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Forti e fortificazioni: incontro coi sindaci, in Trentino si punta a un modello gestionale unitario

martedì, 26 agosto 2014

Vermiglio - Nell’ambito delle iniziative legate alla commemorazione del centenario della Grande Guerra, un ruolo decisivo rivestono i forti e le fortificazioni.forte_strino_foto_L.Brentari

“E’ importante lo sforzo che il Trentino ha fatto e continuerà a fare per recuperare alla memoria queste vestigia, questi segni concreti, monito di un passato che non deve tornare mai più.

Non solo: credo che la rete dei forti e delle fortificazioni trentine debba diventare un vero e proprio marchio, capace di coinvolgere in particolare il mondo delle scuole e dei giovani”: lo ha detto Tiziano Mellarini, assessore alla cultura della Provincia Autonoma di Trento che oggi ha incontrato i sindaci di quelle località del Trentino che ospitano, sul loro territorio, forti e fortificazioni che necessitano, in modi certamente diversi, di servizi di sorveglianza e biglietteria.

L’obiettivo dell’incontro odierno era quello di raccogliere esigenze e problematiche, anche le più diverse, per poi affidare alla Fondazione Museo storico del Trentino la proposta di un modello gestionale unitario di valorizzazione. Un modello, si è detto, che dovrà essere un misto tra partecipazione pubblica e valorizzazione del volontariato accanto, peraltro, alle realtà private.

All’incontro odierno, accanto all’assessore Tiziano Mellarini e al dirigente del Servizio cultura, Claudio Martinelli, era presente il direttore del Museo storico, Giuseppe Ferrandi. Diversi ovviamente i problemi sul tappeto se solo si considera come alcune realtà – basti pensare a Forte Belvedere o Forte Strino – sono già strutturate ed organizzate mentre altre muovono ora i primi passi. Unanime il riconoscimento della bontà dell’incontro, momento in cui mettere a fattore comune una rete di idee, progetti, conoscenze.

Hanno fatto sentire la loro voce i primi cittadini di Trento (per quel che riguarda la rete della “cittá fortificata”), Levico Terme con il Forte delle Benne; Tenna con il suo forte; Lavarone con forte Belvedere; Luserna con Campo Luserna; Trambileno con il forte di Pozzacchio; Riva del Garda con il sistema del Ponale e del Brione; Vermiglio con forte Strino; Grigno con il “trincerone”. Impossibilitati ad intervenire – anche se hanno fatto pervenire osservazioni e proposte – i sindaci di Predazzo con forte Dossaccio; Lardaro con forte Larino e Praso con forte Corno.

 


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