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Futuro degli ospedali di Valle, incontro a Tione: consegnate le firme raccolte nelle Giudicarie

sabato, 13 settembre 2014

Tione - Il presidente Ugo Rossi e l’assessora alla salute Donata Borgonovo Re hanno incontrato ieri a Tione la Comunità delle Giudicarie, per discutere del futuro dell’ospedale di Tione nell’ambito della rete territoriale ospedaliera. Nel corso dell’incontro la presidente della Comunità Patrizia Ballardini ha al presidente della Provincia le 23.000 firme raccolte. Presenti all’incontro anche i rappresentanti delle altre Comunità di Valle sui cui territori si trovano strutture ospedaliere, Valsugana e Tesino, Val di Fiemme, Val di Sole, Comun General de Fascia, Val di Non.firme

“Sappiamo che il nostro compito è innanzitutto di ascoltare le preoccupazioni dei cittadini – ha detto Rossi – . Ma il nostro compito come amministratori è anche quello di conciliare queste istanze con le questioni di carattere tecnico e scientifico, che hanno un loro peso, anche se non esclusivo. La capacità di mediazione, quindi, è indispensabile. Siamo impegnati in un percorso che non comporta la chiusura di nessun ospedale territoriale, ma che ridisegna ruoli e funzioni di ciascun nodo della rete. L’auspicio che esprimo è che lo si possa fare secondo una visione condivisa, che tenga conto delle esigenze complessive e di quelle specifiche di ogni territorio”.

Per l’assessora Borgonovo Re, a sua volta, “non esistono ospedali ‘periferici’, ogni struttura è una risorsa preziosa nel quadro d’insieme. Il Piano di miglioramento dell’Azienda sanitaria, approvato nella precedente legislatura, ha dato la direzione al nostro operato: l’obiettivo è quello di ridefinire e razionalizzare la rete territoriale ospedaliera, prendendo in considerazione tutta una serie di servizi. La Giunta ha iniziato la sua discussione, abbiamo concordato con il Consiglio delle Autonomie un dibattito sui temi, coinvolgeremo anche la Consulta della salute e il Consiglio della salute”.

L’incontro ha avuto luogo presso la Casa della Comunità delle Giudicarie e ha visto la partecipazione di numerose autorità, oltre che del presidente del Consiglio delle Autonomie Paride Gianmoena. Assieme alla presentazione della petizione sono state consegnate a Rossi e a Borgonovo Re le deliberazioni della Comunità e dei Comuni delle Giudicarie relative alle richieste di un maggiore coinvolgimento dei territori nella programmazione sanitaria provinciale e di una valorizzazione degli ospedali di valle, come auspicato anche dai rappresentati di tutte le altre Comunità, i quali hanno sottolineato come queste strutture, poste al servizio dei residenti e dei turisti, diano un contributo indispensabile alla lotta allo spopolamento della montagna.

Obiettivo dell’incontro, dunque, come sottolineato dalla presidente della Comunità Ballardini, e dall’assessore alla salute Luigi Olivieri, avere una visione complessiva, non solo limitata alle Giudicarie, del futuro del sistema ospedaliero in Trentino. “Non chiediamo che tutto sia disponibile sottocasa – ha detto Ballardini – e non agiamo in base a logiche di campanile. Chiediamo però servizi sicuri e accessibili a tutti i cittadini, compresi quelli che hanno maggiori difficoltà a muoversi, a spostarsi E chiediamo un coinvolgimento reale dei territori quando si prendono le decisioni”.

23.081 le firme raccolte per l’esattezza, come esposto da Olivieri. Quelle di residenti sono 13.800, circa, il 60%. Quelle di trentini residenti in altre parti della provincia il 5%. Le firme dei non residenti, in gran parte con una seconda casa in valle, sono poco più del 34%. Nelle zone di forte presenza turistica si è percepito fra l’altro che l’esistenza sul territorio di una struttura ospedaliera rappresenta un motivo in più per scegliere proprio quella località, specie per il turismo estivo, che è fatto soprattutto di famiglie e anziani.

“Siamo qui innanzitutto per rispetto a ciò che avete fatto, alle firme raccolte di cittadini che hanno ritenuto di contribuire ad una esperienza di libertà e di democrazia – ha detto Rossi – . Siamo qui inoltre per confrontarci con gli amministratori delle Giudicarie e di tutto il Trentino. Anche noi siamo amministratori. E sappiamo che il nostro compito è innanzitutto di ascoltare le preoccupazioni dei cittadini, con tutta la loro carica di emotività, che va rispettata.

Ma il nostro compito come amministratori è anche quello di cercare di conciliare queste istanze con le questioni di carattere tecnico e scientifico, che hanno un loro peso, anche se non esclusivo, in maniera razionale e tendendo, in particolar modo se parliamo di sanità, alla migliore qualità possibile. Quindi, bisogna necessariamente tenere conto anche dei numeri. Questo è lo sforzo che spetta a chi amministra. Se usassimo solo una di queste due leve, se seguissimo solo uno di questi due percorsi, le conseguenze risulterebbero probabilmente inefficaci e comunque sgradite a una parte. La capacità di mediazione, è indispensabile. L’auspicio che esprimo è che dal vostro sforzo non escano vincitori e vinti; esca invece una visione condivisa, che tenga conto delle esigenze complessive e di quelle specifiche di ogni territorio. L’obiettivo che ci siamo dati è di elaborare innanzitutto le linee guida del nostro operato in materia di rete ospedaliera all’interno della Giunta entro la fine di settembre. Ma non sarà la decisione finale; queste linee guida poi le andremo a discutere con le comunità e i cittadini. E anche quando avremo terminato la fase decisionale non sarà finita: dovremo tradurre le nostre decisioni in realtà, in scelte operative. E fra le altre difficoltà che dovremo affrontare, vi sarà quella ad esempio di confrontarci con la propensione dei medici di andare dove i numeri sono più alti. Questo vale per Tione e non solo per Tione. Vi chiedo di esserne consapevoli. E di essere disponibili a cambiare se necessario le decisioni già assunte, se fosse necessario.

Per parte nostra, come Provincia, ci assumiamo la responsabilità di andare avanti con questo metodo. Sullo sfondo, abbiamo l’obiettivo di legislatura di approntare un nuovo Piano sanitario e per la salute, che però è cosa molto lunga e complessa. Nel frattempo, dobbiamo anche confrontarci sui temi specifici, il primo dei quali è appunto la rete ospedaliera”.

“In questo momento – ha detto a sua volta l’assessora Borgonovo Re – ci stiamo occupando non di Piano sanitario ma della rete territoriale ospedaliera, sulla base del Piano di miglioramento dell’Azienda sanitaria adottato nella scorsa legislatura, per dare attuazione alla legge 16 del 2010, che ha riformato il sistema sanitario trentino. Uno dei principi di quella legge è appunto che in Trentino si sta strutturando una vera e propria rete ospedaliera. Essa è ancora in costruzione, fa perno sugli ospedali di Trento e Rovereto ma gli ospedali territoriali – attenzione, non ‘periferici’ – ne sono parte integrante. Non si è mai parlato di chiudere gli ospedali territoriali, perché sono altrettanti, preziosi elementi del sistema. Il Piano di miglioramento si propone di ridefinire e razionalizzare la rete, prendendo in considerazione tutta una serie di servizi. La Giunta ha già iniziato la sua discussione, abbiamo concordato con il Consiglio delle Autonomie un dibattito sui temi, coinvolgeremo anche la Consulta della salute e il Consiglio della salute. Al termine di questo lavoro avremmo una mappa chiara e definita. Sapremo chi fa cosa e dove il cittadino può trovare quel determinato servizio. La dimensione della rete garantisce una reciproca responsabilità fra i diversi nodi, e si sostiene innanzitutto sulla solidarietà”.

Rassicurazioni sono giunte in chiusura dell’incontro dal presidente Rossi anche rispetto ai punti specifici posti dalla Comunità delle Giudicarie: “Non è prevista alcuna ipotesi di chiusura dell’ospedale di Tione – ha detto – ma è stato avviato un ragionamento per offrire il miglior servizio possibile”.


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