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“Il Parco che vorrei”: a Malè il nuovo “Stelvio” nasce dalla partecipazione. Idee e proposte

domenica, 21 maggio 2017

Malè – Nell’ambito della nuova governance provinciale del Parco Nazionale dello Stelvio, che si ispira a decentramento e partecipazione, venerdì sera a Malè, nel “Palazzo Kessler”, sede della Comunità della Val di Sole, si è tenuto un incontro aperto a tutta la popolazione per mettere a confronto proposte, idee e suggerimenti per il futuro Piano del Parco. parcoLa popolazione è stata invitata a confrontarsi, in particolare, su 4 temi: valori naturali, culturali e paesaggistici; qualità dell’abitare nel territorio del Parco, in modo stabile e temporaneo; accessibilitá, fruizione e mobilità; fare economia nel Parco per rafforzare il tessuto economico locale e provinciale. All’incontro sono intervenuti Mauro Gilmozzi, assessore alle infrastrutture e all’ambiente, Lorenzo Cicolini, presidente del Comitato provinciale di coordinamento e indirizzo del PNS Trentino, Claudio Ferrari, dirigente del Servizio aree protette e sviluppo sostenibile, Marcello Scutari, direttore dell’Ufficio PNS Trentino e Michele Lanzinger, direttore del MUSE. Gilmozzi: “Diamo inizio ad un processo di formazione del Piano e del Regolamento del Parco dopo una fase di difficoltà dalla quale siamo usciti mantenendo al Parco una forma unitaria, garantita dallo Stato, ma con i territori autonomi: ora le scelte sono nelle mani dei territori e sarà il Comitato a governare i processi partecipativi come quello di oggi qui a Malè”.

L’incontro di Malè si colloca in un percorso più ampio di partecipazione alle scelte strategiche e di pianificazione del Parco (come previsto dall’art. 44 septies della L.P. 11/07). Il Progetto e il Regolamento di Piano del Parco sono stati approvati il 13 aprile 2017 dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore Mauro Gilmozzi. Il Progetto di Piano propone una nuova strategia, obiettivi specifici e indirizzi gestionali per la conservazione, lo sviluppo locale sostenibile, la ricerca e il monitoraggio, l’educazione e la formazione. Il Regolamento del Parco disciplina l’esercizio delle attività consentite entro il territorio del Parco stesso. Il percorso partecipativo, avviato a dicembre 2016 con l’incontro per definire gli obiettivi strategici del programma degli interventi del Parco, a Terzolas, è dunque proseguito ora con la “tappa” di Malè, mettendo a fuoco alcuni temi specifici. Nei prossimi mesi seguiranno altre iniziative con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, enti e associazioni locali e definire in modo condiviso il futuro del Parco.

Nella Sala Assemblee della Comunità di Valle, il “nuovo” Parco Nazionale dello Stelvio ha iniziato a prendere forma su quattro grandi fogli di carta messi su altrettanti tavoli, un tema per ogni tavolo, sul foglio scritte a pennarello le “proposte”, le idee, i punti di vista, i suggerimenti dei partecipanti ai gruppi di lavoro. Venti minuti di confronto poi, a rotazione su un altro tavolo, a ragionare su un altro tema. Ecco, questo è il “processo partecipativo”: la possibilità, data ad ogni cittadino, di avanzare una propria proposta per definire il futuro del Parco in modo condiviso.

“Il percorso con cui abbiamo scelto di costruire il Piano del Parco dello Stelvio – ha detto Lorenzo Cicolini – prevede il coinvolgimento e la partecipazione delle persone che abitano e vivono questo territorio. Questa è un’occasione importante per la Val di Sole e tutto il Trentino. Nessuno meglio di chi vive, abita e lavora sul territorio conosce le opportunità che un’area protetta può dare al territorio”.

Sussidiarietà responsabile,partecipazione – per fare in modo che il Piano del Parco non sia estraneo al territorio – e integrazione delle politiche – perché la conservazione si accompagni alle altre politiche territoriali e diventi un elemento di competitività – sono gli elementi che ha evidenziato Claudio Ferrari nel suo intervento, annunciando che a giugno ci saranno altri due appuntamenti: il 7 giugno a Rabbi, per discutere di bramito e area Plan, e il 13 giugno a Cogolo per parlare di bramito e mobilità sostenibile. In autunno ci saranno altre occasioni di confronto con cittadini, enti, associazioni. A fine anno il primo passaggio in Giunta per l’adozione del Piano, quindi la fase delle osservazioni tecniche e l’adozione definitiva in autunno del 2018.

“Questa serata è un’occasione importante di partecipazione per definire insieme il futuro del Parco”, ha detto Marcello Scutari. Michele Lanzingher ha parlato di bellezza, qualità, sviluppo, attrattività, società e networking. “Il Parco sarà bello perché lo vogliamo. Serve un ambiente che stimola e fa venire voglia di abitare il Parco, di impegnarsi per sviluppare un territorio attrattivo, perché altrimenti le buone idee vanno altrove. Le cose non accadono – ha proseguito Lanzingher – se le persone non lo vogliono. La partecipazione delle persone e l’attivismo, che traduce le buone idee in pratiche, sono chiavi importanti. Bisogna non solo conoscere le cose – per cui gli esperti sono necessari – ma anche ri-conoscerle e quindi declinarle a livello locale e metterle nel giusto contesto. Serve capacità di creare legami e sinergie. Il territorio deve trovare un’identità, sapersi innovare e far conoscere all’esterno la propria peculiarità”. Da qui nascerà il Piano del Parco Nazionale dello Stelvio Trentino.

A facilitare i gruppi di lavoro era presente la struttura della Provincia autonoma di Trento che si occupa di partecipazione e trasparenza. Questi i temi di confronto, sui quali si sono raccolte, come detto, molte idee e proposte.


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