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In Val di Sole il Congresso del Sat: una grande famiglia di 27mila soci

domenica, 20 ottobre 2013

Malè – 119esimo congresso della Sat oggi a Malè in val di Sole. Dopo la messa e la sfilata iniziali, l’assemblea al teatro Comunale, apertasi con gli interventi dei presidenti della Società Claudio Bassetti e della sezione di Malè – nata nel 1943 – Renato Endrizzi, che hanno ripercorso i momenti salienti del Congresso, e hanno sottolineato l’importanza di questa “grande famiglia di 27.000 soci”, i cui valori sono incisi nel DNA del Trentino. Anche la Provincia ha portato come di consueto i suoi saluti, con il presidente uscente, che ha sottolineato come i valori della Società degli alpinisti tridentini non riguardino solo la montagna e chi la montagna la vive, ma l’intera società. In particolare l’accento è stato posto sul binomio libertà-responsabilità, intorno al quale si sono incentrate gran parte delle riflessioni sviluppate in questo congresso.congresso sat

“Alpinismo, esplorazione e libertà” il tema scelto quest’anno dalla Sat, declinato in numerose mostre, spettacoli multimediali ed altri eventi pubblici, resi possibili dal grande lavoro del volontariato. Tante le problematiche affrontate dunque lungo il percorso congressuale, dall’uso del territorio ai cambiamenti climatici, dal paesaggio quale elemento identitario fondamentale del Trentino al rischio connesso alle attività alpinistiche (“no al concetto di rischio-zero – ha detto il presidente Bassetti – perché il rischio è parte dell’esistenza, e può avere un valore educativo, ma al tempo stesso no al concetto di no-limits”). Al centro dell’attenzione inoltre il ruolo dei giovani e il ricambio generazionale. La parola d’ordine, che accomuna tutti questi aspetti, tutte queste sfaccettature della montagna, è “responsabilità”. La Provincia è stata ringraziata per avere saputo trovare, pur fra le pieghe di un bilancio difficile, le risorse per recuperare tutta una serie di beni che sono patrimonio collettivo della comunità trentina.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, nel suo applaudito intervento, ha ricordato come i temi toccati dalla Sat vadano anche al di là della montagna e dell’alpinismo. Il trovare un punto di equilibrio fra libertà individuale e la responsabilità collettiva è infatti indispensabile per ogni società umana. Parlare di montagna, quindi, significa usare una metafora che rimanda al vivere assieme in un senso ampio e più generale. Quello che fa la Sat fin dalla sua fondazione è prezioso, perché contribuisce in maniera determinante a far crescere la sensibilità della comunità nei confronti di temi fondamentali.

Ci sono però anche risultati concreti: si è raggiunto ad esempio il traguardo di avere un terzo del territorio sottoposto ad una qualche forma di tutela, e questo perché sono state le stesse comunità locali a chiederlo, non per una decisione calata dall’alto dalla Provincia. Ecco dunque il valore della parola “responsabilità”. Ma se esiste una responsabilità collettiva esiste anche una responsabilità individuale, che ogni cittadino deve sentire come tale. Al termine dell’intervento un applauso scrosciante che è stato anche un saluto, dal momento che questo è molto probabilmente l’ultimo discorso pronunciato dall’attuale presidente della Provincia in una veste “pubblica”.


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