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Coredo, inaugurata “Casa Sebastiano”: centro diurno e residenziale per persone autistiche

domenica, 2 aprile 2017

Predaia – Inaugurata in mattinata “Casa Sebastiano” a Coredo, in comune di Predaia (Trento) alla presenza delle autorità, in particolare il vescovo emerito di Trento, monsignor Luigi Bressan e la senatrice a vita Elena Cattaneo. Oltre al sindaco Paolo Forno e agli amministratori locali erano presenti il presidente della Provincia Ugo Rossi, l’assessore alla salute Luca Zeni, il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, quindi i consiglieri provinciali Gianfranco Zanon, Rodolfo Borga, Lorenzo Ossanna, il senatore Franco Panizza, i volontari della Val di Non.CasaSebastiano Coredo 1

Centro diurno e residenziale offrirà percorsi di crescita educativi e riabilitativi con l’obiettivo di aumentare la qualità della vita dei soggetti autistici e di integrarli nei percorsi di vita, all’apertura di Casa Sebastiano c’era tutta la valle di Non, oltre numerosissime autorità.

La senatrice a vita Elena Cattaneo, farmacologa e biologa ha elogiato la struttura fortemente collegata al mondo della ricerca, e un ringraziamento è andato al presidente della Fondazione trentina per l’autismo cavaliere Gianni Coletti, Numerosi i volontari presenti che gravitano attorno alla Fondazione per l’autismo, il cuore del progetto Casa Sebastiano intitolato al figlio di Guido Ghirardini, socio della Fondazione affetto da autismo e scomparso nel 2001.

Affiancato dalla moglie Manuela, il cavalier Gianni Coletti (nella foto sotto)  ha sottolineato che questo sogno non si sarebbe mai realizzato senza l’aiuto dei numerosissimi che negli anni ci hanno creduto e delle migliaia di volontari che hanno donato il loro tempo e le loro energie per rendere possibile questa giornata.
CasaSebastianoColetti 1

Modello perfetto di connubio tra pubblico e privato a Casa Sebastiano, ha spiegato Coletti, “i ragazzi potranno partecipare alla gestione di numerose attività finalizzate alla produzione, trasformazione e vendita di prodotti biologici, con l’azienda agricola biologica che sta nascendo e in partnership con cooperative agricole e sociali, con ben 84 associazioni, con l’Università di Trento, il Dipartimento di Scienze cognitive di Rovereto e con l’accreditamento dell’Azienda sanitaria provinciale”.

“La sostenibilità dei progetti sta nella creazione di un ritorno in termini economici e in questo senso il futuro è la sinergia pubblico-privato” ha proseguito Coletti. L’idea è collaborare anche con il mondo della scuola e dell’istruzione per completare il cerchio dell’integrazione con il mondo della formazione.

Casa Sebastiano è supportata da un Comitato scientifico e può contare su un’equipe altamente specializzata di operatori socio-sanitari, psichiatri, terapisti per aiutare le persone autistiche a sviluppare, attraverso percorsi personalizzati, abilità cognitive e sociali impensabili seguendo i percorsi tradizionali. Fiore all’occhiello di questo nuovo approccio la “stanza multisensoriale interattiva” prima in Italia, per la sperimentazione di realtà virtuali in cui gli ospiti possano sviluppare, attraverso la sollecitazione dei sensi, le proprie capacità cognitive e interattive.

Nella giornata mondiale dell’autismo, prende avvio l’avventura di Casa Sebastiano, modello di eccellenza di livello europeo nella presa in carico della persona affetta da autismo. Il sogno è realizzato, la scommessa è vinta. Casa Sebastiano è realtà: il nuovo Centro specialistico per i disturbi dello spettro autistico della Fondazione trentina per l’autismo, ha aperto oggi 2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. E’ stata una giornata di festa a Coredo, in val di Non, animata da migliaia di persone che hanno voluto essere protagoniste, con la propria presenza di un momento importante e, soprattutto, per ringraziare Gianni Coletti, imprenditore noneso, che con determinazione ha permesso la realizzazione di un centro unico in Italia e in Europa. Ed il significato della giornata sta nelle parole del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: “Quando ho la fortuna – ha esordito Rossi, che da assessore alla sanità ha visto nascere il progetto – di partecipare a occasioni come questa, sono emozionato ed orgoglio perché mi rendo conto di essere presidente di un territorio straordinario fatto di persone e valori sani. E queste persone i valori che non se li tengono dentro, ma li mettono in pratica. Gianni (Coletti, ndr.) è la testimonianza più autentica”.

A Coredo era presente anche Luca Zeni, assessore provinciale alla sanità, che ha ricordato il lavoro di Coletti e dell’associazione: “Casa Sebastiano è la conferma di quanto sia fondamentale la sinergia tra pubblico e privato, la collaborazione tra chi vive il problema, le famiglie, e l’ente pubblico chiamato a dare delle risposte. Oggi abbiamo la consapevolezza, anche in campo sanitario, che non abbiamo di fronte una malattia ma persone. Con loro dobbiamo entrare in relazione per farle sentire parte della comunità”.

“La politica deve imparare a fare un passo indietro, essere meno referenziale e fare più comunità” ha spiegato il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, lodando la sfida di grande valore posta da questo progetto. anche il promotore dell’iniziativa Giovanni Coletti, “un costruttore di sogni”, che ha chiamato le imprese ad una funzione di responsabilità sociale. Il Presidente Dorigatti ha auspicato che questo non sia un punto di arrivo, bensì “il punto di partenza per un viaggio in grado di affrontare la complessità e anticiparla”.

Casa Sebastiano ha ricevuto la benedizione dell’arcivescovo emerito, monsignor Luigi Bressan. A Coredo era presente anche Guido Ghirardini, ex consigliere provinciale e padre di Sebastiano: “Oggi mi piace pensare – ha detto un emozionato Ghirardini, ricordando il figlio – che Sebastiano sia nascosto, come a lui piaceva fare, in qualche angolo di questa casa e, a modo suo, possa guardare altri bambini felici”.

Sull’attività della Fondazione si è speso il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi: “Una società civile sana arriva sempre prima delle istituzioni. Non c’è gara. Arrivano sempre prima le persone che hanno bisogno e che si mettono assieme per trovare delle risposte, grazie alle loro esperienze. Noi li abbiamo seguito. e fatto la nostra parte. La storia di casa Sebastiano – ha concluso commosso il presidente – è la storia del Trentino”.

Una struttura unica
Casa Sebastiano sorge in quella che fu la Colonia montana dei Monopoli di Stato, su un’area di circa 4.000 metri quadrati. La struttura ha un volume di 7 mila metri cubi destinati alla residenzialità di persone autistiche in gravi difficoltà familiari, a progetti di semiresidenzialità che offriranno momenti di sollievo alle famiglie e di crescita per i ragazzi autistici, alla riabilitazione e al trattamento sociale e sanitario, alla formazione di operatori specializzati.

In Italia le stime indicano che l’autismo interessa, nelle varie forme, un bambino ogni 150 per un totale di oltre 500 mila persone tra bambini, ragazzi e adulti, con altrettante famiglie in grave difficoltà per la mancanza di un’adeguata assistenza. Allo stesso modo sono quasi sempre sconosciuti i costi reali dell’autismo, per l’assistenza e le terapie, che ancora oggi sono parzialmente a carico delle famiglie.

La ricerca, come ha ricordato oggi la ricercatrice e senatrice a vita, Elena Cattaneo, sta compiendo progressi in un settore scientifico – quello legato al dna e alla malattie genetiche – ancora in gran parte inesplorato.

Le persone con autismo hanno, in termini clinici, un deficit della comunicazione verbale e non verbale e un’interazione sociale compromessa che si manifesta con una variabilità di caratteristiche che rende ogni caso diverso dall’altro. Per questo gli autistici necessitano di trattamenti personalizzati e duraturi, che nel lungo periodo portano alla riduzione dei sintomi negativi per accentuare le doti positive: un intervento precoce e costante nel tempo permette il contenimento delle problematiche e notevoli miglioramenti nella vita quotidiana.

Casa ‘Sebastiano’ non sarà una struttura di tipo ospedaliero, ma una casa con spazi confortevoli e camerette colorate e allegre, dove ricreare un’atmosfera serena e familiare, proprio come sarebbe piaciuto a Sebastiano. Il centro è inoltre collegato con il mondo della ricerca: ODFLab-Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università degli Studi di Trento, Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, Istituto Superiore di Sanità, Fondazione Bruno Kessler, Dipartimento di Design dell’Università Politecnico di Milano.

“Il progetto di Casa Sebastiano – spiega Coletti – vedrà la nascita dell’azienda agricola biologica Prato Verde perché vogliamo creare un circolo virtuoso che porterà benefici non solo ai ragazzi, ma anche al territorio e a chi vorrà scendere in campo al loro fianco”.

Sanità, assistenza, natura si alternano all’interno di un progetto che è anche un tecnologia. Casa ‘Sebastiano’ utilizzerà un innovativo sistema informatico integrato, che gestirà le cartelle cliniche digitali degli utenti, la verifica dei processi riabilitativi personalizzati, la videosorveglianza sia per lo studio dei casi, che per la sicurezza e il controllo dei protocolli interni. Un dei luoghi più visitato oggi è stata la Stanza multisensoriale interattiva che assicura un’esperienza multidisciplinare tra immagini, suoni e sensazioni: l’obiettivo è di migliorare gli esiti della diagnosi nei soggetti con Disturbi dello spettro autistico e della qualità della loro vita e delle loro famiglie.


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