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Punti nascita in Trentino: ecco l’esito dell’incontro di ieri presso il Ministero della salute

giovedì, 10 novembre 2016

Arco – In merito all’ipotesi di chiusura del punto nascita di Arco e la riunione tenutasi il 9 novembre 2016 presso il Ministero della salute, sono stati forniti chiarimenti e precisazioni in ordine ai contenuti dell’incontro.

Il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro, Nando Minnella, rende noto che “Durante l’incontro – cui non ha partecipato il Ministro della salute – ho ascoltato le istanze rappresentate dagli Onorevoli Ottobre e Fraccaro e dai sindaci di alcune comunità locali. Dopo aver ascoltato le loro argomentazioni, ho rappresentato che la richiesta di deroga per i punti nascita della Provincia Autonoma di Trento (Cavalese, Cles, Arco e Tione) era già stata valutata, come previsto dalla normativa vigente, dal Comitato percorso nascita nazionale, organo tecnico che opera presso il Ministero della salute in piena autonomia, sulla base dei dati forniti dalla Provincia di Trento, come da indicazioni contenute nel Protocollo metodologico per la valutazione delle richieste di mantenere in attività punti nascita. Il medesimo Comitato, a seguito di approfondito esame e due richieste di integrazione, ha ritenuto i dati sufficienti ed esaustivi per contestualizzare la situazione dei punti nascita oggetto di richiesta di deroga e di accordare la deroga solo ai punti nascita di Cavalese e Cles, determinando la conseguente chiusura dei punti nascita di Arco e Tione. Nel corso della riunione gli Onorevoli Ottobre e Fraccaro hanno sostenuto l’esistenza di differenze sensibili tra i dati forniti al Comitato percorso nascita dalla Provincia e quelli in loro possesso, tali da poter inficiare la corretta valutazione della richiesta di deroga da parte del Comitato. Al riguardo, ho chiaramente ribadito come gli unici dati oggetto di esame possano essere quelli forniti dalla Provincia, in quanto unico soggetto legittimato a chiedere la deroga ai sensi del succitato protocollo e che, in base a tutta la documentazione presentata, non sussistano valide ragioni per mettere in discussione la correttezza di tali dati o per ritenere che alle partorienti e ai neonati, che avrebbero potuto usufruire del punto nascita di Arco, non siano assicurati adeguanti standard di sicurezza e tutela della salute. Ho anche ricordato loro come la sicurezza dei punti nascita della Provincia Autonoma di Trento sia stata anche di recente ribadita dal Ministro Lorenzin nella risposta all’interrogazione parlamentare del 19 ottobre 2016, presentata dal medesimo Onorevole Ottobre“.


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