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Allarme della Polizia Postale trentina: “Estorsione su video privati sui social è un fenomeno in diffusione”

lunedì, 6 ottobre 2014

Trento – Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Trentino Alto Adige, in quest’ultimo periodo, ha verificato l’aumento di segnalazioni da parte di utenti che sono incorsi in spiacevoli situazioni in rete.pejo lago palu

Il fenomeno riguarda persone di ogni età, quasi esclusivamente di sesso maschile, che su social network (es. Facebook, Badoo, ecc.) o su Skype vengono contattati da utenti che riferiscono di essere delle giovani donne e desiderano intavolare una normale conversazione. Il dialogo procede solitamente nei normali canoni di colloquio tra uomo e donna che si conoscono (virtualmente) per la prima volta ma, entro breve tempo la conversazione si indirizza su argomenti personali ( single, sposato, ecc.) e sulle preferenze sessuali.

L’ignota interlocutrice convince poi la vittima, con vari metodi quali la condivisione di fotografie o brevi filmati che la ritraggono in biancheria intima e successivamente nuda, a spogliarsi a sua volta davanti alla webcam. Immediatamente, a seguito di quest’azione l’interlocutrice con un programma di pubblico utilizzo facilmente reperibile in rete, acquisisce (cioè copia) il filmato di tali azioni e, da quel momento, inizia una vera e propria azione intimidatoria ed estorsiva a danno del malcapitato il quale viene minacciato, se non paga somme inizialmente di 100/150€ , di veder recapitato il filmato a fidanzate, amici e comunque su Youtube. E’ chiaro che nell’immediato la reazione è quella di pagare per evitare problemi connessi con l’azione prospettata. I malcapitati si rivolgono agli Uffici della Polizia Stradale, molte volte prima di pagare ma anche a pagamento effettuato, per segnalare la circostanza e per avere un supporto in relazione a quanto accaduto.

Il fenomeno è in costante diffusione, queste le  indicazioni della Polizia:
1) ricordarsi che in rete internet potenzialmente nessuno è chi dice di essere e queste “fanciulle” in cerca di compagnia, e disponibili, altro non sono che truffatori che puntano al denaro;
2) i metodi di pagamento che segnalano queste persone, utili in molti casi per la loro semplicità ed immediatezza, hanno la particolarità di rendere difficoltosa (comunque non impossibile) l’identificazione del beneficiario del versamento;
3) i truffatori raccolgono informazioni sulle vittime soprattutto dai profili Facebook, a riguardo delle amicizie e delle relazioni degli utenti ( sposato con….., fidanzato con…); queste notizie usate per le minacce fanno sembrare alla vittima che l’interlocutore conosca molto della propria vita privata ma in effetti sono informazioni facilmente desumibili dal profilo presente su Facebook. E’ necessario quindi controllare cosa si può vedere, non essendo registrato come “amico” , dal proprio profilo Facebook e quali informazioni sono condivise.
4) pensare sempre e comunque a cosa si sta facendo davanti alla webcam, ogni azione può essere facilmente salvata ed usata ( filmato o fotografia) dall’ignoto interlocutore.


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