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Kiev: delegazione Nato e incontro tra il senatore Panizza e l’Ambasciatore

giovedì, 6 luglio 2017

Kiev – “Far crescere i legami con la parte ucraina della Galizia per commemorare le migliaia di nostri giovani soldati che, durante la Prima Guerra Mondiale, hanno perso la vita e sono sepolti in quei territori. Ne abbiamo parlato anche ieri in alcuni incontri a Kiev con il nuovo Ambasciatore Davide La Cecilia, con la direttrice dell’Istituto italiano di cultura, Anna Pastore, e con il corrispondente consolare a Leopoli, Gianluca Sardelli”, così in una nota il segretario politico del PATT e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, senatore Franco Panizza. (Nella foto da sinistra il Presidente del parlamento ucraino Andriy Parubiy, il senatore Franco Panizza, e il presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato, Paolo Alli).

Panizza Kiev 1

“Ho approfittato del seminario con la delegazione parlamentare NATO a Kiev per incontrare i nostri rappresentanti diplomatici ed i nostri referenti culturali in Ucraina e discutere con loro di una questione che sta a cuore a tutti i Trentini. Se con la parte polacca della Galizia, in questi anni, siamo riusciti a costruire solidi rapporti istituzionali e culturali, con alcune iniziative comuni, con l’Ucraina le relazioni sono sempre state più sporadiche, anche a causa dell’instabilità che ha interessato quest’area”. Panizza, in qualità di rappresentante del Governo per il territorio trentino per le iniziative del Centenario della Grande Guerra, ha illustrato il forte legame dei Trentini alla terra galiziana, riscontrando grande interesse sia da parte delle autorità diplomatiche che dei rappresentanti culturali.

“Come ho potuto appurare negli incontri in Ucraina, oggi vi sono condizioni più favorevoli. Anche la presenza di Joel Melchiori, Vice ambasciatore a Kiev ed originario della Val di Sole, può facilitare lo sviluppo delle relazioni diplomatiche. Abbiamo verificato la possibilità di organizzare iniziative comuni già dal prossimo anno, quando ricorreranno i cent’anni dalla fine della guerra. Ma l’obiettivo deve essere quello di stabilire un rapporto duraturo nel tempo, anche perché queste iniziative possono rafforzare i legami tra l’Italia e l’Ucraina”

“Negli ultimi anni – ha aggiunto Panizza – è stato forte l’impegno della Provincia Autonoma di Trento, culminato nel disegno di legge per la realizzazione del Memoriale e l’istituzione del giorno del ricordo, per dare il giusto tributo a una pagina della storia ancora molto dolorosa per tutte le nostre comunità. I nostri nonni spediti a combattere a migliaia di chilometri da casa, con oltre dodicimila di loro che non fecero più ritorno e che sono sepolti in innumerevoli cimiteri di guerra, molti dei quali curati dalla Croce Nera austriaca e con moltissime lapidi coi nomi dei nostri giovani soldati. Insomma, lì c’è un pezzo della nostra storia. Valorizzarla è importante per far comprendere ai più giovani la follia della guerra, la lunga scia di dolore e sofferenze, il valore assoluto della pace e della fratellanza tra i popoli”.

“Stiamo commemorando con grande intensità quel periodo storico e il 2018 sarà un anno altrettanto importante. Ma adesso dobbiamo saper guardare anche oltre, a cominciare da quelle pagine e quei luoghi che non hanno ancora avuto, per ragioni che non dipendevano certo dalla volontà della Provincia, l’attenzione e il ruolo che meritavano. Per questo spero davvero che con l’Ucraina possano svilupparsi relazioni che consentano ai Trentini di onorare anche sul posto la memoria dei loro famigliari sepolti in luoghi così lontani”.


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