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Pellizzano: incontro con il vicepresidente Olivi su Autonomia, coesione sociale ed economia

sabato, 4 febbraio 2017

Pellizzano – Autonomia, sviluppo economico, coesione sociale. Ma anche occupazione, tasse, credito, burocrazia, ritardi dell’Inps. Questi i temi al centro dell’affollato incontro pubblico, ieri sera, a Pellizzano, ospite il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi. Dopo i saluti del sindaco Cova Dennis, la serata è entrata nel vivo con l’esposizione delle principali misure contenute nella nuova Finanziaria, “che non sottrae un euro alle politiche di sostegno alle imprese e in favore della coesione sociale”.

oliviNonostante una manovra fiscale che, nel sostenere in particolare le aziende che assumono, comporta meno entrate per la stessa Provincia, l’obiettivo rimane dunque quello di favorire la ripresa economica senza rinunciare ad un sistema di welfare molto più esteso e articolato rispetto a quello in vigore nel resto del Paese.

Il 2017 sarà in questo senso un anno decisivo, con l’arrivo dell’assegno unico familiare. Ma secondo Olivi bisogna guardare anche più avanti. Ad esempio alla necessità di favorire un ricambio nel tessuto imprenditoriale, pur senza smettere di sostenere le attività già esistenti. A questo puntano le misure in favore della nuova imprenditorialità, soprattutto di giovani, che hanno già generato più di 500 progetti e proposte, l’87% delle quali avanzate da persone sotto i 35 anni. “Bisogna dare ai giovani, ma anche alle donne, la possibilità di provarci”, ha sottolineato Olivi. Ma Autonomia significa in primo luogo responsabilità: il vicepresidente ha richiamato a questo proposito l’importanza della partita che si sta giocando a Roma sulle nuove deleghe in materia fiscale, per mettere il Trentino nella condizione di gestire sempre più autonomamente le leve del proprio sviluppo.

Molte anche le domande del pubblico, che hanno sottolineato fra l’altro la necessità, particolarmente avvertita dalle piccole imprese, di una semplificazione degli oneri burocratici, nonché i problemi legati all’accesso al credito. Si è parlato infine del ruolo del commercio per rivitalizzare i centri storici e rendere più attraente l’offerta turistica, ma anche per consolidare un tessuto sociale, fatto di relazioni, di scambi, che è il vero pilastro su cui poggia l’indentità dei piccoli centri.


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