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Consiglio Autonomie locali trentine: approvato il Documento di Economia e Finanza

giovedì, 23 giugno 2016

Trento –  Il Consiglio delle Autonomie locali ha preso visione e dato parere positivo, con osservazioni, al Documento di Economia e Finanza provinciale 2016. La seduta è stata introdotta dal Vicepresidente del Cal Alessandro Betta, mentre sull’argomento è intervenuto il dottor Paolo Nicoletti, Direttore generale della Provincia Autonoma di Trento. Il documento individua gli obiettivi per il conseguimento delle linee programmatiche definite nel Programma di Legislatura e nel Programma di Sviluppo Provinciale fornendo un’indicazione di massima sulle azioni attraverso le quali raggiungere gli scopi. Si tratta di un documento di impianto e di visione in attesa del DEF di ottobre che si rapporterà con l’analogo documento nazionale.

Si articola su tre parti: la prima è l’analisi del contesto economico sociale internazionale, nazionale e provinciale con i dati aggiornati che rappresentano la società trentina; la seconda approfondisce il quadro della finanza pubblica provinciale, con la stima delle entrate e delle spese e di conseguenza con le reali risorse disponibili, con indicazione delle azioni migliorative (la spesa corrente appare sotto controllo con una cifra di 3.1 mld, equivalente a 7.200 euro per cittadino), per quanto riguarda gli investimenti, con una riduzione progressiva che porterà nel 2019 a una cifra di 4 miliardi, c’è un riallineamento con il dato nazionale; la terza parte, vede l’articolazione degli obiettivi strategici del Piano di sviluppo Provinciale e delle azioni per il periodo di riferimento.

Per quanto riguarda l’analisi, nello specifico, il Trentino presenta un’evoluzione del PIL coerente con il contesto italiano, seppur con differenziazioni legate alle peculiarità del sistema economico e sociale che, di norma, attenuano le contrazioni e ritardano temporalmente il ciclo economico. Nel 2015 il PIL nominale è stato pari a 18.644 milioni di euro con una crescita annuale stimata allo 0,9%. A differenza dell’Italia già nel 2014 si era registrata una piccola variazione positiva (+0,1). In termini quantitativi il PIL pro-capite provinciale è pari 34.200 euro, in leggero aumento. In parità di potere d’acquisto è pari a 33.700 euro ed è superiore di circa il 23% alla media europea (27.500 euro) e del 28% rispetto alla media dell’Italia (26.400 euro), leggermente più basso della Germania (34.500 euro) e simile a quello della Svezia (33.700 euro). Nella graduatoria delle regioni italiane più ricche, il Trentino occupa la quarta posizione. L’idea centrale del Piano di sviluppo Provinciale è quella dell’innovazione come motore generatore di sviluppo e di lavoro, riaffermando al contempo una pluralità di azioni volte a mantenere e accrescere la coesione e la partecipazione sociale. A tal fine si individua un nuovo modello di sviluppo per far ripartire il Trentino che assume come parole chiave “Autonomia e responsabilità”, da coniugare con “Lavoro e cittadinanza sociale” , con tre linee di fondo sulle quali puntare per tornare a crescere: l’innovazione che da risultati, il welfare che sviluppa responsabilità, la Pubblica Amministrazione che genera crescita.

L'assessore Carlo Daldoss

FONDO STRATEGICO TERRITORIALE – RIPARTO DELLE RISORSE

Prime considerazioni

Il Cal ha preso visione del Fondo strategico territoriale – riparto delle risorse di cui al paragrafo 2 protocollo d’intesa in materia di finanza locale per il 2016. In apertura il Vice presidente, Alessandro Betta, ha segnalato le indicazioni pervenute dal territorio e cioè di avere maggior margine di scelta da parte dei Sindaci e delle singole realtà territoriali in merito alle scelte per la destinazione dei fondi. Ad illustrare il documento è stato l’assessore provinciale agli enti locali Carlo Daldoss (nella foto) che ha precisato che si tratta di indicazioni di massima che porteranno a una delibera condivisa con il Cal. Il Fondo, nella sua gestione, tiene conto di diversi parametri, sia territoriali che demografici (la parte prevalente con un 35%), ma anche riguardo all’Irap, alle risorse storiche e al conferimento degli avanzi. “Il Fondo – ha ricordato l’Assessore Daldoss – nasce con l’obiettivo di strutturare il territorio per garantire servizi dando stimolo all’economia “.

In quest’ottica resta da decidere la parte relativa ai criteri di utilizzo. Il sindaco di Rovereto, Francesco Valduga, ha chiesto chiarimenti sulla compartecipazione della Provincia rispetto a progetti sovracomunali. “Oggi le risorse disponibili sono 65 milioni – ha risposto Daldoss – ma non escludo che, per i prossimi anni, la Provincia possa sostenere, con ulteriori investimenti, progetti ritenuti strategici”. Il sindaco di Campodenno, Daniele Biada, a prescindere dal Fondo strategico, ha chiesto certezze per le opere comunali. Certezze che ci sono per i servizi essenziali, ha assicurato Daldoss, che ha auspicato vengano messi in circolo i soldi del vecchio FUT, fermi presso le Comunità. Fabrizio Inama, sindaco di Denno, ha chiesto quale sia la dimensione delle risorse per singolo territorio. La discussione è proseguita tenendo in considerazione anche l’obiettivo di snellire le procedure burocratiche.


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