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Cles: furto nei negozi, tre donne identificate dai carabinieri. Altri blitz dei militari a Borgo Valsugana

sabato, 27 giugno 2015

Cles –  Mettono a segno un furto a Cles, smascherati dai carabinieri. Sono recidivi di un episodio analogo avvenuto a maggio. A Cles avevano già messo a segno un colpo nello scorso mese di maggio.

In quell’occasione, secondo il loro stile, approfittarono di un momento di distrazione del titolare di un esercizio pubblico del centro per arruffare dal registratore di cassa mille euro, quindi allontanarsi senza dare nell’occhio.

I carabinieri della Compagnia di Cles (nella foto la caserma), raccolta la denuncia del titolare della bottega, il quale si accorse del ladrocinio soltanto qualche ora dopo i fatti, condussero le prime indagini senza reperire testimoni oculari dell’evento.

Le ladruncole (si trattava proprio di due giovani donne) non erano ad ogni modo sfuggite all’occhio di una delle telecamere del sistema di video sorveglianza cittadino, che le aveva immortalate proprio mentre, carabinieri cles1guardinghe, nell’ora indicata dalla vittima, si erano introdotte nell’esercizio pubblico e, di lì a poco, ne erano uscite a mani vuote. La loro immagine, piuttosto nitida, venne estrapolata dalla registrazione e mostrata all’esercente, il quale disse di non aver mai visto quelle persone nel suo negozio.

Gli inquirenti, allora, non riuscirono ad associare i volti a persone già conosciute: non si trattava nè di gente del posto né di già noti delinquenti.

Le indagini, come si usa dire, hanno però trovato una svolta, quando la centrale operativa della Compagnia di Cles ha ricevuto la telefonata del gestore di un negozio del paese, la quale ha fatto scattare le ricerche di tre giovani donne che avevano tentato di portarle via, con destrezza, la borsa. I carabinieri questa volta hanno avuto il tempo di predisporre dei posti di controllo sulle strade d’uscita dal centro abitato e sono così riusciti ad intercettare l’utilitaria a bordo della quale le donne viaggiavano.

Condotte in caserma per la notifica della denuncia del tentativo di furto con destrezza, due di loro sono state riconosciute dal brigadiere che aveva esaminato le riprese del furto di maggio, colui il quale stava lavorando all’identificazione delle autrici del reato e che, coincidenza, si trovava in ufficio proprio in quel momento. Il confronto con le immagini non ha potuto che confermare la sensazione del graduato. Alle stesse è stato perciò contestato anche il primo, più grave delitto.

Per le tre, C.C., 23 anni, C.P., 26anni e B.M., 50enne, residenti a Trento, con precedenti penali per condotte analoghe a quelle poste in essere in Val di Non, non potranno più mettere piede a Cles. Infatti il questore dopo i fatti accertati dall’Arma, disporrà nei loro confronti il divieto di ritorno e dimora nel Comune di Cles.

OPERAZIONE DEI CARABINIERI DI BORGO VALSUGANA

Sorpresi a rubare nel Centro Raccolta Materiali dismessi. I carabinieri della Compagnia di Borgo Valsugana hanno arrestato due cittadini marocchini in Ospedaletto.

I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Borgo Valsugana hanno raccolto un primo risultato con l’intensificazione dei servizi di prevenzione attivati nel settore della Bassa Valsugana, che di recente è stato intcarabinieri manetteeressato da un incremento dei furti in abitazione.

Alle 19.30 di ieri una gazzella dell’Arma, che stava pattugliando la zona alta dell’abitato di Ospedaletto, ha sorpreso due individui mentre stavano rubando all’interno di quel Centro Raccolta Materiali, dopo aver aperto un varco nella recinzione mediante una cesoia.

I due, M. E. J. e A. M., cittadini marocchini già più volte segnalati alla Procura di Trento per reati analoghi, domiciliati nella pedemontana trevigiana, stavano finendo di riempire la loro vettura familiare con un’ingente quantità di elettrodomestici, batterie auto esauste, motorini elettrici, compressori da frigoriferi ed apparecchi elettronici dismessi prelevati dai cassoni del centro. Lo scopo era quello di estrarne i metalli pregiati in essi contenuti, quali rame, platino, nichel, cadmio, stagno, argento, etc, la cui vendita e riciclaggio costituiscono come noto la principale rendita dei centri di raccolta materiali, gestiti da cooperative convenzionate con i Comuni, come nel caso della Bassa Valsugana.

La refurtiva recuperata è stata subito restituita agli aventi diritto. I due marocchini sono stati immediatamente arrestati, e, con la collaborazione di una pattuglia della stazione carabinieri di Caldonazzo fatta accorrere in loco, ristretti nelle camere di sicurezza della caserma di Borgo Valsugana. I due processati  con rito direttissimo presso il tribunale di Trento, che li ha condannati ad 8 mesi di reclusione,  ne ha disposto l’immediata liberazione.


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