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Il Trentino punta a limitare la presenza di orsi. Il Consiglio provinciale approva a larga maggioranza mozione “stop all’orso”

sabato, 25 luglio 2015

Trento – Limitazioni  sulla presenza di orsi in Trentino. Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato un orientamento sul tema dell’orso in Trentino.

“Siamo del parere che a leggere quanto segue si sentiranno in disaccordo sia gli animalisti che i ctrento orso Daniza 1ontrari all’orso. Noi siamo stati contrari al progetto di reintroduzione dell’orso in Trentino, ma una volta avviato non abbiamo più obiettato nulla. Ormai gli orsi fanno parte del nostro territorio e qualsiasi cosa facciano si dovrà fare in modo che la convivenza sia pacifica. Certo il Governo, cui spetta per ora la decisione finale, deve affidare all’Autonomia la possibilità di decidere per quanto riguarda la popolazione ursina stanziale. Impensabile che la Forestale trentina debba attendere disposizioni da un governo dal quale non dipende.

Quanto all’informazione che la Provincia avrebbe attivato per diffondere la cultura sulla convivenza con l’orso, non ne vediamo traccia. Magari siamo fuori target, ma siamo del parere che la gente cui rivolgerla sia anzitutto l’intera popolazione trentina”. Il Consiglio provinciale ha discusso a lungo e approvato con 31 voti a favore la mozione 289 proposta da Rodolfo Borga e da tutti gli esponenti dell’opposizione eccetto Filippo Degasperi (M5s, suo l’unico no) che prevede la «definizione di misure per la tutela dell’incolumità dei cittadini e coinvolgimento dei sindaci sulle problematiche inerenti alla presenza dell’orso sul territorio».

Respinta invece con 21 voti a favore e 11 contrari la richiesta finale della mozione di un referendum finalizzato a cogliere “l’orientamento dei cittadini nei confronti della situazione che oggi si trovano a vivere”.

Fugatti (Lega) ha tuttavia preannunciato che la richiesta del referendum sarà comunque depositata martedì al presidente Dorigatti con le firme necessarie.

Rodolfo Borga (Civica), primo firmatario, ha riassunto la mozione con la sollecitazione rivolta alla Giunta perché chieda al Ministero competente una radicale revisione del progetto rendendo la presenza sia dell’orso che del lupo compatibile con la priorità della sicurezza per l’uomo.
Le situazioni della Slovenia e soprattutto del Canada per Borga non sono assolutamente paragonabili per estensione territoriale e numero di centri abitati con quelle del Trentino.

Per questo progetto, che per Borga non andava attuato, «si doveva quantomeno rendere il numero di orsi compatibile con le caratteristiche di un territorio da sempre molto antropizzato come il nostro».

Borga ha anche citato Franco Perco, direttore del parco nazionale dei monti Sibillini, secondo cui «per lupo e orso vi è la necessità di un numero compatibile» con la presenza dell’uomo.
«Nella nostra provincia – ha proseguito il consigliere – gli orsi sono una sessantina e tutti si
trovano nel Trentino occidentale.»

Numero insostenibile in termini di pericolosità per l’uomo. Argomento strumentale di Borga che non perde l’occasione di affermare che questo progetto «è stato gestito con superficialità e dilettantismo pur essendo in gioco la vita delle persone».

«Chiediamo un radicale cambio di rotta – ha aggiunto Borga, – perché il problema fondamentale è l’eccessivo numero di orsi rispetto a quel che il Trentino occidentale può sopportare.
«I boschi infatti – ha concluso con un’affermazione piuttosto scontata – non sono la casa dell’orso ma dei trentini.»

Si tratta allora «di individuare la soglia più bassa possibile di esemplari perché in 40 giorni la Giunta non è stata neppure capace di catturare l’orso pericoloso di Zambana.
«Confido – ha concluso – che si possa trovare un accordo con l’esecutivo visti i molti punti del dispositivo.»

L’assessore Michele Dallapiccola: «Rossi ha chiesto al Ministro la definizione di un contingente massimo di soggetti compatibile con il territorio trentino. Per Kj2 stiamo garantendo la sicurezza delle persone.»
L’assessore Dallapiccola ha ringraziato Borga per aver portato all’attenzione dell’aula il problema «che certamente affligge la Giunta provinciale oltre che i cittadini del Trentino». «Di certo – ha aggiunto – siamo convinti che questo progetto abbia determinato problemi non previsti in origine, o non in questo modo. L’ultimo caso ci ha spinto a cercare un colloquio con il Ministro sul progetto Pacobace perché senza il consenso del governo la Provincia non può intervenire”.
«I rapporti si sono intensificati ma non hanno dato esito positivo fino agli ultimi due episodi che hanno spinto il Ministro ad interessarsi del problema.»
Dallapiccola ha poi letto il messaggio inviato dal presidente Ugo Rossi al Ministro Galletti, nella quale il governatore segnala come sia «stata orami raggiunta e superata la soglia di sostenibilità sociale rispetto all’attuale presenza dell’orso sul territorio trentino».
E conclude evidenziando «l’urgenza assoluta di adeguare gli strumenti di gestione vigenti e in particolare per le situazioni problematiche, e la definizione di un contingente massimo di soggetti compatibile con la situazione ambientale e sociale che caratterizza il territorio trentino. Contingente che di certo oggi almeno in una parte di tale territorio è stato decisamente superato.»
A proposito di Kj2 Dallapiccola ha annunciato che la Provincia ha predisposte trappole.
«Ora sappiamo dove l’orsa pericolosa si trova – ha aggiunto – e abbiamo gli elementi conoscitivi necessari per garantire la sicurezza dei cittadini.»

Zanon: «Boschi e montagne appartengono ai trentini.»
Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) ha osservato che proprio perché l’orso si è trovato a suo agio nel nostro territorio siamo arrivati a queste difficoltà.
«Il problema – ha ribadito – sta nel fatto che a causa dell’orso il nostro territorio non è più frequentabile come prima sia per i residenti che per i turisti.
«E forse i 55 esemplari indicati dall’assessore non sono più sostenibili per il nostro territorio dove i boschi e le montagne sono ancora vissuti dalla gente perché questa è la nostra cultura.»
Non basta più limitarsi ad intervenire sugli orsi problematici. Occorre ottenere dal Ministero la facoltà di allontanare il numero degli orsi dal nostro territorio.

Kaswalder: «Si trovi un accordo.»
Walter Kaswalder (Pstt) ha espresso piena solidarietà all’assessore Dallapiccola «che vedo giù di corda», perché questo è un progetto problematico che lui ha ereditato.
«Negli ultimi cinque anni il numero degli orsi è cresciuto a dismisura e ogni anni le cucciolate aumentano gli esemplari per cui si arriverà presto a 100 esemplari.
«Nessuno va più nei boschi del Bondone, tanto meno gli educatori con i bambini delle scuole estive.»
Questo progetto mette in difficoltà gli stessi forestali delle zone montane che oggi non lavorano più da soli.»
Kaswalder ha concluso auspicando un accordo tra minoranza e maggioranza «perché il problema c’è ed è sentito soprattutto nel Trentino occidentale, vista la barriera naturale costituita dal fiume Adige.»
E ha chiesto di sospendere la seduta per cercare un’intesa sul dispositivo.

Fugatti: «Solo dall’estate scorsa tutti si sono accorti che l’orso è un problema.»
Maurizio Fugatti ha ricordato di aver presentato proprio nel giugno 2014 un’interrogazione sulla pericolosità dell’orso alla quale la Giunta rispondeva che non era affatto così.
Per Fugatti la Giunta ha continuato a minimizzare il problema dando ai forestali l’indicazione politica di nascondere la questione all’opinione pubblica.
E la Giunta ha sempre inviato al Ministero messaggi rassicuranti e positivi sull’andamento del progetto orso in Trentino.
«Oggi non è più così e cambiare idea è anche da saggi, ma chi ha governato negli ultimi 10-15 anni, Patt compreso, e non ha fatto nulla per risolvere il problema dell’orso, se ne deve assumere la responsabilità politica.
«Ora – ha proseguito Fugatti – presidente e assessore temono di prendere una decisione che potrebbe anche avere risvolti giudiziari, e allora scrivono al Ministro Galletti per chiedergli di rivedere il numero di esemplari presenti in Trentino.
«Ma se vi aspettate che il Ministro alzi la mano per intervenire sull’orso siete degli illusi.»
Per Fugatti «in base all’articolo 52 dello Statuto il presidente della Provincia potrebbe adottare subito provvedimenti utili in materia di sicurezza e igiene pubblica prima che accada il fatto grave. Occorre una sua assunzione di responsabilità anche andando oltre gli accordi con Roma. Perché Galletti ha altro a cui pensare.»

Degasperi: «La mozione non attribuisce alla Provincia la responsabile del problema.»
Filippo Degasperi (M5s) ha spiegato di non aver firmato e di non condividere la mozione se non in alcuni aspetti, «perché manca la parte più importante, ovvero l’indicazione della responsabilità della Provincia che ha gestito il progetto negli ultimi anni, e dal caso Daniza fino ad oggi».
«Il progetto originario – ha proseguito – prevedeva che gli orsi dovessero essere stati distribuiti oltre che in Trentino anche in Veneto e nell’Alto Adige. Oggi si scopre che il numero di orsi ha raggiunto un livello non più sostenibile nel nostro territorio.
«Eppure nella conferenza di informazione organizzata dal Consiglio ci era stato spiegato che la soglia massima di questi esemplari sarebbe stata di 50 orsi.
«All’improvviso ora si dice che gli orsi sono troppi. Stupirsi e stracciarsi le vesti e richiedere interventi risolutivi oggi perché il numero degli orsi è quello previsto mi sembra fuori luogo.»
E ancora: «Dov’è stata tutta l’informazione sull’orso a parte quella veicolata dai cartelli?»
In effetti, il nostro giornale non ha ricevuto richieste di divulgare alcunché.
«Anche le azioni di dissuasione degli orsi non sono mai state messe in pratica e adesso si rincorre un orsa con 30 forestali. Perché queste misure non sono state adottate prima?
«E dov’era la task force h 24 quando l’orsa si aggirava nei dintorni di Cadine. Il progetto prevedeva inoltre la creazione di corridoi per permettere agli orsi di spostarsi da una parte all’altra del Trentino.
«Altre domande: il progetto prevedeva il coinvolgimento dei territori vicini, il Veneto e la Lombardia: quali contatti ci sono stati con queste regioni?»
Il 12 settembre 2014 aveva già chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico per la gestione del progetto e solo adesso questo tavolo viene istituito.
Per Degasperi «in questa mozione manca l’affermazione che se siamo arrivati a questo punto la responsabilità è della Provincia autonoma di Trento».

Tonina: «A questo problema ora servono soluzioni.»
Mario Tonina (Upt), ricordando su questo argomento il recente intervento di Dallapiccola in terza commissione, ha sottolineato che in questo momento è necessario dare risposte sul tema dell’orso.
Tonina ha ricordato la mozione presentata lo scorso anno dall’Upt dopo l’aggressione a Maturi intitolata «Progetto orso, necessaria una ridefinizione».
Oggi «servono dei prelievi perché plantigradi e lupi devono trovare spazio solo in numero controllato in territori e spazi poco frequentati dalle persone.»
Pur contrario agli abbattimenti, secondo Tonina «chi ha la responsabilità di questo progetto deve affrontare e risolvere i problemi perché i cittadini sono in grossa difficoltà. Non passa giorno senza che qualcuno incontri l’orso. C’è ormai un’abitudine del plantigrado di avvicinarsi con frequenza di avvicinarsi ai centri abitati, alle case e alle persone. E quando c’è questa confidenza con l’uomo non va bene, perché prima o poi accade qualche aggressione.
Tonina ha esortato maggioranza e minoranza a cercare insieme soluzioni.
A breve si attendono le risposte del Ministro Galletti alle richieste della lettera del presidente Rossi.
Secondo l’esponente dell’Upt la mozione è condivisibile tranne che sull’ultimo punto che chiede un referendum per sapere cosa ne pensano i cittadini. I cittadini attendono piuttosto delle risposte.

Zeni: «Si punti sulla comunicazione e sul consenso sociale.»
Luca Zeni (Pd) ha ricordato che già all’inizio del progetto Life Ursus si sottolineavano aspetti oggi in primo piano e che vi era il rischio di incidenti e occorreva quindi avere la possibilità di intervenire sugli orsi problematici e puntare sull’accettazione sociale.
«La velocità di crescita della presenza dell’orso non è stata accompagnata con la diffusione della conoscenza di alcune regole importanti per la cultura della montagna.»
Secondo Zeni «non è con i divieti che si risolvono i problemi».
Secondo l’esponente del Pd che ha condiviso l’intervento dell’assessore, il limite della mozione è che si focalizza troppo sul numero degli orsi lasciando in secondo piano altre questioni come la comunicazione.
«C’è molta confusione che rischia di allarmare e anche di peggiorare la situazione. Occorre poi lavorare molto sul consenso sociale per superare le paure senza sottrarsi al confronto. Giusta la richiesta della mozione di poter utilizzare lo spray.
«In sintesi, è sbagliato fare a gara nel dire meno orsi ci sono e meglio è. La presenza dell’orso un qualche valore aggiunto lo può portare. Occorre però rassicurare i cittadini garantendo che la Provincia ha la situazione sotto controllo e promuove la conoscenza delle regole di convivenza indispensabili.»

Giovanazzi: «Gravi i danni per il turismo.»
Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) ha evidenziato che la gente non ne può più come dimostra la raccolta di firme avviata nei giorni scorsi. Un po’ poco per dire che la gente non ne può più.
Secondo Giovanazzi bisogna essere duri con il Ministro che stando a Roma non ha la percezione di quel che succede qui. Per questo a suo avviso la mozione propone iniziative che dovrebbero essere condivise da tutti, perché l’attuale numero di orsi è eccessivo e alcuni esemplari vanno eliminati senza ombra di dubbio.
A soffrirne per Giovanazzi non sono solo i trentini ma anche il turismo «che sta subendo un danno enorme dovuto a questa paura».
Il consigliere ha aggiunto che senza la sterilizzazione di qualche orso di cui parla la mozione, il numero di questi animali crescerà inevitabilmente. E ha concluso ricordando all’assessore che anche per i lupi è meglio fare subito prevenzione per non trovarsi tra non molto con un problema analogo a quello legato agli orsi.

Bezzi: «A questo punto occorre che la Giunta faccia di più.»
Giacomo Bezzi (FI), pur esprimendo condivisione in merito ai contenuti dell’intervento dell’assessore Dallapiccola, ha lamentato la scarsa attenzione prestata dalla Giunta al problema della paura dell’orso.
Sarebbe importante per i forestali sapere con precisione dove si trovano gli orsi per limitare con le buone l’accesso delle persone e dei turisti in queste zone.
In ogni caso per Bezzi nella fase di emergenza occorre fare qualcosa di più, magari consentendo la caccia di selezione. Noi non vogliamo che il numero di questi animali aumenti sempre più.
Troviamo quindi dei metodi per limitare oggi il pericolo. Occorre un’idea in più per fronteggiare l’emergenza.

La replica di Borga: «Se non si riduce il numero di orsi ci penserà il bracconaggio.»
Nella sua replica il primo firmatario della mozione Borga ha ricordato che il 22 luglio l’assessore Dallapiccola aveva dichiarato di non voler chiedere una soglia numerica ma mano libera per intervenire sia sugli orsi dannosi sia sugli orsi problematici.
Noi, ha spiegato Borga, non vogliamo questo, ma chiediamo di sollecitare il Ministero perché autorizzi la riduzione del numero degli orsi con qualsiasi modalità, compreso l’abbattimento.
Per Borga quel che la Giunta ha fatto fino e anche la lettera di Rossi al Ministro non sono sufficienti, «perché il problema non consiste nel prelievo degli orsi problematici a posteriori, quando hanno già causato danni alle cose e alle persone».
E ha chiesto all’assessore dove sia l’orso che ha attaccato le persone a distanza di 41 giorni dall’aggressione.
Il punto è ridurre il numero degli esemplari. «Sarei favorevole alla caccia di selezione all’orso», ha aggiunto.
«Nel Parco dei monti Sibillini succede che il 30% degli orsi e dei lupi è vittima di bracconaggio con bocconi avvelenati. In Trentino questo è successo solo in val di Non.
«Il bracconaggio qui è un fenomeno molto limitato, ma arriverà se non si interviene subito. Serve un cambio di rotta totale – ha concluso Borga – bisogna smetterla di minimizzare.»

L’assessore: «Un cambio di rotta della Giunta c’è stato». L’assessore Dallapiccola ha ringraziato Borga per aver chiesto alla Giunta di non minimizzare.
«C’è stato di fatto un cambio di rotta da parte nostra – ha proseguito – perché fino a poco tempo fa non si erano mai verificati falsi attacchi degli orsi. Ecco perché una riduzione di questi animali potrebbe riportare in auge la convivenza. «Vero è che in questo progetto siamo dei partner di un ministero che ha comunque in mano le redini della gestione.
«Quanto a Kj2 noi conosciamo l’area in cui vive, ma siccome non ha radio collare, per metterglielo dobbiamo prima catturarlo. Occorre per questo tendere trappole a tubo o con laccio per mettere all’animale il radiocollare.
«Avremmo iniziato ora l’operazione di radiocollaraggio ma tutte le nostre forze sono per garantire la sicurezza delle zone dove è stata individuata Kj2.
«Non spariamo all’animale per non correre il rischio di sparare a un orso sbagliato. La sterilizzazione è un palliativo inadeguato.»

Sulla mozione per l’assessore il dispositivo è condivisibile nei primi 4 punti, mentre quello relativo al numero dei lupi va emendato «perché quest’animale non è pericoloso per l’uomo».
Dallapiccola ha spiegato infine il no della Giunta all’ultima richiesta della mozione relativa al referendum, «che avrebbe l’effetto di comunicare al ministro quanto la Giunta gli ha già scritto con la lettera di Rossi. Inoltre il costo della consultazione sarebbe troppo elevato (circa 2 milioni e mezzo).»

Borga: «Ok all’emendamento sui lupi ma resta il disaccordo sul referendum.»
Dopo una sospensione chiesta da Borga che ha permesso alle minoranze di verificare e condividere l’emendamento proposto dall’assessore (che impegna la Giunta a «garantire il monitoraggio delle dinamiche di diffusione e di incremento numerico del lupo sul territorio provinciale nonché a sviluppare fin d’ora un piano di gestione che approfondisca e determini anche la soglia di compatibilità della specie in relazione alla preminente necessità di assicurare la sicurezza delle persone»), il capogruppo di Progetto Trentino ha dichiarato però di non rinunciare al punto sul referendum. Perché «non è rimuovendo il 5-6% degli orsi attuali, vale a dire di 3 o 4 esemplari, che si risolverà il problema ma dimezzandone il numero che va ridotto a 30, perché siano compatibili con la realtà trentina.»
Infine per Borga, visti i costi dovuti alle 30 persone impegnate oggi a garantire la sicurezza messa a rischio dagli orsi, risparmiando queste risorse si risolverebbe in parte il problema del mantenimento dei punti nascita nelle valli. Gli altri si potrebbero ricavare dalla solidarietà internazionale.

Fugatti: «Martedì il deposito delle firme per il referendum». Fugatti si è unito a Borga giudicando «sbagliato» il no della Giunta al referendum «perché si tratta di far capire a chi non vuol capire che la gente qui è contraria e vuole una soluzione del problema».
E ha concluso preannunciando che «martedì sarà depositato il quesito del referendum che, se ho ben capito, sarà bocciato, ma in questo caso dovrete assumervi le vostre responsabilità».

Tre saggi valuteranno il quesito.
Al riguardo il presidente Dorigatti ha precisato che il Consiglio provinciale valuterà non politicamente ma giuridicamente e tecnicamente i quesiti per i quali verrà incaricata un’apposita commissione formata da tre saggi.
Bezzi ha ribattuto che i rumors sulla validità del quesito «non possono esserci prima ancora che il Consiglio abbia nominato i saggi».

Degasperi: «Sì al referendum.»
Degasperi ha preso atto che l’informazione fornita dalla Provincia è stata capillare. [Ci domandiamo sui che base possa dirlo – NdR]
E ha ribadito le ragioni del suo disaccordo con la mozione tranne, in particolare, su alcuni punti tra cui quello in cui prevede il referendum.

Simoni: «D’accordo con tutto il testo.»
Simoni (Progetto Trentino) ha preannunciato il voto favorevole alla mozione in tutti i suoi punti, compreso quello del referendum (anche se la Giunta dovrebbe trovare un modo meno oneroso per inviare un messaggio fuori del Trentino), pur esprimendo apprezzamento per come l’assessore ha affrontato la questione oggi e il cambio di rotta della Giunta sul problema, «scappato di mano», dell’orso.

La votazione fino al penultimo punto relativo al lupo emendato: 31, con l’unico no di Degasperi (Movimento 5 stelle)

NO AL REFERENDUM
La maggioranza ha infine respinto la richiesta di referendum con 21 contrari e 11 favorevoli, incluso Degasperi.
Cosa chiedeva la mozione:  il dispositivo chiedeva all’assemblea legislativa di impegnare la Giunta a programmare ed operare una riduzione del numero degli orsi presenti in Trentino compatibile con la sicurezza degli esseri umani, utilizzando ogni possibile misura a ciò idonea, ivi comprese la sterilizzazione, l’abbattimento e/o la cattura ed il trasferimento dei plantigradi; a manifestare le preoccupazioni sempre più pressanti presso le sedi interessate ai progetti di ripopolamento dell’orso, dal Governo centrale alle Istituzioni europee, per una seria riflessione sulla situazione creatasi che, allo stato dei fatti, è destinata diventare sempre meno sostenibile in relazione alla continua espansione della popolazione dell’animale in parola; a richiedere altresì al Governo la liberalizzazione dell’acquisto, con registrazione dell’identità dell’acquirente dello spray al peperoncino anti-orso; a promuovere un maggiore coinvolgimento dei sindaci nella gestione del progetto Life Ursus in veste di autorità di pubblica sicurezza, competenza a loro attribuita dall’ordinamento dei Comuni; a individuare il numero di lupi che può essere ritenuto compatibile con la sicurezza degli esseri umani nella nostra Provincia e prevedere le misure che possono essere impiegate per garantire pro futuro il rispetto di tale limite; a sostenere un referendum finalizzato a cogliere l’orientamento dei cittadini nei confronti della situazione che oggi si trovano a vivere.

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