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Pejo, furti nelle camere di un albergo: denunciata dai carabinieri cameriera 40enne

venerdì, 26 febbraio 2016

Pejo – Furti nelle camere dell’albergo, una quarantenne è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Cogolo. E’ accusata di furto aggravato.

La donna, cameriera in un albergo della Val di Pejo, da qualche tempo aveva preso a pulire in maniera “accurata” le stanze dei vacanzieri. Lo faceva però con furbizia, “accontentandosi” cioè soltanto di una parte del denaro contante rinvenuto frugando tra gli effetti personali degli ospiti. Usando questa accortezza era riuscita a passare quasi del tutto inosservata ed a racimolare un bella “mancia”, per quanto, a dire del titolare della struttura ricettiva, che ieri ha personalmente richiesto l’intervento dei militari della stazione di Cogolo, dopo che da due stanze erano stati asportati 220 euro (150 dei 450 conservati nella prima, 70 dei 220 conservati nella seconda), ha detto che qualche cliente aveva già lamentato probabili piccoli ammanchi.

carabinieri Pejo 1

I sospetti, mettendo insieme le testimonianze raccolte, non potevano che ricadere sulla dipendente poi denunciata: spesso era stata vista entrare – a distanza di tempo e anche più di una volta – nelle stanze che aveva già sistemato (non ero sicura di aver cambiato la biancheria o avevo dimenticato lo straccio in bagno erano le giustificazione addotte, quando notata dal proprietario). Era soprattutto l’unica a disporre del passepartout. Per di più, i fatti incresciosi erano accaduti solo durante questa stagione, la prima in cui la dipendente era stata assunta con l’incarico di cameriera ai piani.

carabinieri Pejo 20

Perquisita, la 40enne è stata trovata in possesso di oltre 4000 euro in contanti e di cartemonete polacche e ceche.

Sicuramente troppi per un gruzzolo di regalie (tutti gli altri colleghi, sentiti, hanno detto di aver raccolto mance per circa 200 euro). I soldi, che erano custoditi all’interno di una valigetta chiusa a chiave e gelosamente conservata, sono stati sequestrati e saranno versati su un libretto postale aperto a nome dell’indagata intanto che le indagini, che come può immaginarsi sono tuttora in corso, cercheranno di stabilirne la provenienza.


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