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Inseguimento da Monclassico a Pejo: i carabinieri arrestano topi d’appartamento

lunedì, 1 giugno 2015

Cles – E’ stato forse lo scanner di cui si avvalevano per intercettare le comunicazioni radio delle forze di polizia a “tradire” le tre persone (un uomo e due donne, tutti italiani e pregiudicati) che questa notte sono state fermate dai Carabinieri della Compagnia di Cles con l’accusa di furto in abitazione.

Alle ore 3 di questa notte i predetti sono infatti incappati in un posto di controllo messo in atto dagli uomini della Stazione di Cogolo lungo la Statale 42, nei pressi di Monclassico.

CARABINIERI LARGE

Luigi De Min, cinquantasettenne pluripregiudicato varesino, era alla guida dell’auto, ha ignorato il segnale di “alt” intimatogli dai militari e si è dato alla fuga.

L’inseguimento scaturitone è durato 15 minuti e si è protratto per diversi chilometri concludendosi in Pejo, dove il predetto, vistosi braccato, ha deciso di fermarsi e di “consegnarsi”.

Qualche centinaio di metri prima di arrestare la marcia dell’auto, i tre, contando di non essere visti, si sono liberati, lanciandola fuori dal finestrino, di una borsa contenente gli “attrezzi del mestiere”: pinze, cacciaviti, torce, chiavi, specchio allungabile e, soprattutto, di due strumenti (se ne allega foto) realizzati ad arte per poter spezzare letteralmente le serrature. Nella sacca, successivamente recuperata dagli stessi militari, a cui la maldestra manovra di De Min non è sfuggita, c’erano anche lo scanner di cui si è detto ed un paio di walkie tolkie. Nel bagagliaio dell’auto anche un grosso martello ed un piede di porco.

La perquisizione del veicolo ha portato al rinvenimento di quanto asportato nella notte da un’abitazione sita in Ruffrè Mendola: diversi indumenti, alcune monete da collezione e una particolare chiave, che è risultata fondamentale per le conseguenti indagini, per poter cioè attribuire indiscutibili responsabilità ai tre. L’oggetto in questione, nient’altro che un comando a distanza per l’attivazione di un particolare sistema di diffusione di profumo in ambiente, dai malfattori è stato forse scambiato per il telecomando di sistema di allarme e, “purtroppo”, prelevato.

Sono finiti in manette De Min e Cleana Trotti, di anni 33, pure lei pregiudicata per specifici reati. L.A., di 34 anni, che non annovera gravi precedenti, sarà denunciata in stato di libertà all’autorità giudiziaria trentina.

L’operazione appena conclusa conferma la percezione che queste zone, molto spesso, vengano prese di mira da malviventi “di passaggio” ovvero siano bersaglio di “flussi migratori delinquenziali”. E quel che è successo stanotte dimostra come talvolta la scaltrezza e l’esperienza di costoro può essere contrastata unicamente mediante una capillare ed attenta attività di controllo del territorio.


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