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Elisa Cattani nuova segretaria della Flai del Trentino

lunedì, 31 agosto 2020

Trento – E’ Elisa Cattani la nuova segretaria provinciale trentina della Flai, la categoria che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici del comparto agricolo e silvo-forestale, del Progettone e dell’industria alimentare e conta in provincia 2.600 iscritti. E’ stata eletta questa mattina dall’assemblea dei delegati e delle delegate con 21 sì e un astenuto. Con la sua elezione le donne alla guida delle categorie della Cgil sono la maggioranza. Sostituisce Maurizio Zabbeni.

Elisa Cattani flaiDopo la laurea in Scienza Forestali e ambientali a Padova, Elisa Cattani ha lavorato per anni con il Parco Adamello Brenta, occupandosi di divulgazione e attività didattica e promozione delle tematiche naturalistiche. Ha inoltre partecipato ad alcuni progetti europei sempre nell’ambito delle questioni ambientali e naturalistiche. Durante l’esperienza lavorativa al Parco è stata membro della RSA e successivamente delegata al direttivo provinciale della categoria. Dall’aprile 2018 si è dedicata a tempo pieno al sindacato assumendo il ruolo di funzionaria. In questa veste ha seguito tutte le questioni sindacali relative all’ambito silvo-forestale e agricolo. E’ membro dell’assemblea nazionale Flai e a gennaio di quest’anno è entrata nella segreteria provinciale della categoria.

Nella sua relazione la neo segretaria ha posto l’accento sull’importante impegno speso dalla categoria sul piano del contrasto al lavoro irregolare. Impegno che ha visto la costruzioni in Trentino, tra i primi territori a livello nazionale, della Rete del lavoro agricolo di qualità, ma anche della sottoscrizioni di importanti protocolli con istituzioni, forze dell’ordine e associazioni datoriali e la creazione dell’Ente Bilaterale dell’Agricoltura. Il tema resta una priorità per la categoria.

Ampia parte della relazione è stata dedicata anche alle questioni ambientali. Cattani ha chiesto un più incisivo intervento, anche a livello provinciale, “per la protezione del clima e per fronteggiare i danni da eventi atmosferici subiti da aziende e lavoratori, la creazione di misure di intervento strutturale che coinvolga i sistemi produttivi e sui prodotti, ma anche sulla tutela del lavoro e sul sostegno ai lavoratori, attraverso un welfare legislativo e contrattuale che possa intervenire in caso di crisi occupazionali legate a calamità naturali”. Allo stesso tempo, ha aggiunto ” è il tempo di agire e lavorare per creare nuove opportunità lavorative e nuova ricchezza sostenibile. Se dal grande sconvolgimento, che il riscaldamento globale porterà con sé, nessuno potrà dirsi davvero al sicuro, a farne le spese per prime e più duramente saranno le comunità più vulnerabili”.

Il tema della sostenibilità ambientale chiama in causa anche le questioni legate ad un agricoltura di qualità. “L’attività produttiva non deve essere separata dalle responsabilità sulle persone – ha sottolineato -, sull’ambiente, sul paesaggio, sulla società intera”. Ha dunque proseguito chiarendo che ” la sostenibilità ambientale deve essere legata alla sostenibilità economica e cioè la possibilità di lavorare/vendere di più e lavorare/vendere meglio, spuntando migliori prezzi di mercato, a tutto vantaggio del benessere del settore agricolo, lavoratori in primis. Infatti è anche riequilibrando i rapporti di forza a livello commerciale che si potranno arginare i fenomeni di sfruttamento del lavoro”. Per questa ragione anche il sindacato “dovrà interrogarsi ed agire anche sulla finalità sociale ed economica del lavoro e dell’attività umana”. Ha ribadito inoltre l’importanza di un impegno comune per promuovere un’agricoltura con la A maiuscola “che grazie al rispetto e all’attenzione verso tutti quegli aspetti che dovrebbero essere propri dell’intera filiera (sicurezza degli addetti al settore prima di tutto, giusto prezzo di mercato per aziende e consumatori, corretto inquadramento e retribuzione dei lavoratori impiegati, ricerca scientifica ed innovazione, pieno rispetto dei territori coltivati e dell’ambiente) sia presidio di eccellenza per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale della nostra Provincia”.

Si è soffermata dunque sul dopo Vaia e sull’impatto sul lavoro. La neo segretaria ha insistito sulla centralità della formazione e della tutela della sicurezza degli addetti forestali, ma ha anche sottolineato l’importanza per il Trentino di valorizzare l’enorme quantità di legname che la tempesta ha lasciato nei boschi. “Dovremmo pensare seriamente di organizzarci e realizzare strutture e realtà di lavorazione come alcune delle grandi segherie che ancor oggi ci sono e lavorano ad esempio in Austria. Avremmo in questo modo la possibilità di creare nuova occupazione, valorizzare la nostra materia prima legno incrementandone il valore di mercato”.

Infine Cattani ha ricordato le partite contrattuali che riguardano i vari settori in cui opera la Flai, con i prossimi importanti rinnovi di contratti provinciali e aziendali e ha sottolineato l’opportunità di arrivare ad una semplificazione del quadro contrattuale per avere una maggiore forza negoziale e migliorare le condizioni reali degli addetti.



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