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Comunità di Valle, con la riforma più vicini ai cittadini. Daldoss: “Le Comunità garantiscono servizi”

venerdì, 27 novembre 2015

Trento – Un’idea innovativa sulla Comunità di valle e le politiche sociali. “L’intuizione delle riforma istituzionale del 2006 di assegnare alla Comunità di Valle il ruolo di soggetto incaricato di portare sul territorio le politiche sociali e di assumere la gestione dei servizi al cittadino, fu corretta. Oggi dobbiamo, alla luce dei nuovi bisogni, individuare un welfare in linea con le esigenze dei prossimi anni”. L’assessore provinciale alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa, Carlo Daldoss ha partecipato al convegno in cui è stata presentata la ricerca “Cultura, politiche e pratiche sociali di Welfare in Trentino”. L’assessore ha difeso la riforma istituzionale e il ruolo delle Comunità di L'assessore Carlo Daldossvalle perché “garantiscono la prossimità dei servizi alle persone, condizione essenziale per rafforzare il senso di responsabilità e di corresponsabilità da parte degli stessi cittadini”.

Il convegno è stato organizzato dall’associazione culturale “Assistente sociale Lorenza Delmarco” presso la Sala Rosa della Regione in piazza Dante a Trento. Alla presentazione della ricerca, firmata da Ennio Ripamonti, docente di ricerca intervento di comunità all’Università Bicocca di Milano, hanno partecipato, tra gli altri, Vincenzo Passerini (presidente trentino del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza) ed i rappresentanti delle associazioni e delle realtà più importanti del Terzo settore.

“Va dato atto – ha esordito l’assessore Carlo Daldoss – all’associazione Lorenza Delmarco di aver promosso una ricerca che valuta quanto è stato fatto in Trentino dal 2006 ad oggi. Credo che questo possa rappresentare un momento di confronto e di lavoro per il futuro”. Daldoss ha difeso “l’innovazione” della riforma istituzionale del 2006 con la quale si è affidato alla Comunità di valle il piano sociale. Rispetto a quel periodo però – come ha osservato lo stesso Daldoss – è cambiata la società trentina e con essa i suoi bisogni: “Oggi osservo – ha puntualizzato Daldoss -, ad esempio, che le nascite sono in calo e che le risorse destinate alle politiche sociali sono in gran parte rivolte verso la fascia d’età più avanzata. Credo che giovani e famiglie meritino altrettanta attenzione”.

“In Trentino – ha continuato Daldoss – a volte ci sono resistenze ai tentativi di cambiamento, ma oggi più che mai questo cambiamento è attuale se vogliamo decidere per il bene dei cittadini, se vogliamo dare risposte ai bisogni delle persone e dare una prospettiva futura ad un settore prioritario qual è il welfare”.

La crisi ha avuto in questo caso un effetto benefico: “Ci ha costretto a fermarci – conclude Daldoss – e ad interrogarci se il sistema che fino ad oggi ha funzionato, lo sarà ancora in futuro. La società cambia e cambia quindi anche il modo di interpretarla. In Trentino ci sono però le condizioni per fare bene”.


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