QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Fusioni di 55 Comuni: referendum consultivo in Trentino. Il Tar non sospende la consultazione a Primiero

sabato, 6 giugno 2015

Fiera di Primiero – Il TAR non sospende il referendum e domani si voterà anche a Primiero. Sono 55 i Comuni chiamati alle urne per decidere sulle fusioni con 45.783 gli elettori interessati

IN PRIMIERO
Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento ha deciso di non dare seguito all’istanza di sospensione della consDSCN0439ultazione referendaria relativa alla fusione dei quattro comuni di Fiera di Primiero, Siror, Tonadico e Transacqua, in programma domani. Il giudice amministrativo ha riconosciuto che gli atti impugnati rivestono natura politica. Il giudice ha infine dichiarato il difetto della propria giurisdizione, precisando che se il ricorrente lamenta la violazione del diritto pubblico soggettivo a partecipare alla procedura referendaria, allora dovrà rivolgersi al giudice ordinario.

“Rimane pertanto pienamente confermato il regolare svolgimento della consultazione referendaria per la costituzione del Comune di Primiero San Martino di Castrozza – commenta l’assessore provinciale alla coesione territoriale Carlo Daldoss. I cittadini potranno dunque esprimere democraticamente il proprio orientamento – ha aggiunto – in una consultazione molto importante per il futuro della comunità del Primiero”.

Il ricorso chiedeva l’annullamento delle delibere comunali con le quali era stato richiesto l’avvio del processo di fusione, delle due deliberazioni della Giunta provinciale con le quali era stato reso il parere sulla fusione e il parere sulle osservazioni formulate dal ricorrente nel corso del procedimento, nonché contro la delibera della giunta regionale che indiceva il referendum sulla fusione dei quattro comuni in un unico comune.

FUSIONI COMUNALI

Si terranno in Trentino domani i referendum consultivi che coinvolgeranno gli elettori di 55 comuni. I 19 distinti referendum sono la conseguenza di altrettanti processi di fusione avviati dalle amministrazioni comunali interessate.

I referendum indetti riguardano i seguenti processi di fusione:

1. Albiano Lona Lases, mediante la fusione dei comuni di Albiano e Lona Lases;
2. Altavalle, mediante la fusione dei comuni di Faver, Valda, Grumes e Grauno;
3. Altopiano della Vigolana, mediante la fusione dei comuni di Bosentino, Vattaro, Vigolo Vattaro e Centa San Nicolò;
4. Amblar-Don, mediante la fusione dei comuni di Amblar e Don;
5. Borgo Chiese, mediante la fusione dei comuni di Brione, Cimego e Condino;
6. Borgo Lares, mediante la fusione dei comuni di Bolbeno e Zuclo;
7. Castel Ivano, mediante la fusione dei comuni di Strigno, Spera e Villa Agnedo;
8. Cembra Lisignago, mediante la fusione dei comuni di Cembra e Lisignago;
9. Civezzano Fornace, mediante la fusione dei comuni di Civezzano e Fornace;
10. Madruzzo, mediante la fusione dei comuni di Calavino e Lasino;
11. Porte di Rendena, mediante la fusione dei comuni di Villa Rendena, Vigo Rendena e Darè;
12. Primiero San Martino di Castrozza, mediante la fusione dei comuni di Fiera di Primiero, Tonadico, Transacqua e Siror;
13. Tesino, mediante la fusione dei comuni di Pieve Tesino, Castel Tesino e Cinte Tesino;
14. Rendena Terme, mediante la fusione dei comuni di Caderzone Terme, Bocenago e Strembo;
15. Tre Ville, mediante la fusione dei comuni di Ragoli, Preore e Montagne;
16. Vallelaghi, mediante la fusione dei comuni di Terlago, Vezzano e Padergnone;
17. Ville d’Anaunia, mediante la fusione dei comuni di Tuenno, Nanno e Tassullo;
18. Sella Giudicarie, mediante la fusione dei comuni di Breguzzo, Bondo, Lardaro e Roncone;
19. Contà, mediante la fusione dei comuni di Cunevo, Flavon e Terres.

Sulle schede gli elettori troveranno stampato il quesito referendario con cui si chiederà se sono o meno favorevoli alla fusione, a cui potranno rispondere tracciando un segno sul SI o sul NO.

I 19 referendum avranno luogo tutti nella giornata di domani, dalle  8 alle 21. Gli elettori interessati, complessivamente, sono 45.783. Affinché il referendum sia valido occorre che in ogni comune partecipi almeno il 40% degli aventi diritto al voto e le fusioni saranno possibili se in ogni comune i voti favorevoli saranno la maggioranza di quelli validamente espressi. Gli elettori residenti all’estero, pur avendo diritto al voto, non saranno computati per la determinazione del numero dei votanti necessario per la validità del referendum.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136