ai problemi della propria gente: siamo un territorio di montagna, anche se spesso pare che a Trento ci si dimentichi di questo e perciò dobbiamo fare una politica che tenga conto di questa condizione. L’auspicio è che la politica provinciale del dopo 21 ottobre possa ritarare le proprie priorità, garantendo attenzione a chi tiene vivi i nostri paesi e presidia le zone più difficili, per tornare a fare una politica per il territorio, una politica veramente autonomista. La perdita di una farmacia è la perdita di un servizio, ma anche di un punto di incontro sociale, dove si ritrovano gli abitanti, gli anziani, i turisti. Se noi non garantiamo le condizioni perché gli abitanti possano stare nel loro territorio, prima o poi si sposteranno tutti in città, che certamente non potrà dare risposte a tutti”.



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