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La fusione dei Comuni, esperienze a confronto in Trentino. Nel 2016 i municipi scenderanno da 208 a 172

sabato, 11 aprile 2015

Trento – Le fusioni dei Comuni trentini sono un’opportunità: dalla Val di Sole alla Val di Non, dalla Val di Fiemme alla Val Rendena, quante esperienze di accorpamenti. Avviato il confronto al Consorzio dei Comuni Trentini.

Un contributo di informazione sul tema delle fusioni dei Comuni, con questo proposito è stato organizzato il seminario che si è svolto presso la sede del Consorzio dei Comuni Trentini e indirizzato agli amministratori dei comuni interessati dai processi di fusione.

L’iniziativa ha visto collaborare il Consorzio e la Provincia autonoma di Trento che ha partecipato all’incontro con il presidente e l’assessore agli enti locali. Per il presidente della Provincia  puntare sulle fusioni non era scontato né semplice: “Non si tratta, ha detto, di scelte obbligate ma consapevolmente e responsabilmente adottate tenendo conto del contesto e delle aspettative dei cittadini, in una logica di sistema”. Per l’assessore provinciale agli enti locali “Si tratta di esprimersi su un nuovo modo di vivere l’autonomia, con uno spirito più propositivo”.

Il presidente del Consorzio ha posto l’accento sull’importanza della formazione per gli amministratori comunali che, ha detto, “sono chiamati ad avere una conoscenza approfondita delle questioni che affrontano”. In materia di fusione, ha aggiunto, il primo dovere degli amministratori è quello di informare i cittadini.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha espresso un ringraziamento agli amministratori perché la scelta di avviare i percorsi di fusione non era scontata né semplice. “Il percorso di riforma complessiva dell’assetto istituzionale della Provincia, ha detto, sta trovando pratica attuazione anche nei processi di fusione che sono stati avviati. Non si tratta di scelte obbligate ma consapevolmente e responsabilmente adottate tenendo conto del contesto e delle aspettative dei cittadini in una logica di sistema. Questo sistema territoriale unico è anche l’interlocutore con lo Stato nell’ambito del cosiddetto Patto di garanzia”. Si tratta, ha sottolineato il presidente della Provincia, di una sfida che renderà le comunità ancora protagoniste del loro futuro.”Fare le cose assieme in un contesto più ampio tutela meglio il benessere di tutti”: questo, ha concluso il presidente, è il messaggio che vorrei che passasse ai cittadini.

L’assessore provinciale agli enti locali ha sottolineato che il percorso deincontro Comuni Trentinille fusioni non potrà che portare risultati positivi in termini di servizi. Nei mesi che precedono i referendum è importante, ha detto, dare le maggiori informazioni possibili perché la popolazione possa scegliere con la massima consapevolezza: “Si tratta, ha detto l’assessore, di esprimersi su un nuovo modo di vivere l’autonomia, con uno spirito più propositivo”.

Durante l’incontro sono stati approfonditi anche alcuni temi tecnici. Marco Riccadonna, responsabile dell’area giuridica e finanziaria del Consorzio dei Comuni, ha parlato di finanza locale e possibili scenari futuri. Dei moduli partecipativi della piattaforma ComunWeb a supporto del processo di fusione ha parlato Walter Merler, responsabile dell’Area Innovazione del Consorzio. Alessio Ravagni, responsabile dell’Area Personale del Consorzio, ha affrontato le problematiche relative al passaggio del personale dei comuni nel nuovo ente. Un partecipato dibattito ha concluso il seminario. Dagli attuali 208 a 172 Comuni, a partire dal primo gennaio 2016, potrebbe essere questo il risultato finale se dovessero andare in porto tutti i progetti di fusione avviati negli ultimi mesi. Recentemente la Giunta provinciale ha espresso parere favorevole a 19 processi di fusione che interessano ben 55 comuni, con oltre 52.000 cittadini coinvolti.


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