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Parco Nazionale dello Stelvio, incontro a Rabbi e prime proposte per il nuovo piano

giovedì, 8 giugno 2017

Rabbi – Il nuovo del Parco Nazionale dello Stelvio parte da proposte e progetti avanzati dalla comunità. Grande partecipazione ieri sera a San Bernardo di Rabbi (Trento). Sta già dando i primi frutti la strada intrapresa dai nuovi vertici del Parco Nazionale dello Stelvio Trentino che hanno deciso di lavorare al nuovo piano del parco partendo dal basso, ovvero ascoltando la comunità. Un metodo di lavoro che piace alla gente che ieri sera ha partecipato massicciamente ad un momento di confronto organizzato a San Bernardo di Rabbi.

Parco Stelvio

L’incontro è stato dedicato a presentare e approfondire alcune proposte per la valorizzazione turistica del bramito e la valorizzazione dell’area Plan, Piazzola – Somrabbi. Dopo Malè, in cui è stato presentato il percorso partecipativo per la definizione del Piano del Parco che si concluderà in autunno, ieri sera sono state presentate le prime proposte che gli uffici del Parco stanno elaborando su progetti specifici. Proposte che sono in forma embrionale. A confrontarsi con la popolazione sono stati Luca Pedrotti, coordinatore scientifico del Parco Nazionale dello Stelvio Trentino, Lorenzo Cicolini, sindaco di Rabbi e presidente del Comitato provinciale di Coordinamento e di indirizzo del Parco Nazionale dello Stelvio Trentino e Claudio Ferrari, dirigente del Servizio Sviluppo sostenibile e Aree Protette.

“Dopo l’incontro di Malè – ha affermato Cicolini – vogliamo presentare due idee, in modo che siano discusse con voi e si possano trovare progetti condivisi da sviluppare. Il Parco che vorrei è un Parco legato al territorio. Potremmo individuare uno o due interventi specifici di valorizzazione. Una idea è legata al bramito del cervo, che sta diventando un’attrazione turistica e forse andrebbe valorizzato. Sia in estate che in autunno. Ci sembra una bella opportunità. I turisti ci sono, c’è stato anche qualche problema per cui qualche regola andrebbe posta”. L’altra idea è la valorizzazione dell’area tra le terme, il Plan, e Piazzola-Somrabbi. Negli ultimi anni sono stati fatti alcuni interventi: c’è l’area kneipp e il sistema delle malghe. Si sta lavorando con la Comunità di Valle e la Provincia a un collegamento con il fondovalle. La proposta è di evitare che Piazzola sia esclusa dal flusso turistico. Pensiamo che sia dovere del Parco prendersi cura degli abitati e delle frazioni. Ci siamo chiesti cosa può fare il Parco per questo”.

Ha quindi preso la parola Claudio Ferrari, dirigente del Servizio Sviluppo sostenibile e Aree Protette. “Ci piacerebbe che emergessero i valori del territorio del Parco: la sostenibilità e la bellezza di queste valli. Serve maggiore consapevolezza del territorio, in modo che il Parco possa avere un ruolo attivo. Penso che questi incontri di partecipazione e confronto siano una buona occasione per capire insieme quale sarà la direzione da prendere. La valorizzazione del bramito può diventare una bella opportunità turistica ma bisogna fare attenzione che l’osservazione selvaggia del bramito non diventi un problema. Abbiamo ipotizzato delle regole ma, se le regole sono condivise funzionano, altrimenti non servono”.

Parco Stelvio 2Sull’ipotesi di valorizzazione turistica del bramito del cervo è intervenuto con molta precisione Luca Pedrotti, coordinatore scientifico del Parco Nazionale dello Stelvio Trentino. “Il cervo nel Parco sta bene. Abbiamo 10 mila cervi nei parchi, il 70% nel Parco dello Stelvio. Da 15 anni la popolazione è in equilibrio stabile con l’ambiente. Nel Parco gli animali sono confidenti, è un punto di forza perché i cervi sono visibili. Ecco perché abbiamo pensato di partire da qui, per sviluppare un turismo basato sulla natura in alcune aree del parco dello Stelvio. Turismo basato sulla natura vuol dire anche attrezzare i boschi, lavorare sulla comunicazione delle iniziative e sull’accoglienza turistica. È un turismo che permette di entrare in empatia con l’ambiente e immergersi nella natura”. L’ipotesi di valorizzazione del bramito prevede di definire alcune aree specifiche e partire con una sperimentazione. Significa lavorare alla segnaletica, individuare una rete di sentieri in cui i visitatori si impegnano a non uscire. In questo modo i cervi si abituano all’uomo, diventano confidenti, i visitatori possono osservare gli animali in natura, durante il giorno, liberi, nel loro quotidiano. Ci sono delle esperienze in Svizzera che vanno in questa direzione, dove i parchi intrecciano visita, natura, scienza. Un’esperienza simile riporta che su 120 mila visitatori sono state registrate soltanto 30 infrazioni alle regole. La valorizzazione del bramito potrebbe portare a un turismo annuale, anche nelle stagioni in cui attualmente è debole. Bisogna però attrezzarsi a raccontare e far conoscere questa opportunità. Sul piano scientifico e di ricerca si può immaginare un censimento del cervo al bramito, organizzare avvistamenti notturni con scanner termici per osservare la fauna. Alcuni spunti per la discussione: far emergere i diversi interessi e guardare le cose da più punti di vista; considerare che il turismo in natura è un turismo di qualità; concentrare la fruizione individuando, ad esempio, alcune porzioni di Parco con vocazioni diverse e tenerne conto anche in relazione al turismo”.

Al termine degli interventi sono stati allestiti due tavoli di confronto sui due temi specifici. Venti minuti per discutere un tema e far emergere idee e proposte. Poi, a rotazione, le persone si sono spostate e hanno discusso l’altro tema. In chiusura breve restituzione di quanto emerso nei due gruppi di lavoro.

Il prossimo appuntamento è a Cogolo il 13 giugno, ore 20.30, per parlare di valorizzazione turistica del bramito e mobilità sostenibile nella zona di Val del Monte, Val de la Mare e Rabbi. In seguito, a fine giugno-inizio luglio la partecipazione continua per far emergere idee e proposte ulteriori e convergere su ipotesi progettuali da sviluppare in concreto.


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