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Farmalake: la Procura chiude l’indagine sul doping. Sette persone nei guai, tra cui due farmacisti

sabato, 10 ottobre 2015

Trento – Indagini su doping nelle palestre del Trentino, nei guai anche farmacisti. Dovranno rispondere davanti al Gup sette persone indagati per associazione per delinquere finalizzata all’importazione e distribuzione di medicinali anabolizzanti, destinati a soggetti gravitanti nel mondo del body building.

La Procura di Trento ha concluso le fase preliminare dell’inchiesta “Farmalake” e il pm Davide Ognibene che ha coordinato l’attività investigativa dei Carabinieri del NAS, ha chiuso la prima fase. Ora i sette indagati hanno la possibilità di una memoDoping_Serie_Aria difensiva, poi il fascicolo passerà al Gup, con l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio dei sette indagati, oppure l’archiviazione.

L’indagine era scattata nell’agosto 2014 e aveva come obiettivo il contrasto del fenomeno del commercio illegale di farmaci dopanti destinati a body builders frequentatori di palestre ed assuntori di sostanze anabolizzanti gravitanti nella provincia di Trento.

I militari del NAS hanno identificato tutti i componenti del sodalizio criminoso attivo nella provincia di Trento, con ramificazioni in quelle di Frosinone e Varese, e sequestrato fiale, compresse e flaconi di farmaci ad azione anabolizzante e stupefacente provenienti dall’est Europa ed Egitto, per complessive 3.500 confezioni ed un giro d’affari sul mercato clandestino stimato in circa 300.000 euro.

Tra gli indagati, un albanese e sei italiani, dovranno rispondere di pesanti accuse in ordine a reati di carattere associativo in relazione al traffico illegale di farmaci, figurano anche due insospettabili farmacisti Trentini che sistematicamente approvvigionavano il sodalizio con farmaci dopanti, senza le necessarie prescrizioni del medico.


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