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Jacopo Aconcio da Ossana all’Europa: interesse per il convegno conclusivo della stagione di riscoperta del filosofo

martedì, 10 ottobre 2017

Ossana - Un attento e numeroso pubblico ha accolto l’invito dell’amministrazione comunale di Ossana a partecipare, nella sala conferenze del municipio, da quest’anno intitolata a Jacopo Aconcio, filosofo del metodo e della tolleranza, ad un incontro di studio che ha coinvolto i massimi conoscitori della figura del filosofo cinquecentesco. dappiano_leonesi_valente_giacomoni_dallavalle_fara_giacomelliSi è chiusa così nel migliore dei modi la stagione di riscoperta e valorizzazione che il Comune di Ossana ha dedicato alla poliedrica figura del filosofo, ingegnere, funzionario vescovile alla corte dei Madruzzo e notaio Jacopo Aconcio, con un ricco programma di eventi culturali che nel corso del 2017 ha celebrato la figura di Aconcio a 450 anni dalla sua morte, avvenuta a Londra nel 1567 e a 500 dalla Riforma.

Nel corso del convegno, in modo significativo intitolato “Origini e attualità della tolleranza”, numerose e diverse sono state le prospettive dalle quali la vita e l’opera di Aconcio sono state affrontate.

Dopo i saluti del sindaco Luciano Dell’Eva, dell’assessore alla cultura Laura Marinelli e del presidente del Centro Studi per la Val di Sole Marcello Liboni, e dopo il profilo biografico e scientifico proposto dalla coordinatrice Paola Giacomoni, docente di storia della filosofia all’Università di Trento, Michaela Valente (Università del Molise) è intervenuta sul tema “Contro le insidie di Satana: la proposta di Aconcio”;  Pio Dalla Valle  (Centro Studi Val di Sole) ha offerto una riflessione filosofica e teologica andando “Oltre la tolleranza”; Luigi Dappiano, dirigente scolastico, è intervenuto sul tema de “La costruzione di un’identità: Jacopo Aconcio e la cultura trentina a fine Ottocento”. Quindi Giovanni Maria Fara (Università di Venezia) ha parlato di una delle opere di Aconcio ingegnere militare alla corte di Elisabetta I d’Inghilterra, il Booke of fortefyinge nell’architettura militare del suo tempo; infine, Renato Giacomelli (Archivio Diocesano Tridentino) ha esplorato alcuni aspetti della permanenza di Jacopo Aconcio a Londra, nella sua difesa dell’amico Adriaan Haemstede, la sua appartenenza alla chiesa spagnola di St. Mary Axe e la redazione della sua opera “Gli Stratagemmi di Satana”, mentre Elisa Leonesi, studiosa di dottrine politiche, ha parlato del “problema del politico” nell’opera di Jacopo Aconcio e la sua influenza sul pensiero separatista inglese del XVII secolo.

In serata, il teatro di Fucine ha ospitato la replica dello spettacolo “Il sogno di Jacopo”, realizzato da EmitFlesti di Trento e già andato in scena nel corso dell’estate nella splendida cornice del castello di San Michele.


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