QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Conoscere il territorio per prevenire i rischi: l’investimento del telerilevamento in Trentino

lunedì, 22 dicembre 2014

Trento – La prevenzione dei pericoli passa anche dalla conoscenza del territorio. Per questo la Provincia autonoma di Trento investe nel telerilevamento. Su proposta dell’assessore alla Protezione civile Tiziano Mellarini, la Giunta provinciale ha integrato l’accordo quadro con il Ministero dell’Ambiente, sottoscritto il 31 maggio 2013, riguardante il “Progetto di telerilevamento del territorio provinciale con tecnologia LIDAR”.pejo lago palu

Si prevede l’ampliamento delle aree di rilevamento, per complessivi ulteriori 307 chilometri quadrati, relativi alle aree di tre comuni (due in Regione Lombardia e uno in Regione Veneto) limitrofi al Trentino e di alcuni bacini imbriferi, il cui territorio è ricompreso per gli aspetti amministrativi in regioni o province limitrofe al Trentino, ma che sotto l’aspetto idraulico afferiscono alla rete idrografica trentina. Relativamente ai nuovi rilievi LIDAR si prevede anche l’effettuazione dei rilievi ortofotogrammetrici su una superficie di ulteriori 221 chilometri quadrati. L’impegno di spesa aggiuntivo per questa integrazione è di 127.785 euro.

Il 31 maggio 2013, sulla base di una deliberazione della Giunta provinciale, è stato sottoscritto un Accordo Quadro tra la Provincia autonoma di Trento e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), avente ad oggetto la fornitura di dati, sistemi e servizi per il potenziamento del sistema informativo del Piano straordinario di telerilevamento ambientale per il territorio. In fase di attuazione dell’accordo – che in origine aveva durata di due anni – sono emerse delle specifiche esigenze di integrazione delle attività previste.

Oltre all’ampliamento delle aree di rilevamento, oltre i confini trentini, l’integrazione dell’accordo prevede l’allungamento dei tempi per le attività di verifica a terra successive alla conclusione dei rilievi e alla loro elaborazione, dagli attuali 9-10 mesi, fino a 3 anni, in quanto l’elevata quantità di dati raccolti necessita di tempi più lunghi. E’ prevista inoltre la proroga della durata complessiva del progetto al 31 dicembre 2016, in considerazione delle attività integrative richieste e anche delle avverse condizioni climatiche dell’ultima estate, che hanno comportato un rallentamento delle attività di telerilevamento.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136