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Cles, mostra Irregolari: proiezione del documentario “La sérenité sans carburant”

giovedì, 15 settembre 2016

Cles – Grande appuntamento a Palazzo Assessorile di Cles (Trento): domani –  venerdì 16 settembre, alle 21 – nell’ambito delle mostra “Irregolari” verrà proiettato il documentario intitolato“La sérenité sans carburant” della regista francese Marie Famulicki dedicato alla pittrice sarda Bonaria Manca, le cui opere sono esposte a Palazzo Assessorile nel contesto della rassegna ”Irregolari”.

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Recensione del documentario da parte del settimanale Donna Moderna -2 agosto 2016

LA SÉRÉNITÉ SANS CARBURANT 

Un ottimo strumento per accostarsi all’universo di Bonaria Manca è il documentario La sérénité sans carburant , girato con sensibilità ed empatia dalla regista francese Marie Famulicki.

La luminosa e comunicativa Bonaria Manca vi racconta di sé e della sua cultura antica in modo coinvolgente

Bonaria Manca, una “poesia donna” che canta i forti momenti della sua vita, che dipinge i suoi ricordi e le visioni delle sue notti; un ex pastorella di origine sarda, che vive da sola in una grande casa da lei completamente dipinta e decorata. Il film vuole incontrare questa donna sola, la poesia della sua vita, del suo strano ed emozionante universo pittorico. Un universo che appartiene a lei, e che lei accetta di condividere con noi …
Originaria di Orune, in Sardegna, a ventitré anni Bonaria Manca emigra insieme alla famiglia e si trasferisce a Tuscania. Qui si dedica alla campagna e agli animali, svolgendo l’attività di pastora che nella terra natia le era proibita. Nel corso degli anni, specie dopo la morte di alcuni familiari e la separazione dal marito, si è espressa attraverso il canto e il ricamo, tessendo abiti e arazzi in cui intreccia ricordi d’infanzia e visioni. L’abbandono della Sardegna ed esperienze dolorose hanno segnato la sua vita, ma non le hanno impedito di conquistare serenità e saggezza attraverso l’amore per la natura e una straordinaria vocazione artistica. Fila la lana, tesse da sola i suoi abiti, canta canzoni arcaiche e dipinge su tela e sulle pareti della sua casa le storie della sua vita e le sue visioni. Bonaria Manca è scoperta negli anni ’80 dallo scrittore, cineasta e collezionista francese Jean Marie Drot, direttore ai tempi della Villa Medici a Roma. Da allora i dipinti dell’artista arricchiscono collezioni di spicco, italiane e straniere, e si susseguono le manifestazioni culturali a lei dedicate. Tuttavia, gli splendidi murali e i numerosi oli su tela che la sua casa contiene sono in uno stato di conservazione allarmante. L’artista ha da poco compiuto 90 anni e non ha più le forze, materiali ed economiche, per tutelare la sua opera totale. A queste difficoltà si aggiungono complesse questioni d’eredità: della sua “Casa dei simboli” l’artista non è, infatti, che una dei tanti eredi. Non può dunque decidere in libertà di trasformarla, come vorrebbe, in una casa-museo. Per tutelare l’artista e la sua opera mobile e immobile e per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su questo patrimonio irregolare della Tuscia, è nata l’Associazione per Bonaria Manca, organizzatrice della manifestazione. I fronti su cui questa associazione culturale senza fini di lucro ha scelto di agire sono molteplici: raccogliere i fondi necessari al sostentamento dell’artista e ai restauri urgenti e continui di cui hanno bisogno la sua casa e i suoi dipinti; ottenere il riconoscimento culturale dell’opera d’arte totale di Bonaria Manca e sottoporla a vincolo del Ministero dei beni culturali; creare un catalogo ragionato dell’opera dell’artista, materiale (affreschi, numerosi oli su tela e tessuti ricamati) e immateriale (canti e racconti).

Suoi quadri sono stati esposti in diverse mostre, fra le quali va ricordata Io che ne sapevo, a cura di Daniela Rosi (Spettacolo Aperto, Pergine, 2013).


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