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Dimaro, celebra messa e raccoglie offerte, ma non è più prete. Denunciato

martedì, 19 novembre 2013

Dimaro – Un blitz fulmineo dei carabinieri di Malè , smascherano prete sospeso a divinis che raccoglie offerte raggirando le persone, soprattutto anziani. Ed è proprio  il caso di dire che l’abito non fa il monaco. I parrocchiani di Folgarida, frazione di Dimaro non immaginavano che don Dino ( nome di fantasia), il prete dell’Est che da oltre dieci anni, nei periodi di maggior afflusso turistico, celebrava messa per la loro comunità religiosa, in realtà non poteva esercitare il ministero sacerdotale.

CARABINIERI LARGE

L’ATTIVITA’ INVESTIGATIVA

I carabinieri della stazione di Malè lo hanno scoperto al termine di un’indagine durata alcuni mesi, intrapresa allo scopo di verificare voci sempre più insistenti che indicavano il prete particolarmente attento ai beni materiali di alcuni fedeli. Don Dino, con i suoi modi gentili, era infatti riuscito ad “entrare nel cuore” soprattutto di quelli più anziani di loro. Nelle loro abitazioni spesso si fermava per il pranzo o la cena e, sovente vi si trasferiva restandovi anche per periodi piuttosto lunghi. Spesso chiedeva ed otteneva donazioni in danaro. Presso la casa di una settantanovenne don Dino aveva addirittura preso residenza e dall’anziana aveva ottenuto oltre 20 mila euro in contanti, soldi che aveva speso per suo proprio conto e per acquistare un’autovettura.

I SOSPETTI E LA DENUNCIA

Don Dino era anche ben noto presso gli albergatori della Valle, a cui si rivolgeva perché comunicassero ai rispettivi ospiti gli orari delle Sante Messe che avrebbe celebrato. I sospetti dei militari sono diventati più forti quando hanno accertato che il presule era l’unico a non firmare il registro dei celebranti della parrocchia di Folgarida e, per di più, a non lasciare mai alla Chiesa le offerte dei fedeli. La curia di Trento ha chiarito ogni dubbio ed ha fatto crollare il castello di bugie: Don Dino soggiaceva infatti dal 1996 alla pena canonica della sospensione a divinis e non poteva perciò esercitare il sacerdozio. Sapeva celebrare messa e per questo è ben riuscito a conquistarsi la fiducia dei fedeli per così tanto tempo. I carabinieri di Malè e della compagnia di Cles, con alla guida il capitano Nunzio Stanco, hanno finora interrogato, e continueranno a farlo, le persone a conoscenza dei fatti. La voce che Don Dino non fosse un sacerdote è cominciata a circolare in Val di Sole, producendo sconcerto ed incredulità. Il presule è stato denunciato per il reato di sostituzione di persona, aggravato dalla continuazione.


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