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Funivie Folgarida Marilleva, finanziaria si aggiudica l’asta per 28 milioni. Il caso in Provincia

mercoledì, 26 luglio 2017

Dimaro Folgarida – Una finanziaria con sede sociale a Benevento ha offerto 28 milioni per aggiudicarsi il pacchetto di maggioranza della società Funivie Folgarida Marilleva. Ha superato anche quanto avanzato dalla francese Compagnie des Alpes, che aveva inserito nella busta una cifra di 26,5 milioni di euro. L’asta si è svolta ieri e adesso ci sono pochi giorni per completare l’iter. Qualora una nuova cordata intendesse presentare un’offerta d’acquisto dovrà farlo entro il 2 agosto. cabinovia Doalasa estiva

L’asta è per 3.621.925 di azioni ordinarie di Valli, ovvero il 68,99% del capitale, la holding che detiene il 55,95% di Folgarida Marilleva e da 916.811 azioni ordinarie e 437.800 azioni privilegiate di Folgarida Marilleva corrispondenti al 5,34% delle azioni ordinarie e al 2,55% del totale delle azioni privilegiate.

L’aggiudicatario dovrà anche estinguere dei debiti con le banche. Gli amministratori e i politici trentini, in particolare il presidente della Provincia Ugo Rossi, avevano lanciato un appello affinché gruppi trentini uscissero allo scoperto investendo sulla società che – nel panorama trentino e lombardo – è una con la più alta redditività. Il 3 agosto, nello studio del notaio Dondi, si terrà una gara informale tra l’aggiudicatario dell’asta di ieri e i soggetti che potrebbero presentare offerte migliorative.

Il caso Funivie Forgarida-Marilleva in Consiglio provinciale

In apertura di seduta è intervenuto Giacomo Bezzi (FI) che si è rivolto al Presidente Ugo Rossi e al vicepresidente Alessandro Olivi, introducendo il tema d’attualità delle Funivie Folgarida-Marilleva. “E’ giusto dare credito alla capacità imprenditoriale dell’aggiudicatario della gara, anche se di fronte a un partner industriale che fa speculazioni sui crediti finanziari conservo qualche diffidenza. Detto questo nascono spontanee alcune riflessioni. In particolare, ci si chiede perché la Provincia si sia chiamata fuori dalla questione e non voglia collaborare mettendo dei soldi nel sistema Trentino, assieme a qualche partner locale. Diteci quali siano le motivazioni, ha insistito”, ha detto Giacomo Bezzi.

Maurizio Fugatti (Lega) ha rimarcato le preoccupazioni del collega Bezzi: “una società che si occupa di recupero crediti farà un’operazione di carattere imprenditoriale/speculativo piuttosto che un investimento di natura turistica e di promozione del territorio. La società in questione, tra l’altro aveva tra i suoi consiglieri fino all’ottobre 2015 il sottosegretario di Stato alle infrastrutture e ai trasporti Umberto Del Basso De Caro, renziano di ferro. Questo per dire che è difficile credere che il Presidente Rossi non sapesse nulla di questa questione”.

Ugo Rossi ha chiarito che la società Funivie è una società di livello superiore che ha le carte in regola per essere “a conduzione totalmente privata”. Ciò non toglie che la Provincia Autonoma di Trento ha seguito da vicino e con interesse l’evoluzione dell’asta, tanto è vero che c’era una cordata di imprenditori, che ha però ritenuto di non dover partecipare. E’ impossibile se non inutile fare alcun tipo di supposizione, ad oggi: abbiamo una comunicazione di un’asta fallimentare guidata dal curatore per conto del giudice che ci informa sul prezzo e non si ha notizia alcuna da parte di chi sia l’aggiudicatario. Tutto questo mi lascia per certi versi perplesso e dubbioso, ma finché non saranno noti gli aggiudicatari non si sarà in condizioni di fare alcun commento, né di rilasciare alcuna comunicazione: è evidente che in funzione dell’importanza sottolineata dagli stessi consiglieri Bezzi e Fugatti la Pat seguirà l’evoluzione e sarà interessata a conoscere le intenzioni degli aggiudicatari e a collaborare. La partecipazione diretta all’asta da parte della Pat è naturalmente esclusa, mentre si potrebbe collaborare a condizione che i prezzi a base d’asta fossero congrui e con la responsabilità diretta da parte degli operatori privati”.

“C’è il però della politica”, ha replicato Bezzi: quando la stessa crisi venne vissuta dalle Funivie del passo del Tonale, l’allora presidente della Provincia Kessler si sforzò di mettere insieme una cordata territoriale che questa volta è totalmente mancata. La sua responsabilità rispetto a quella valle era quella di forzare di più rispetto agli attori economici del settore, non essere così passivo e subire la pressione forte del Pd che spingeva per il disimpegno della Provincia. Abbiamo perso una grande occasione, occorreva guidare il processo”, ha concluso Bezzi.

Meno drastico il collega Massimo Fasanelli (Misto): “L’importante è che siano buone aziende, non esprimo giudizi di merito, ha detto: accoglierei tutte le aziende, meglio se trentine, ma l’importante è che si investa e che si faccia attività sul territorio”.


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