QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

La riforma della legge urbanistica premierà il riuso del patrimonio anche in Trentino

sabato, 27 settembre 2014

Trento - La prossima riforma della legge urbanistica premierà il riuso del patrimonio urbanistico, a salvaguardia delle aree edificabili (sempre più rare) e, per contro, valorizzando il recupero dei volumi esistenti e la demolizione di immobili non coerenti con il contesto urbano. La riforma si baserà su una modalità partecipativa che vedrà coinvolti enti locali, professionisti e cittadini, chiamati a contribuire, con il principio della responsabilità, al nuovo assetto e a trovare anche delle procedure più snelle e certe.pejo lago palu

L’assessore provinciale all’urbanistica, Carlo Daldoss, ha anticipato a Rebuild, la convention nazionale dedicata alla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari, le linee guida delle prossima riforma della legge urbanistica del Trentino.  “Tre sono le parole chiave – ha sottolineato l’assessore Daldoss -: risparmio del territorio, riqualificazione e demolire si può. In generale credo che il Trentino potrà essere tra qualche anno terra di attrazione solo se saprà fare delle scelte coraggiose, serve un cambio di paradigma, che porti a concentrare le risorse, ormai limitate, ad interventi strategici e sviluppare un patto (che dobbiamo costruire) con il territorio per definire i nuovi strumenti di azione sul territorio”.

Il Trentino è stato, nel 1967 la prima provincia italiana a dotarsi di un piano urbanistico, il Piano Kessler. L’ultima modifica del Pup risale al 2008. A Rebuild, in corso di svolgimento a Riva del Garda, l’assessore provinciale all’urbanistica, Carlo Daldoss, ha anticipato alcune delle linee guida della prossima riforma della legge urbanistica provinciale. “Il Trentino, grazie al Piano urbanistico del 2008 – ha esordito l’assessore Daldoss – parte già da un’ottima situazione che va attualizzata alle esigenze attuali. Fortunatamente non dobbiamo partire da zero ma migliorare, attualizzandolo, l’impianto esistente”.

La prima novità annunciata da Daldoss è la modalità partecipativa con cui sarà realizzata la riforma della legge urbanistica provinciale. “Grazie alle nuove tecnologie, internet – ha puntualizzato l’assessore – intendiamo aprire al territorio, ai privati, ai professionisti e a tutti i soggetti interessati, i contenuti della proposta e raccogliere le osservazioni. Crediamo che il principio della responsabilità delle diverse parti possa dare un contributo sostanziale così da mettere la politica nelle condizioni migliori per avviare il processo legislativo”.

Il territorio, la sua bellezza e le caratteristiche, saranno al centro della riforma. Ancora Daldoss: “E’ nostra intenzione dare un deciso stop all’inserimento di nuove aree edificabili nei piani comunali, limitandole a specifiche esigenze, quali prime case o interventi di interesse pubblico. Il risparmio del suolo diventa la prerogativa da cui partire con la nuova disciplina”. In altre parole, secondo Daldoss, la nuova legge urbanistica sarà il grande quadro di riferimento dell’organizzazione e della gestione del territorio, lasciando ai Comuni lo spazio di valutazione, attraverso i piani regolatori, con le regole e le modalità per il riuso del patrimonio esistente.

“Fino ad oggi – ha continuato Daldoss – le riqualificazioni urbanistiche debbono sottostare ad un complicato iter autorizzativo che di fatto ne impediscono la realizzazione. Noi intendiamo incentivare questa tipologia di interventi, anche con procedure più snelle ed evitare la discrezionalità del singolo ente locale. L’obiettivo è la la qualità del ricostruito”.

Nel suo intervento, Daldoss ha posto l’attenzione anche alle azione di incentivazione in un contesto di mercato immobiliare fortemente depresso. Su questo punto, da Daldoss sono arrivate indicazioni precise: “Prevederemo riduzioni del contributo di concessione per i recuperi di volumi esistenti e un aumento dello stesso contributo per gli interventi di nuova costruzione”.

Due le modalità previste: demolizione dei volumi con la possibilità di riallocarli su aree già edificate ma con volumi già saturi, come ad esempio la soprelevazione con recupero dei sottotetti. “Vogliamo creare – ha sottolineato Daldoss – un mercato del volume, sostituendolo al mercato delle aree, vincolandolo ad un limite temporale. In questo modo crediamo di evitare la creazione di rendite sui volumi detenuti”.

In conclusione, l’assessore Daldoss apre la strada ad una nuova modalità di intendere gli interventi   nel campo dell’edilizia urbana: più spazio al recupero degli immobili esistenti, attraverso la loro demolizione e riqualificazione; e attenzione al consumo del territorio, risorsa sempre più scarsa.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136