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Da Trentino trasporti esercizio la richiesta di una maggiore produttività ed efficienza: disdetto parte del contratto

martedì, 14 ottobre 2014

Trento - Trentino trasporti esercizio disdice parte del contratto di secondo livello del servizio urbano di Trento e Rovereto, relativamente all’ipotesi di accordo che era stata raggiunta con il sindacato qualche mese fa, e che i lavoratori non avevano successivamente validato con apposito referendum.

La decisione di procedere all’invio delle lettere di disdetta è stata illustrata oggi dalla presidente Monica Baggia, nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti anche il direttore generale Mauro Allocca, l’assessore alla mobilità del comune di Trento Michelangelo Marchesi e, in rappresentanza dell’assessorato provinciale ai trasporti, il dirigente Roberto Andreatta.

” Trentino Trasporti Esercizio – spiega la presidente Baggia – è una società in house che può erogare il servizio, in regime di affidamento diretto, qualora segua le indicazioni del Comitato di indirizzo, all’interno del quale siedono i rappresentanti di Provincia autonoma di Trento e Comuni, in merito alla qualità del servizio ed ai criteri di efficienza ed economicità dello stesso.

Ciò sia perché il quadro della finanza locale richiede un sempre maggiore contenimento dei costi, sia perché l’affidamento diretto deve essere motivato, in caso contrario il rischio è che esso possa essere contestato dagli organi di giustizia amministrativa.

Assieme ai sindacati avevamo individuato una ipotesi di efficientamento che avrebbe portato ad una riduzione dei costi di esercizio senza ridurre il servizio e senza toccare organici e retribuzioni.

Si era deciso in sostanza di agire sulla produttività dei singoli. Il referendum aziendale con il quale l’ipotesi di accordo era stata sottoposta ai lavoratori non ha però raggiunto il quorum. Ci vediamo pertanto costretti a ritornare al punto di partenza, e quindi a disdire gli accordi in essere, sui quali avevamo lavorato, fermo restando che confermiamo la disponibilità a un nuovo confronto sindacale e l’ipmpegno a raggiungere gli obiettivi che ci sono stati affidati dagli enti concedenti”.

La trattativa per quanto concerne i servizi urbani riguarda circa 300 autisti, 249 a Trento e una cinquantina a Rovereto, e si inquadra nel previsto spostamento della sede aziendale di Trento dalla sede di via Marconi a quella di via Innsbruck.

LA VICENDA
Lo scorso luglio la Provincia autonoma di Trento ha affidato con delibera di Giunta a Trentino trasporti esercizio S.p.A., società in house, il servizio ferroviario, da esercitarsi sulla Ferrovia Trento-Malè e, in quota parte sulla Ferrovia Valsugana, e i servizi di trasporto extraurbani su gomma, fino al 30 giugno 2019. In attesa che anche i Comuni soci possano deliberare il riaffido dei servizi urbani, con la delibera in questione è stata ribadita la necessità di procedere ad un efficientamento dell’azienda, sia per motivare l’affido diretto dei servizi alla società, sia per il quadro generale presentato dalla finanza locale, che, come noto, sollecita un contenimento dei costi dei servizi.

L’ipotesi di accordo raggiunta dall’azienda con i sindacati non ha trovato successivamente conferma referendaria da parte del personale viaggiante, poiché il quorum necessario non è stato raggiunto. La proposta prevedeva di intervenire sull’organizzazione dei turni di servizio e sull’istituto dei cosiddetti 24 minuti, risalente agli anni ’70, ovvero all’epoca del passaggio del personale viaggiante da due unità a una (come si ricorderà, oltre all’autista era presente anche sull’autobus urbano un bigliettaio). L’istituto, in sintesi, prevedeva che, rispetto ad un turno di 6,50 ore, la retribuzione venisse calcolata su 7 ore e 14 minuti (in pratica, comprendendo nel calcolo 24 minuti non lavorati). Sui 24 minuti l’ipotesi di accordo prevedeva la retribuzione di 10 minuti e l’effettuazione della prestazione lavorativa per tutti e 24 i minuti.

La Società si trova ora costretta a procedere al previsto efficientamento sia dei servizi urbani che del servizio extraurbano in via unilaterale secondo modalità giuridicamente percorribili. L’intento comune di Enti concedenti e Trentino trasporti esercizio rimane quello di mantenere inalterato il livello dei servizi erogati sia in termini di qualità che quantità, procedendo a richiedere una maggiore produttività al personale per consentire il necessario contenimento dei costi di gestione. In sostanza, è stato ribadito nel corso della conferenza stampa, non si tratta di ridurre le retribuzioni, ma di richiedere una maggiore prestazione all’interno dei turni di lavoro, lasciando sostanzialmente inalterati i limiti fondamentali dell’esercizio.trentino trasporti treni 

La Società ha proceduto pertanto ad inoltrare alle competenti organizzazioni sindacali lettera di disdetta contrattuale riferita agli istituti propri della contrattazione di secondo livello del Servizio Urbano di Trento e Rovereto, oggetto della precedente ipotesi di accordo. È intenzione inoltre dell’Azienda procedere ad una revisione dei turni di lavoro, sia pure in misura limitata, al fine di contenere i costi derivanti dal futuro trasferimento degli autobus urbani dalla vecchia sede di via Marconi di Trento all’attuale sede di via Innsbruck. Per quanto concerne il servizio extraurbano sarà elaborato un piano industriale di efficientamento della rete di trasporto. Nel perseguimento degli obiettivi posti permane la disponibilità aziendale ad un nuovo confronto sindacale.


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