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La questione Parco dello Stelvio finisce sui tavoli del governo Letta

lunedì, 10 giugno 2013

Malè – Dopo il convegno sul Parco dello Stelvio, che si svolto sabato a Malè, si anima il confronto tra istituzioni e associazioni. La questione “Parco” è ora sul tavoli romani. L’evento di sabato, organizzato da Italia Nostra insieme a Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, SAT, WWF e Federparchi, è stato moderato da Ettore Sartori, consigliere della sezione trentina di Italia Nostra e già direttore del Parco naturale “Paneveggio – Pale di San Martino”.

Oltre al presidente Alberto Pacher vi hanno preso parte Alessio Migazzi, presidente della Comunità di valle della Val di Sole; Wolfgang Platter, direttore del Parco nazionale dello Stelvio; Oscar del Barba, presidente di CIPRA Italia; Claudio Bassetti e Sandro Magnoni, presidente e consigliere della Società degli Alpinisti Tridentini (SAT); Patrizia Rossi, direttrice Parco Nazionale Alpi Marittime e Antonello Zulberti, consigliere di Federparchi. Alberto Pacher, presidente della Provincia autonoma di Trento,  ha ripercorso la questione “parco dello Stelvio” con alla luce quanto è stato fatto e in prospettiva le scelta per il futuro. “In questi anni – ha detto Pacher –  abbiamo ripetutamente sollecitato i diversi governi a rimettere in moto con un minimo di plausibilità una situazione che oggi sembra segnatstelvio1a da una sorta di andamento inerziale. Paradossalmente proprio l’operare della Provincia, con i ripetuti decreti di urgenza del presidente così come sulla messa in sicurezza dei lavoratori stagionali grazie alle  procedure provinciali, sembra rendere meno acuto il problema a Roma. Dire che oggi il Parco Nazionale dello Stelvio, in sede romana, non sia una priorità è un eufemismo. E questo a fronte  di due realtà provinciali, Trento e Bolzano, dove proprio sul fronte ambientale registriamo buone gestioni e positive dinamiche, con una comunità che chiede nuove forme di tutela del territorio. Penso ai progetti sui parchi fluviali del Noce e del Sarca, alle reti di riserva, alle Dolomiti Unesco. C’è uno scarto evidente tra la realtà specifica del Parco dello Stelvio e la grande  effervescenza del territorio dove il paradigma sta cambiando: ora sono i sindaci e le Comunità ad essere protagonisti. Per questo è decisivo che sulla questione dello Stelvio si riparta con un ragionamento equilibrato, senza strappi e puntando ad una gestione diversa e più dinamica. Certo, per far questo è decisivo che uno degli attori – il Ministero – torni a dialogare con Trento, Bolzano e la Lombardia. Sapendo, perché questa è la mia convinzione, che realtà di questo tipo funzionano bene quanto più  sono patrimonio collettivo, più che patrimonio pubblico”. Secondo il presidente della Provincia autonoma di Trento “E’ una prudentissima parola di speranza, a fronte di  una vicenda che si trascina da anni e ancor più sul futuro, del Parco dello Stelvio, indicato come Parco per l’Europa. Una speranza che si accompagna al rinnovato impegno per aumentare la pressione su Roma: stiamo lavorando per organizzare un incontro, in sede ministeriale,  con il presidente Durnwalder e gli amministratori della Lombardia e abbiamo già rinnovato l’invito al ministro dell’ambiente, Andrea Orlando, per un incontro qui, in ambito regionale”. Sul fronte ambientale  i due temi – orso e Parco dello Stelvio – sono stati illustrati al presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante la recente visita a Trento. Due questioni che restano fondamentali per il Trentino e gran parte della zone alpine.

 

 


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