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Dopo le fusioni in Trentino ci sono 30 Comuni in meno, Gianmoena: “Un progetto vincente”. Soddisfatto il PATT

lunedì, 8 giugno 2015

Sella Giudicarie – Con i risultati delle urne i municipi in Trentino scendono da 208 a 178. I cittadini hanno detto sì a 15 nuovi Comuni su 19: il no a Bocenago, Fornace, Lona-Lases e Pieve Tesino.



“Una giornata che, con i risultati dell’affluenza alle urne, sottolinea come il Comune sia un istituzione particolarmente sentita dai cittadini. Il progetto fusioni, accompagnato dal Consorzio dei Comuni Trentini, si è rivelato vincente con un’operazione di informazione e ascolto che è riuscita a coinvolgere i cittadini in scelte ponderate per un futuro sostenibile”. Lo afferma Paride Gianmoena, Presidente dei Comuni trentini all’indomani del voto che ha detto sì a 15 nuove realtà comunali.DaldossGianmoena3

Gianmoena si ritiene particolarmente soddisfatto dei dati dell’affluenza visto che in tutti i Comuni è stato superato abbondantemente il quorum: numeri scaturiti dal referendum che ha portato a votare i cittadini di 55 Comuni chiamati a esprimersi sulle fusioni per la nascita di 19 nuove realtà municipali e che in sole 4 occasioni, di cui una per soli due voti (Bocenago), non ha visto raggiungere l’obiettivo.

“L’alto numero di elettori che si sono recati al voto – afferma Gianmoena – dimostra come sia forte e radicato l’attaccamento all’istituzione Comune e alla sua naturale evoluzione. Una vicinanza fatta di storia e servizi in una quotidianità che, anche in quest’occasione, si è rivelata fondamentale per capire come questa sia la stagione dei cambiamenti nell’ottica di un Comune in grado di garantire sempre più professionalità e competenza davanti alle esigenze dei cittadini”.

Il Presidente dei Comuni trentini rimarca come i risultati, che vedono la nascita di 15 nuovi Comuni, siano frutto di un progetto di fusioni ragionato e partecipato: “In sole quattro realtà ha vinto il no, – sottolinea Gianmoena – ma in sostanza ha prevalso il filo conduttore di un’identità che mira non a un Comune unico di valle ma bensì a un Comune di medie dimensioni, dove le diverse anime contribuiscono a rendere più forte l’intera istituzione. Una decisione presa dai cittadini nel segno di una vera democrazia partecipativa, dopo che i Consigli comunali hanno dato il via all’intero processo.

La norma quadro, condivisa dal Consiglio delle autonomie locali con il Legislatore, ha demandato agli Amministratori di scegliere con chi creare il progetto di fusione lasciando ai cittadini la decisione finale. E tutto questo – afferma ancora Gianmoena – è stato reso possibile grazie a un intenso lavoro degli Amministratori comunali insieme agli uffici del Consorzio dei Comuni Trentini che hanno fornito informazioni precise garantendo la partecipazione civica in una fase così delicata e importante, anche attraverso gli strumenti della piattaforma ComunWEB”.

Sul tema delle fusioni, tra l’altro, numerosi sono stati gli incontri sul territorio ai quali hanno partecipato anche il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi e l’Assessore provinciale agli Enti Locali, Carlo Daldoss. Il tutto nel solco di una collaborazione concreta Provincia e Comuni. Amministratori e cittadini insieme hanno stabilito che non esiste il modello organizzativo “giusto” per tutti gli enti locali, ma esiste l’organizzazione comunale situazionale giusta per quel territorio. Infatti i progetti riguardano modelli riferiti a 2 o 3 o 4 Comuni di diverse dimensioni.

I nuovi 15 Comuni nati dalla fusioni sono: Castel Ivano e Altopiano delle Vigolana (Valsugana); Borgo Chiese, Borgo Lares, Porte di Rendena, Tre Ville, Sella Giudicarie (Giudicarie); Altavalle e Cembra Lisignago (Cembra); Madruzzo e Vallelaghi (Valle dei Laghi); Primiero San Martino di Castrozza (Primiero); Amblar-Don, Contà e Valle d’Anaunia (Val di Non).

L’iter prevede che i nuovi Comuni saranno istituiti dal 1° gennaio 2016, con le elezioni previste nella primavera del prossimo anno. Nel frattempo sono prorogati gli attuali organi comunali fino al 31 dicembre 2015, mentre a partire dal 1° gennaio 2016 e fino alle elezioni sarà nominato un Commissario.

Nei Comuni dove l’esito del referendum è stato negativo si procederà, invece, con le elezioni comunali in una domenica compresa tra il 1 novembre e il 15 dicembre 2015.

SODDISFATTO IL PATT

“I cittadini hanno compreso in pieno il senso delle riforme fortemente volute dall’esecutivo, sotto la guida del Presidente Rossi, perché il processo non è stato calato dall’alto ma invece pensato, costruito e condiviso con i cittadini stessi.

La politica non ha fatto altro che intercettare la sensibilità maturata in questi mesi e in questi anni nella popolazione trentina, partendo da un principio fondamentale: l’Autonomia del Trentino e dei suoi territori si rafforza con comuni più forti e con una graduale razionalizzazione della spesa, con ineguagliabile vantaggio per i cittadini in merito al mantenimento della qualità dei servizi.

La capacità della politica e delle istituzioni di anticipare i tempi ed essere interprete del cambiamento è una risposta preziosa alla deriva dell’“antipolitica”: il fatto stesso che in tutti i Comuni coinvolti sia stato raggiunto il quorum dei votanti è un dato che non può non far riflettere positivamente. Il messaggio più evidente che esce dai risultati di queste consultazioni è quello di un’Autonomia che sa rimettersi in gioco, che sa essere frontiera nella revisione dell’architettura istituzionale del sistema di autogoverno, adeguandola ai tempi e dando, anche in questo caso, un buon esempio che ci auguriamo possa far riflettere i tanti detrattori del nostro sistema.

L’Autonomia si rafforza se riesce a rimettersi in gioco e coinvolgere la cittadinanza, mentre a livello nazionale si parla da decenni di accorpamento dei comuni senza riuscire a produrre alcun risultato concreto.

Siamo di fronte a un passaggio importante dentro un processo di riforma che ora dovrà trovare attuazione nel varo delle nuove comunità di valle, riviste secondo la riforma istituzionale approvata nella presente legislatura: meno costose per i contribuenti e più funzionali rispetto ai bisogni dei cittadini”.

Il Segretario Politico del PATT , Senatore Franco Panizza, il Capogruppo del PATT, in Consiglio Provinciale e Regionale, Lorenzo Baratter

 


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