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La poesia di Alberto Pattini come “risveglio di una società senza sentimenti”: cresce l’iniziativa in Trentino

mercoledì, 16 settembre 2015

Terzolas – La poesia di Alberto Pattini come “risveglio di una società senza sentimenti”.  L’artista trentino con le proprie opere cerca di “rappresentare la coscienza della società contemporanea in declino, una società senza sentimenti, impegnata solo a produrre, dove la bellezza della natura è solo una funzione economica e un obiettivo da sfruttare”. L’iniziativa sta assumendo grande rilievo (qui la pagina facebook con oltre 3mila like).alba pale san martino giorgia hofer

“La società moderna propone un individuo omologato senza la coscienza del passato, senza le tradizioni, senza la meraviglia per la natura e senza memoria dove vige solo la ricerca spasmodica della crescita economica a discapito di tutto ciò che ci circonda: la natura”, racconta Alberto Pattini, ideatore che sta completando progetto e iniziativa.

“Il poeta Pascoli descrive che esiste dentro di noi un fanciullino che nell’infanzia si confonde con noi, ma, anche con il sopraggiungere della maturità, non cresce e continua a far sentire la sua voce ingenua e primigenia, suggerendoci quelle emozioni e sensazioni che solo un fanciullo può avere. Spesso, però, questa parte che non è cresciuta non viene più ascoltata dall’adulto.

Alberto-Pattini 1Il poeta invece è colui che è capace di ascoltare e dare voce al fanciullino che è in lui e di provare di fronte alla natura le stesse sensazioni di stupore e di meraviglia proprie del bambino o dello stato primigenio dell’umanità”, conclude Pattini.

Ecco che i versi urlano al mondo per risvegliare l’amore per le piccole cose:

«La felicità non nasce dai grattacieli / ma dal sedersi all’ombra di un tuo albero / dal profumo delle tue tradizioni inalterate / dove i sensi innocenti si accendono / dove s’illumina lo spirito del tempo / dove anche nella malinconia spunta il bucaneve della felicità» (La valle del sorriso in «Trentino di sentimenti» di Alberto Pattini).

«Natura, luogo incantato / miccia dello stupore / vulcano esplosivo di bellezza / torrente vorticoso di sensazioni / cascata di emozioni sopite / bagliore della fiamma dell’anima / brezza della pace interiore» (Esplosione in «Il cuore delle Alpi sulle ali del Trentino» (foto a lato)  di Alberto Pattini).Copertina libro Alberto Pattini 1

«Ricerco come rapace la felicità / il successo / lo spasmodico piacere / volo nel deserto dei desideri / in una nube di polvere senza trovare l’agognata preda / plano sulle sconfitte / mi rialzo come un neonato / la felicità è in me stesso, nella natura / non nella volontà di afferrare l’irraggiungibile» (Cieca rapace ricerca in «Il cuore delle Alpi sulle ali del Trentino» di Alberto Pattini (foto a lato)).

« Agonia di un mondo / smarrito nel finto progresso / sospinto da illusorie sirene nell’abisso del non ritorno / sogno cumuli di nuvole che collegano terra e cielo / sogno l’alga rossa morta per l’assenza di mandrie / sogno arcobaleni sfavillanti liberi da ceneri sospese / sogno foreste di resine mute vibranti nel silenzio / sogno l’arrivo di venti sferzanti le nuvole radioattive / sogno il föhn che asciughi le piaghe di montagne lacerate da lame rotanti / sogno di uscire da ombre perenni di tenebre desolanti nell’equilibrio tra uomo e natura» (Il grido dell’aquila in «Il cuore delle Alpi sulle ali del Trentino» di Alberto Pattini).

pattini

«…Poeta contadino / spirito eletto / a sera stanco ai piedi di un prato / con lo sguardo perduto all’orizzonte / mentre il sole ricama le vette / rumina tristi pensieri / odorando l’acre grigia coltre che sale in cielo / presagio di morte annunciata per lo sfrenato progresso» (Montagne inquinate in «Il cuore delle Alpi sulle ali del Trentino» di Alberto Pattini).

«…Luogo solitario e selvaggio / percorso da mandrie di incantatori hanno spinto le vacche nel dirupo / accecate dai riflessi di vetri e cemento / Pascoli trafitti / mattatoio dell’incanto nei verdi crinali sorridenti / il rauco cuculo canta alle aguzze pietre la tristezza delle cattedrali di cemento /Sogno il ritorno della sinfonia del silenzio, il picchiettio del picchio a scandire il tempo / il ronzio dell’ape tra le ansiose genziane» (Pascoli trafitti in «Il cuore delle Alpi sulle ali del Trentino» di Alberto Pattini).


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