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Futuro del Parco dello Stelvio: a Cogolo di Pejo il quarto appuntamento di “Il Parco che vorrei”. I temi

giovedì, 15 giugno 2017

Cogolo di Pejo – A Cogolo il IV° appuntamento dedicato al processo partecipativo “Il Parco che vorrei” per la costruzione condivisa del Piano del Parco Nazionale dello Stelvio. Due le iniziative sul tavolo di discussione: valorizzazione turistica del bramito del cervo e mobilità sostenibile nelle aree della Val de la Mare e Val del Monte. Numerosa e attiva la partecipazione del pubblico che, nella seconda parte, si è diviso in due tavoli di confronto con i facilitatori a coordinare, raccogliere opinioni e proposte e fare sintesi. Natalia Bragalanti e Marco Danzi gli esperti che hanno illustrato le due ipotesi di promozione e valorizzazione del Parco dello Stelvio. Anche la vicepresidente del comitato di coordinamento provinciale, Ivana Pretti e il direttore Marcello Scutari hanno partecipato al confronto.

davLa partecipazione attiva degli abitanti e degli operatori dell’ambito turistico, economico, culturale e sociale della Val di Peio dimostra con chiarezza che le persone che vivono nell’area trentina del Parco nazionale dello Stelvio (anche a Rabbi nelle scorse settimane registrato forte coinvolgimento) sono decisamente interessate alle sorti del Parco e a cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile che possono scaturire dalla nuova gestione.

Natalia Bragalanti, funzionario tecnico del servizio aree protette, nell’illustrare l’ipotesi di valorizzazione turistica del bramito del cervo, ha sottolineato che nel Parco nazionale dello Stelvio vivono circa 10.000 cervi di cui 2.000 nell’area della Val di Peio. Un numero piuttosto importante se si pensa che nelle Alpi vivono circa 200.000 cervi. La valorizzazione del bramito del cervo consiste nell’individuare delle aree dedicate con il collocamento di una sentieristica specifica (che deve essere rigorosamente rispettata) per abituare il cervo alla presenza dell’uomo che lo osserva. Non rispettare le regole, in questo caso, significa allontanare definitivamente il cervo da quell’area e non cogliere l’opportunità di nuovi e interessati visitatori a vivere emozioni empatiche che solo la natura, la fauna in particolare, può regalare.

Marco Danzi, esperto di mobilità nel contesto alpino, nell’illustrare le opportunità che scaturirebbero dal regolamentare la Val de la Mare e la Val del Monte con una mobilità sostenibile, ha posto l’attenzione in particolare sulla possibilità di sperimentare, durante questa estate, alcune modalità di regolamentazione del traffico puntando soprattutto sulla riduzione dell’auto privata per fruire di mezzi pubblici o di una mobilità pedonale e ciclistica. Diversi i modi per realizzare questa sperimentazione: dalla chiusura, in un giorno specifico, delle aree individuate come necessarie di regolamentazione “come è stato pensato e si farà già in luglio e agosto per cinque mercoledì sui passi dolomitici”, alla limitazione del traffico solo in alcune ore; dall’utilizzo di esclusivo trasporto pubblico all’individuazione di due domeniche, durante l’estate, a chiusura totale creando eventi dedicati all’educazione e valorizzazione del Parco, alla gastronomia, alla musica, etc..

Giovanna Siviero dell’unità di missione strategica per la partecipazione e la trasparenza ha coordinato i lavori e ha “dettato” i tempi del confronto: cinquanta minuti, venticinque per ciascun tavolo di discussione (delle due ipotesi). Le oltre 40 persone (divise in due gruppi) si sono confrontate e hanno discusso animatamente. Mauro Pancheri, facilitatore che ha coordinato il tavolo della mobilità ha illustrato, a fine attività, quanto emerso dal confronto: “innanzitutto l’ipotesi è stata vista come opportunità e non come limitazione. Questo è fondamentale farlo capire anche al turista. L’idea è partire con due test, uno a fine luglio in occasione di due concerti, e uno verso fine agosto. Fondamentale capire le problematiche, i costi e tutto quanto neccessario. Dopo la sperimentazione di quest’estate pensare ad un servizio vero e proprio per gli anni prossimi. Privilegiata l’ipotesi di bus navetta, possibilmente Euro 6, discutendo con l’ApT la questione della Card. Promuovere e comunicare questi test in quattro lingue, magari denominando l’iniziativa “i viaggiatori dell’ambiente”. Registrata, da parte di molti degli intervenuti, un’attenzione particolare alle esigenze degli anziani, risolvibile, in parte, con il posizionamento di panchine lungo il percorso da fare eventualmente a piedi.

A coordinare il tavolo della valorizzazione del bramito del cervo, Elena Guella che ha riferito: “in generale la proposta è stata accolta. In Val di Peio è emersa la necessità di far conoscere più e meglio i cervi e il bramito, mentre in Val di Rabbi, era emerso che gli abitanti sono abbastanza ‘invasi’ dai turisti e, quindi, una regolamentazione è vista di buon grado. All’inizio sono stati chiesti alcuni approfondimenti dell’ipotesi alla relatrice Natalia Bragalanti. E’ affiorata qualche criticità legata alle quote più alte per il turismo che frequenta la valle. La proposta appare un po’ troppo selettiva e da qui sono scaturite alcune proposte specifiche da definire meglio. Molto condivisa la necessità di educare i turisti al rispetto dell’ambiente e anche di chi vive nel Parco. Individuati come strumenti il posizionamento di cartelli con regole generali, sul rispetto del Parco, ma anche specifiche sul bramito. Infine è stato registrato dai partecipanti come l’educazione dei turisti passi anche attraverso l’insegnamento del senso del limite”.


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