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Predaia: ruba le offerte al santuario di San Romedio, arrestato dai carabinieri ladro seriale. VIDEO

giovedì, 14 aprile 2016

Predaia – Ruba dalle cassette delle offerte del santuario di San Romedio, arrestato ladro seriale. Un portoghese di 37 anni, Moura Da Costa, è stato tratto in arresto dai carabinieri della stazione di Predaia, che fanno parte della Compagnia di Cles. I militari lo hanno colto nell’atto di rubare l’offerta contenuta nelle cassette del santuario di San Romedio.Strumenti carabinieri Cles

La tecnica utilizzata per “pescare” i soldi affinata da anni di esperienza (sono risultati numerosi i precedenti penali di natura specifica emersi a carico del fermato dall’interrogazione della banca dati in uso alle forze di polizia, l’ultimo risalente a qualche giorno fa: da una chiesa di Caorle il furfante aveva sottratto oltre 500 euro) anche questa volta non è bastata allo straniero, che evidentemente non aveva fatto i conti con il sistema di video-sorveglianza del santuario di SanRomedio.

L’occhio delle telecamere l’ha ripreso mentre, armato di un rudimentale strumento realizzato per lo scopo, recuperava il danaro riposto dai fedeli nelle cassette dell’elemosina del santuario.

Quando la pattuglia, prontamente intervenuta su richiesta di una impiegata del luogo sacro, l’ha bloccato aveva già portato via 69 euro in monete. Addosso aveva gli arnesi del mestiere: parti di metallo flessibile e spago (li adoperava alternativamente adattandoli alla tipologia di cassetta presa di mira), una buona scorta di nastro biadesivo (ne apponeva fascette ad un’estremità dei predetti arnesi con lo scopo di “catturare” agevolmente banconote o monete) e forbici. I militari hanno pure ritrovato, all’interno di un cestino per rifiuti, un pacchetto di sigarette contenente numerosi pezzi di nastro usurato e tre parti in ferro della stessa fattura di quelli posseduti dal fermato ma ormai piegati a forza di essere adoperati e quindi non più efficaci.

La visione delle registrazioni ha solo confermato la palese responsabilità del trentasettenne portoghese, un girovago troppe volte incappato nelle maglie della giustizia e per questo giudicato pericoloso per la sicurezza pubblica ed invitato ad allontanarsi dal territorio nazionale. Il provvedimento nel senso, del Prefetto di Bolzano, gli era stato notificato l’8 aprile: entro dieci giorni avrebbe dovuto lasciare l’Italia. Moura Da Costa sarà processato con rito direttissimo presso il Tribunale di Trento.

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