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“L’agricoltura di montagna va messa al centro dell’agenda politica nazionale”: l’intervento a Palazzo Madama del senatore Panizza (PATT)

mercoledì, 6 luglio 2016

Trento – L’agricoltura al centro dell’agenda politica nazionale. Una richiesta in tal senso è stata avanzata dal senatore Franco Panizza (PATT). “Dell’ultima versione di questo provvedimento apprezziamo soprattutto lo sforzo fatto per trattare l’agricoltura non solo dal punto di vista economico, ma anche per il ruolo che questa gioca per la tenuta del sistema sociale, per la salvaguardia della biodiversità, per la valorizzazione delle potenzialità turistiche, così nella discussione generalein aula sul Collegato Agricolo, il senatore e segretario politico del PATT, Franco Panizza (nella foto).

Franco Panizza 1

“Questo provvedimento – ha detto Panizza in aula rivolgendosi al Ministro Martina – fa fare anche un passo in avanti sulla semplificazione burocratica, anche se la strada è ancora lunga. Non ci stancheremo mai di dire che la burocrazia, soprattutto per le piccole aziende di montagna, costituisce un vero e proprio ostacolo per la crescita. Per questo apprezziamo la norma che unifica i controlli. Ma anche l’impulso che con questo collegato viene dato al ricambio generazionale. Perché i giovani possono portare nel settore competenze non solo tecniche – e il mercato delle birre artigianali è lì a dimostrarlo – per esprimere tutte le potenzialità sociali, turistiche o legate all’affermazione di nuovi prodotti e segmenti di mercato: in Trentino sono nate 20 aziende che producono birra artigianale di ottima qualità e con promettenti prospettive di crescita. Abbiamo il dovere di sostenerle”.

Panizza si è poi soffermato sulle altre novità introdotte con il provvedimento: “condividiamo quelle che danno la possibilità di integrare il finanziamento statale finalizzato alle attività gestionali dei libri genealogici, con fonti di autofinanziamento delle associazioni riconosciute, in particolare per le razze autoctone di montagna, il tutto con l’obiettivo del miglioramento genetico.         Così come l’inclusione dei danni causati dalla fauna selvatica tra le compensazioni previste agli agricoltori assieme a quelle derivanti dalle avversità atmosferiche, dalle epizoozie, dalle fitopatie.

“Certo – ha insistito Panizza – c’è ancora tanto da fare. Sulla montagna, ad esempio, bisogna invertire la prospettiva, capendo che il tema della sostenibilità delle aziende agricole riguarda da vicino anche quello della tenuta ambientale, sociale e identitaria dell’intero territorio di montagna. Su questo l’Europa deve farsi un serio esame di coscienza, perché ha fatto di tutto per essere percepita come un’istituzione distante, per non dire vessatoria: basta pensare all’eliminazione delle quote latte o all’ipotesi, che siamo riusciti a scongiurare, di liberalizzare l’utilizzo dei nomi dei vini, con cui si sarebbe spianata un’autostrada alla contraffazione dei nostri marchi più pregiati”.

Panizza ha poi parlato dei pesticidi: “Ci vuole grande cautela. Se da un lato dobbiamo lavorare per diminuirne l’utilizzo, dall’altro si possono verificare delle situazioni eccezionali, legate a particolari congiunture climatiche e atmosferiche, nelle quali non se ne può fare a meno. Pensiamo a quello che sta accadendo in Trentino con la diffusione della Drosophila Suzuki, un insetto che sta distruggendo il raccolto dei piccoli frutti per le basse temperature e l’alta umidità. Su questo mi appello al Governo affinché si faccia qualcosa e in fretta, perché, in casi come questi occorre permettere in via del tutto eccezionale l’uso di quei pesticidi che possono contrastare il moscerino senza compromettere la salubrità del prodotto”.

“Il merito di questa legislatura è quello di aver smesso di pensare l’agricoltura come la cenerentola della nostra economia. Molte cose importanti sono state fatte, ma non bastano perché il comparto è ancora profondamente in crisi e in troppi casi i prezzi non coprono neppure i costi di produzione. Nei due anni che ci rimangono dobbiamo assolutamente accelerare, soprattutto per dare fiducia ai giovani che hanno accettato la sfida dell’agricoltura e vogliono investire. Abbiamo chiesto al comparto di essere multifunzionale, come dimostrano le recenti leggi sull’agricoltura sociale e la biodiversità. Il Governo approvi i decreti attuativi e metta finalmente le aziende, soprattutto quelle più piccole, nella possibilità di operare e di essere competitive. Facciamo in modo che questa sia una legislatura nella quale l’agricoltura diventi protagonista”, ha concluso il segretario del PATT.


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