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Ossana rievoca la figura del filosofo Jacopo Aconcio. Oggi proiezione del cortometraggio

sabato, 8 luglio 2017

Trento – Svelata a Trento la stagione culturale che Ossana (Trento) dedica al grande filosofo Jacopo Aconcio “Uomo dell’Europa”. Ossana rievoca la figura del filosofo Jacopo Aconcio, protagonista dell’età della Riforma e lo fa con una ricca serie di appuntamenti fino a ottobre con musica, teatro, cinema, arte, ricerca storica: tutto sullo sfondo del Castello di San Michele.

Ossana Lucchi Martinelli Marinelli Giacomoni Liboni

Nella sala medievale del Teatro Sociale di Trento, l’iniziativa è stata presentata al pubblico, in vista del primo appuntamento della rassegna, nella sala arancio del Comune (da ora sala Jacopo Aconcio) sabato 8 luglio alle 20.45 con la proiezione di un cortometraggio dedicato al filosofo di Ossana. (Nella foto la presentazione ufficiale).

Nel corso della presentazione, l’assessore alla cultura del comune di Ossana, Laura Marinelli, ha delineato la figura di Jacopo Aconcio come “controcorrente e poliedrica, di un filosofo, teologo e ingegnere, eretico ed emigrante, un grande Trentino ancora poco conosciuto”. “Per questo – ha aggiunto Marinelli – è importante ringraziare i tanti che hanno collaborato per la buona riuscita del progetto: il Centro Studi per la Val di Sole, la Provincia autonoma di Trento, la Fondazione San Vigilio, la Pro Loco di Calavino, l’agenzia Nitida Immagine, la professoressa Paola Giacomoni, Alessio Dalla Costa e Annalisa Morsella di Emitflesti”. Proprio Paola Giacomoni, storica della filosofia all’Università di Trento, ha tracciato un profilo del grande filosofo ossanese, ricordando il convegno a lui dedicato nel 2003 e la recente pubblicazione di una sua opera dedicata alle fortificazioni militari: “Di Aconcio in Trentino si è sempre parlato poco, nonostante la sua centralità nella storia del pensiero del XVI secolo riconosciuta in tutta Europa: Aconcio è una figura di interesse internazionale, che nell’ambito trentino aveva un ruolo importante alla corte madruzziana ma comunque scelse di andare via, di seguire la parte “sbagliata”, di vivere la propria fede e di diffondere i suoi principi: un uomo nuovo e moderno, per il quale il confronto delle idee viene prima, convinto che la verità assoluta non è di nessuno e quindi tutti, accomunati dalla ricerca di essa, devono praticare il valore della tolleranza; un uomo del Rinascimento e dell’Europa, fautore della ragione come antidoto al fanatismo”.

Quindi Marcello Liboni, presidente del Centro Studi per la Val di Sole, ha sottolineato che “quella dedicata ad Aconcio è una ricca stagione culturale, che specialmente nel convegno scientifico di ottobre si colloca nel contesto della Settimana dell’Accoglienza”; inoltre Liboni ha preannunciato la prossima uscita di un volume dedicato a 50 grandi solandri nella storia in occasione dei 50 anni di vita dell’associazione.

Infine Claudio Martinelli, dirigente del Servizio Attività culturali della Provincia: “Una volta di più riscontriamo la vivacità delle comunità locali, sempre più impegnate a proporre percorsi di storia locale di alto livello, con progetti che mettono insieme competenze e soggetti diversi, intrecciando rapporti tra provincia e comuni che diventano di reciproco interesse e valorizzazione, in cui la condivisione dei progetti porta ad una vita culturale vivace e qualitativamente di alto livello”.


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