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Partnership pubblico-privato per lo sviluppo locale protagoniste al 2° Meeting dei Distretti famiglia: arrivederci al 2017 a Cles

mercoledì, 12 ottobre 2016

Cavalese – In soli sei anni i Distretti si sono diffusi nella Provincia di Trento fino a coprire quasi tutto il territorio: ora sono 15 e vi hanno aderito complessivamente 623 Organizzazioni, di cui 172 pubbliche (28%) e 451 private (72%). Il dato di rilievo è proprio quest’ultimo a riprova che il Distretto famiglia è un soggetto attivatore di partnership tra il comparto pubblico e quello privato, portatrici di innovazione sociale, promotrici di eventi, iniziative e progetti arricchenti le comunità su un piano socio-culturale e propulsive di nuovi stimoli per l’economia locale e il settore turistico, in quanto d’attrattiva per le famiglie residenti ed ospiti.fam

Il Meeting si è tenuto oggi al Palazzo della Magnifica Comunità di Cavalese, comune a marchio “Family in Trentino” e aderente, assieme ad altri 115 Comuni trentini, ai Distretti famiglia. In apertura è intervenuto Silvano Welponer, Sindaco di Cavalese, Giacomo Boninsegna, Scario della Magnifica Comunità di Fiemme, Michele Malfer, referente del Distretto famiglia che ha espresso “l’orgoglio di accogliere questa seconda edizione del meeting nella Valle di Fiemme, un territorio da sempre vocato alla famiglia e al cui interno è nato nel 2010 il Distretto famiglia che ad oggi conta tra i suoi aderenti ben 90 Organizzazioni pubbliche e private e 5 Comuni a marchio “Amico della famiglia”.

Presente oggi anche l’assessore provinciale alle Infrastrutture e Ambiente Mauro Gilmozzi che ha portato i saluti della Giunta e del presidente Rossi, sottolineando la necessità di continuare a realizzare azioni concrete per il benessere della famiglia e politiche di conciliazione vita-lavoro, conformemente ad una vocazione che appartiene al dna del Trentino e che investe tanto la dimensione delle politiche pubbliche quanto quella del privato-sociale, del mondo dell’associazionismo. Nella consapevolezza che quando viene fatto per le famiglie non è tanto un “aiuto” ma un vero e proprio investimento sul futuro.

E’ intervenuto anche il dirigente dell’Agenzia per la famiglia Luciano Malfer che ha tracciato il percorso di nascita dei distretti nato nel 2010 e che conta ad oggi 623 organizzazioni pubbliche e private aderenti. I distretti si basano sul concetto delle tre “p” – planet, profit, people – e su una rete – spesso di genere “no profit” – di persone, organizzazioni e aziende. Al centro dei loro programmi c’è sempre il benessere delle famiglie, con tutte le varie ed eterogenee azioni per promuoverlo: certificazioni territoriali, marchi famiglia (musei, alberghi, agritur, b & b, comuni, associazioni sportive…), progetti strategici, soggetti proponenti ed aderenti, conciliazione vita-lavoro (Family audit) e così via.

Sono cinque gli obiettivi strategici – ha proseguito Malfer – dei distretti famiglia: sostenere la natalità; potenziare l’attrattività territoriale, economica e turistica; favorire la creazione di reti tra soggetti pubblici, privati e no profit; promuovere politiche educative (“comunità educante”); riorientare le risorse del sistema senza investimenti pubblici aggiuntivi; incentivare il sistema premiante (assegnare punteggi integrativi nelle gare pubbliche alle aziende che hanno i marchi family); sviluppare e stimolare l’innovazione. In ogni caso, ha concluso, è indispensabile tenere solida una “rete di fiducia” tra i soggetti e i collaboratori senza la quale non vi è crescita coesa e sinergica.

Francesca Balboni, referente tecnico del Distretto famiglia Val di Non, ha portato l’esperienza del suo territorio e in particolare il sistema di valutazione messo in campo per verificare l’effettiva sua performance: “Il sistema che abbiamo messo in campo – attraverso la somministrazione di questionari ai nostri aderenti – ci ha aiutato a comprendere le reali relazioni esistenti tra i nostri aderenti, l’efficacia delle azioni intraprese, le eventuali criticità sul territorio, nuove istanze tra le famiglie della comunità”.

Paolo Holneider, vicepresidente del Forum delle Associazioni familiari del Trentino ha posto l’attenzione sulla crescente denatalità in Italia: “Meno forte in Trentino, ma comunque persiste e si teme sia in crescita se non si sviluppano nuove politiche di conciliazione vita-lavoro. Sarebbe auspicabile, inoltre, che il Distretto divenga luogo d’accoglienza ed integrazione anche delle famiglie immigrate e dei soggetti in difficoltà psico-fisica. Un Distretto famiglia dovrebbe, inoltre, valorizzare il ruolo della donna e le pari opportunità e i giovani per poter crescere ulteriormente sempre più inserito nella società e vicino ai bisogni della comunità”.

Il meeting si è concluso con l’ufficializzazione di 4 nuove adesioni al Distretto famiglia Val di Fiemme alle seguenti organizzazioni: pastificio Felicetti, compagnia teatrale La Pastière, associazione Sentieri in compagnia e Anffas sede di Cavalese. Infine, è stata lanciata la terza edizione del meeting dei Distretti famiglia che si terrà nel comune di Cles in Val di Non.


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