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Fusioni fra Comuni, in Trentino è un fallimento: esito favorevole per 4 referendum su 11

lunedì, 23 maggio 2016

Malè – Tra quorum non raggiunto in qualche località, bassa affluenza e qualche sorpresa negli scrutini, si può dire che il processo di fusione tra Comuni in Trentino prosegue ma a ritmo rallentato. Sono 4 su 11 i referendum consultivi sulle fusioni fra comuni, tenuti nella giornata di ieri, che hanno avuto esito favorevole. I referendum hanno interessato 33 comuni del Trentino (Clicca qui per conoscere nel dettaglio affluenza e risultati Comune per Comune).Urna-Referendum trentino fusioni

I 4 processi di fusione che hanno avuto l’approvazione degli elettori sono quelli relativi alla nascita dei comuni di Terre d’Adige: Nave San Rocco, Zambana; Novella: Brez, Cagnò, Cloz, Revò, Romallo; San Michele all’Adige: Faedo, San Michele all’Adige; Ville di Fiemme: Carano, Daiano, Varena. Con questo risultato i comuni del Trentino passano da 177 a 169.

In 4 casi, invece, non è stato raggiunto il necessario quorum del 40%. Si tratta di Cavalese Castello-Molina di Fiemme: Castello-Molina di Fiemme, Cavalese; Dro Drena: Drena, Dro; Predaia: Predaia, Sfruz; Tesero Panchià: Panchià, Tesero.

Vittoria del no invece negli altri tre processi di fusione, che sono stati dunque bocciati dagli elettori: Alta Val di Non: Castelfondo, Fondo, Malosco, Ruffrè-Mendola; Malè Val di Sole: Caldes, Cavizzana, Croviana, Malè, Terzolas; Maddalene: Bresimo, Cis, Livo, Rumo.

Da ricordare che per la validità dei referendum occorreva che in ogni comune partecipasse almeno il 40% degli aventi diritto al voto e le fusioni erano possibili se in ogni comune i voti favorevoli fossero stati la maggioranza di quelli validamente espressi.

Rossi: “I numeri ci dicono che la maggioranza dei trentini è favorevole alle fusioni”

“Sulla fusione dei comuni c’è un dato che conta, e cioè che dall’inizio della legislatura, quasi il 76 per cento dei trentini che hanno votato, si è detto favorevole”. Così il presidente della Provincia Ugo Rossi, ringraziando gli elettori si sono recati alle urne, commenta i referendum sulle fusioni tenuti domenica in Trentino.

“Con i risultati di ieri, i comuni del Trentino scendono a quota 169. All’inizio di questa legislatura erano 217. Prosegue così – evidenzia Rossi – un processo di semplificazione amministrativa, partito dal basso, che la maggioranza dei trentini sostiene in maniere convinta”. I numeri ci dicono – sottolinea Rossi – che dal 2014 ad oggi sono stati 52.504 i trentini che hanno partecipato ai referendum consultivi, ovvero il 56% degli aventi diritto. Di questi, 39.753, il 75,71% ha votato per il sì alle fusioni, mentre 12.172, il 23,18% hanno espresso voto contrario.

Se guardiamo ai numeri della tornata referendaria di ieri – aggiunge Rossi – notiamo che il complesso dei votanti si è attestato sul 44% pari a 16.677 elettori e che i sì sono stati la maggioranza, ovvero il 71,33% pari a 11.897. I no sono stati il 27,6% pari a 4.604 votanti.

Credo dunque – afferma il presidente – che le cifre testimonino quanto questo processo, pressoché unico nel panorama nazionale, sia sentito dai cittadini e dalle comunità, dimostrando la reattività della nostra Autonomia e la capacità di saper guardare alle sfide del futuro con grande lungimiranza”.


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