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Castel Caldes: Convention dei Comuni e consegna dei certificati “Family in Trentino”

venerdì, 18 settembre 2015

Castel Caldes – Oggi il meeting a Castel Caldes con la 6^Convention dei Comuni. Oltre 130 partecipanti alla sesta Convention dei Comuni per discutere di un tema di forte attualità: “Le politiche comunali per il benessere della famiglia”. Per questa edizione è stato scelto il comune di Caldes come sede dell’evento che ha avuto luogo stamattina. Un focus sulla famiglia come motore di crescita economica e sociale, eco d’attrattività turistica, fattore di crescita del capitale umano. Il convegno è stato arricchito da break musicali offerti dagli studenti della Scuola Musicale “C. Eccher” e dal servizio di catering curato dagli allievi dell’Istituto Centro di Formazione Professionale di Cusiano. E sabato 19 e domenica 20 spazio all’interattività e al gioco per le famiglie a Castel Caldes con la mostra “Doni preziosi”.

Adesso si pensa alla prossima  convention, che è stata lanciata oggi e si terrà nel comune di Rovereto. L’appuntamento annuale del meeting è sicuramente un’occasione di riflessione sui risultati e i traguardi raggiunti dalle politiche comunali e distrettuali per il benessere dellafamily Caldes 2 famiglia, in un contesto aggregato che assomma tutti i principali stakeholders interessati al mondo “family”. In appendice all’evento si è tenuta la cerimonia di consegna dei certificati “Family in Trentino” a  13 organizzazioni, tra cui 8 Comuni, 1 associazione sportiva, 1 sportello informativo e 3 Servizi per crescere assieme.

I saluti di benvenuto sono stati introdotti dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, dal sindaco di Caldes Antonio Maini e dal presidente del Consorzio dei Comuni trentini Paride Gianmoena. La giornata è stata intervallata da break musicali offerti dagli studenti della Scuola Musicale “C. Eccher” e da un buffet curato dall’Istituto Centro di Formazione Professionale di Cusiano. Quest’anno la Convention si è aperta oltre i confini provinciali ed ha assunto accento nazionale vista la presenza dei referenti del comune di Lecce – il vicesindaco Carmen Tessitore ha portato testimonianza del nascente Distretto famiglia, mutuato sul modello trentino – e del comune di Alghero, dove il sindaco Mario Bruno ha presentato il Piano famiglia e il percorso che il comune sta seguendo per giungere alla certificazione “Family in Trentino”.

Il dirigente generale dell’Agenzia per la famiglia Luciano Malfer con un intervento sulle politiche di benessere familiare e un focus sui Comuni family: “La fiducia è il collante per la crescita delle reti sociali, è una risorsa in grado di generare valore aggiunto. E’ un prerequisito e perno per il benessere familiare – ha esordito Malfer.

“Ad oggi sono 67 i Comuni che hanno ottenuto la certificazione “family”, oltre a 45 che hanno espresso interesse ad avviare la procedura di acquisizione e importanti prospettive di crescita sono all’orizzonte” – ha dichiarato. “Se li si confronta con i 217 comuni trentini, i comuni marchiati “Family in Trentino” raccolgono il 74% della popolazione complessiva. Numeri che fanno riflettere e che denotano il sempre crescente consenso delle amministrazioni comunali trentine a questo marchio, garanzia di prominente attenzione al mondo della famiglia.
Ad oggi in Trentino sono stati attivati 15 Distretti famiglia all’interno dei quali hanno aderito complessivamente 476 Organizzazioni.

Riguardo queste ultime, se si considera la divisione “per categorie”, il 1° posto con il 23,7% è rappresentato dai Comuni, dato che conferma il forte coinvolgimento delle Amministrazioni comunali nel mondo “family”. Tra le Organizzazioni aderenti ai 15 Distretti famiglia, il 22,22% è rappresentato da Comuni certificati family e Comuni che hanno manifestato interesse alla certificazione, e il 69% da Organizzazioni sono ubicate negli stessi Comuni: quest’ultimo dato dimostra, infatti, quanto i Comuni family risultino catalizzatori delle adesioni ai Distretti famiglia e viceversa.

Luciano Malfer ha infine approfondito due temi: Il primo riguarda l’importanza istituzionale: da quest’anno si è registrato un fenomeno di particolare rilievo all’interno delle amministrazioni comunali e riguarda la formale assegnazione di deleghe specifiche agli assessori relative il “Distretto famiglia”. Un altro elemento degno di nota, che conferma il successo della certificazione e l’impegno delle municipalità certificate a continuare ad esserlo, è dovuto al fatto che, a seguito delle elezioni comunali, il 100% dei 67 comuni a marchio “family” hanno confermato la loro volontà a mantenere la certificazione. Dato non trascurabile e non scontato che tutti i Comuni hanno rinnovato la loro adesione al processo di certificazione, segno dell’importanza del marchio nell’agevolare la diffusione delle politiche di benessere familiare. Il secondo tema è la funzione educativa: la certificazione “Family in Trentino” è una modalità per implementare la qualità della politica dei comuni ponendo al centro la famiglia.

Un aspetto rilevante è la capacità dei Comuni “Family in Trentino” – e di quelli che lo diventeranno – di sviluppare sul proprio territorio un percorso di responsabilizzazione delle Organizzazioni locali verso le certificazioni famiglia ed i Distretti famiglia. E’ proprio grazie a loro che nascono gli stimoli tra le Organizzazioni territoriali ad aderire al Distretto famiglia, a progettare eventi ed iniziative dirette alle famiglie e, in particolare, a dare incentivo alla promozione, sensibilizzazione e diffusione delle politiche di benessere familiare nella Comunità di valle di appartenenza”.

L’evento ha visto anche la partecipazione dell’assessore provinciale Carlo Daldoss: “la famiglia è il fondamento su cui si costruisce una società, le aggregazioni sociali, è spin off di sviluppo sociale e crescita economica. Il concetto di modello esportabile dei marchi “family” dell’Agenzia per la famiglia è vincente: il metodo sviluppato ha dimostrato di essere in grado di darsi regole, di autogovernarsi e di essere mutuabile in altre realtà territoriali. Lo confermano le buone pratiche di Alghero e Lecce.

E Daldoss ha proseguito: “La nostra autonomia a volte è vista come un privilegio, ma le eccellenze sul nostro territorio confermano la bontà dei progetti: l’Agenzia ha raggiunto importanti risultati in provincia grazie anche ai suoi stakeholders: Consulta per la famiglia, Forum delle associazioni familiari del Trentino, distretti famiglia, ecc. La nostra regione ha inoltre un patrimonio ricco di associazioni che non possono più essere viste solo come entità distinte, ma devono essere coese, valorizzate dalla politica e antidoto al distacco della gente verso le istituzioni e la politica. E non c’è ombra di dubbio che le politiche familiari sono la base della crescita della comunità. Un altro tema, la conciliazione vita-lavoro: la flessibilità è strategica e centrale. Serenità in famiglia equivale a crescita della produttività per un territorio. Ha chiuso l’assessore con una novità in merito al sistema premiante: “la Provincia sta mettendo a punto un sistema volto al riconoscimento di una premialità ai Comuni certificati “Family in Trentino”, che intendono volontariamente realizzare sul proprio territorio azioni o progetti rivolti specificatamente ad implementare il benessere delle famiglie residenti ed ospiti”.

L’intervento di Michele Andreaus dell’Università di Trento ha illustrato una panoramica dell’evoluzione nelle aziende profit e no profit: “le imprese profit non possono occuparsi solo di valore economico-finanziario, ma anche di capitale sociale, sostenibilità, attenzione agli stakeholders. E viceversa: le imprese non profit devono iniziare a porgere più attenzione anche all’efficienza e al risultato. In definitiva, si assiste ad una contaminazione delle due dimensioni, vicendevolmente arricchenti visto che investire sul capitale sociale e sulla coesione sociale porta valore aggiunto all’azienda, crea posti di lavoro, migliora la vivibilità degli ambienti di lavoro, sviluppa strumenti di conciliazione vita-lavoro”.


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