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Fondo di riserva, i Comuni trentini reclamano la gestione. E sulle preferenze rosa…

mercoledì, 3 luglio 2013

Cembra- Un messaggio chiaro degli Enti locali, che vogliono decidere anche loro sulla gestione del fondo di riserva. La ridefinizione, ma anche la gestione del volume massimo di nuovo indebitamento per Enti locali, Provincia ed Enti strumentali è stato l’argomento in primo piano nella consueta riunione estiva del Consiglio delle autonomie locali che oggi ha trovato sede nelle sale del Comune di Cembra, nell’omonima valle.Riccadonna Simoni Nardin (1)

Una valle famosa per il porfido e per le caratteristiche coltivazioni viticole del Muller Thurgau a terrazzamento con muri a secco. A fare gli onori di casa il Sindaco Antonietta Nardin, Assessore della Giunta del Consiglio delle autonomie locali, presieduto da Marino Simoni. Per l’occasione Antonietta Nardin ha ringraziato i membri dell’assemblea ed ha fatto loro omaggio del libro “Come eravamo. Cembra dal 1950 al 2000”, una pubblicazione voluta dalla stessa Amministrazione comunale e presentata lo scorso dicembre.

I lavori, quindi, sono iniziati con la discussione che si è concentrata soprattutto sulla delibera della Giunta Provinciale in merito all’indebitamento del comparto degli Enti locali e, specificatamente, sulla gestione del Fondo di Riserva che ammonta a circa 92 milioni di euro e che permette agli Enti locali di abbattere quote di debito imposte dal patto di stabilità. Sulla delibera di Giunta, l’assemblea si è pronunciata in maniera favorevole rispetto all’impostazione generale, mentre si è detta contraria alla possibilità che la gestione sia a discrezione del Presidente della Giunta provinciale. Così, il Consiglio delle autonomie ha detto no a questa ultima ipotesi, dando invece indicazioni precise per una gestione concertata, tramite un’intesa, che veda coinvolti direttamente gli Enti locali.

«La visita a Cembra – ha detto in apertura dei lavori Marino Simoni – vuole essere un’ulteriore dimostrazione di sensibilità verso il territorio e le sue eccellenze. Non possiamo abdicare al nostro dovere di essere responsabili in una materia come quella della programmazione economica e non possiamo delegare ad altri le decisioni che ci spettano direttamente, visto che siamo organismi di pari livello».

Ma l’assemblea oggi ha anche trattato il disegno di Legge sulle cosiddette “preferenze rosa” e vale a dire l’articolato a firma della consigliera provinciale Margherita Cogo che, tra le altre cose, mira a dare una maggior rappresentanza femminile nelle Istituzioni con la rappresentanza in lista al 50 per cento e il voto alternato tra i generi. Su questo tema il Consiglio delle autonomie sarà chiamato a esprimersi venerdì prossimo in Commissione legislativa. Dopo una discussione molto approfondita l’assemblea ha dato parere negativo con 24 voti, contro i 4 favorevoli e i 5 astenuti. Dai vari interventi è emerso che la materia non è liquidabile in tempi stretti e con un disegno di Legge che va a cadere in un momento di forte criticità. La crescita di una società – è stato detto – va fatta con tempi e modi che devono abbracciare tutte le situazioni di disagio personale che non possono essere ridotte al solo genere. Ci vuole un ulteriore salto di qualità per garantire tutti i cittadini e le fasce sociali. Per questo il Presidente Simoni si è detto pronto ad aprire un confronto a 360 gradi per arrivare a un risultato che non penalizzi nessuno.

Il Consiglio delle autonomie si è quindi spostato, in piazza san Rocco nel centro del paese di Cembra, dove ha presenziato alla 26esima mostra del Muller Thurgau, organizzata dal Comitato Mostra valle di Cembra. Si tratta di uno degli eventi che caratterizzano l’abitato di Cembra e l’intera valle. Un appuntamento di spicco ricco di iniziative, in calendario fino a domenica, che mette in risalto uno dei prodotti vitivinicoli più importanti di tutto il Trentino.


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