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Ospedali di montagna: vertice in Trentino e scambio d’esperienze con le realtà dell’Appenino Reggiano

venerdì, 8 gennaio 2016

Trento – Difesa degli ospedali, in particolare quelli di montagna. Il Trentino è punto di riferimento, in tema di gestione degli ospedali di montagna, per altri territori italiani. Oggi una delegazione di una decina di persone dell’Appennino Reggiano ha raggiunto la provincia di Trento per un momento di confronto, organizzato dai senatori Leana Pignedoli e Franco Panizza (nella foto sotto), in tema di ospedali periferici e punti nascita, un argomento di stringente attualità che riguarda tutto il territorio nazionale. Ad accogliere gli ospiti l’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, con il dirigente del Dipartimento Salute e Solidarietà sociale, Silvio Fedrigotti e il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Luciano Flor.

Senatore Franco Panizza 1

“Siamo un territorio di montagna – ha esordito l’assessore Zeni – con una conformazione geografica precisa, fatta di tante piccole comunità; è necessario non omologarsi alle realtà urbane perché le dinamiche sono diverse, ma al contempo siamo consci di non poter stare fermi, sono cambiate le distanze e le esigenze, abbiamo avviato ad esempio un percorso di ridisegno dell’architettura istituzionale che sta sfociando in molte fusioni di comuni”. L’incontro è stato occasione per l’assessore alla salute di presentare il sistema sanitario trentino, una rete fatta di sette ospedali, dove vi è un centro hub, Trento, e un altro ospedale intermedio, Rovereto, e altri cinque ospedali di primo livello. In tema di punti nascita, Luca Zeni ha spiegato: “Tre sono i fattori che stiamo cercando di adottare; al primo posto la sicurezza, e per questo abbiamo avviato un confronto con Roma che tenga conto del contesto di alta qualità del Trentino; al secondo posto non si può prescindere dagli aspetti economici, perché vanno tenuti in considerazione sostenibilità e appropriatezza; al terzo posto vi è il tema sociale, ovvero le percezioni della comunità. La politica deve saper mediare e trovare il giusto punto di equilibrio fra questi tre fattori”.

La delegazione, fra i quali vi era anche il sindaco di Castelnovo ne’ Monti, comune capo comprensorio Enrico Bini, ha quindi portato la situazione nell’Appennino Reggiano, dove l’ospedale di Sant’Anna di Castelnovo serve un territorio più ampio ma numericamente più ristretto e fa riferimento al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

Al termine dell’incontro l’assessore Zeni ha assicurato che terrà aggiornato i rappresentanti dell’Appennino Reggiano, in merito alle proposte sui punti nascita, in fase di elaborazione, che verranno presentate nelle prossime settimane al Governo.


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