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Operazione Selfie/2 Le indagini dei carabinieri hanno svelato come il gruppo agiva a Cles

giovedì, 30 giugno 2016

Cles – Non aveva risparmiato la Val di Non l’organizzazione delinquenziale disarticolata l’altro ieri dai carabinieri del Comando Provinciale di Trento. Alcuni elementi del gruppo, lo scorso mese di marzo, avevano preso di mira il capoluogo della vallata mettendo a segno una serie di colpi che avevano fruttato un bottino in gioielli e contanti per almeno 25.000 euro.

Ad agire, come documentato dai carabinieri della Compagnia di Cles (Trento) – i quali hanno condotto l’indagine che ha finito per innestarsi in quella che già da qualche mese stavano curando i colleghi del Reparto Operativo e della Compagnia di Cavalese – erano stati sicuramente due elementi del nutrito sodalizio. Uno di questi, l’altro giorno, in Trento, è stato rintracciato proprio dai carabinieri clesiani. Ora è detenuto presso il carcere di Bolzano. Il suo complice, invece, allo stato è irreperibile. Con molta probabilità, come pare sia accaduto per altri destinatari della misura restrittiva, ha lasciato l’Italia per altra destinazione, forse per fare ritorno in patria.

Quanto alle investigazioni, che da marzo a maggio hanno impegnato gli uomini dell’Aliquota Operativa, determinante si è rivelata la testimonianza di un poliziotto residente in Paese ed in servizio a Bolzano. Insospettito dai movimenti di un’utilitaria, i cui occupanti (due uomini) gli erano sembrati piuttosto guardinghi, ne aveva rilevato la targa, che aveva poi comunicato ai colleghi del luogo. I Carabinieri di Cles congetturarono presto un collegamento tra quei loschi individui ed una serie di furti perpetrati in quei giorni in danno di abitazioni della zona. Il veicolo in questione non era sfuggito neppure agli occhi del sistema di videosorveglianza comunale, che lo aveva immortalato sempre in contemporaneità con eventi delittuosi della richiamata specie. La Banca Dati in uso alle Forze di Polizia, interrogata, aveva d’altra parte confermato i sospetti: su quell’auto, di proprietà e condotta dall’incensurato Artan JAKUPLLARI, un trentenne albanese, erano stati frequentemente identificati, quali passeggeri, connazionali dell’uomo di ben altro “profilo delinquenziale”, dei veri e propri specialisti del furto in appartamento.

I successivi accertamenti, autorizzati dal P.M. e di esclusiva natura “tecnica”, avrebbero consentito ai militari di localizzare l’utenza cellulare in uso allo JAKUPLLARI, intestata di fatto ad un connazionale incensurato, e quella nella disponibilità del correo (l’uomo attualmente ricercato, ndr) presso il luogo, e nell’ora, di perpetrazione, in Cles, di ben 10 furti in appartamento.

I suddetti elementi – che hanno costituito il presupposto per l’emissione della notificata misura cautelare, integrando ed arricchendo il quadro indiziario fin lì tracciato dai colleghi del Nucleo Investigativo di Trento e della Compagnia di Cles – sono stati avvalorati dall’esito della perquisizione eseguita a carico dello straniero: i militari della Compagnia di Cles hanno rinvenuto, nascosti tra i vestiti, ben 105 gioielli tra bracciali, orecchini, collane, ciondoli ed orologi, un computer, quasi 2.000 euro in contanti nonché, occultata in un guanto di lana, la pistola semi automatica cal. 9 corto rubata da un’abitazione di Riva del Garda, completa di due caricatori e 22 proiettili.

carabinieri cles1 Aspetto curioso della vicenda: all’anzidetta perquisizione ha preso materialmente parte un appuntato del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cles il quale, tra gli oggetti rinvenuti e sequestrati, ha subito riconosciuto un orologio ed alcuni monili asportati dall’abitazione dei suoi genitori, una di quelle visitate. È stato lui a dare ai familiari la notizia del ritrovamento di quegli oggetti di un certo valore affettivo, oltre che economico.

JAKUPLLARI è stato associato alla casa di reclusione di Bolzano. Dovrà rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla perpetrazione di furti in appartamento e, per il possesso della pistola, che è stata sequestrata e sarà oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi, anche del delitto di detenzione abusiva di armi.


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