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Alpe Cimbra, Campiglio e Val di Sole: i numeri dell’attività stagionale dei carabinieri nei comprensori trentini

giovedì, 5 aprile 2018

Folgaria – “Per banco la neve e per tetto un cielo azzurro”, così citava vent’anni fa lo slogan della Scuola Italiana Sci di Folgaria. Su quel medesimo banco di prova, l’Arma del Trentino annualmente riesce ad esprimere al meglio la propria vocazione di vicinanza ai cittadini e allo sport, così come la propria adattabilità anche alle aree più impervie e difficilmente raggiungibili di tutto il territorio provinciale.

carabinieri sciDall’Alpe Cimbra, scelta quest’anno dai carabinieri del Trentino quale palcoscenico naturale per chiudere ufficialmente una stagione sciistica all’insegna della prevenzione e della sicurezza, sono stati presentati i numeri relativi alla concreta presenza e attività dei carabinieri sciatori.

Dati che hanno evidenziato un elemento significativo: l’opera costante di vigilanza e repressione dell’Arma sugli sci ha sortito gli effetti sperati, soprattutto in punto di diminuzione sensibile degli illeciti, degli infortuni e dei reati, in favore di tutti gli utenti e delle società di gestione.

Il Comandante Provinciale, Colonnello Luca Volpi, affiancato dal Comandante del Nucleo Investigativo provinciale, Capitano Andrea Oxilia, nello scenario ancora perfettamente imbiancato della Salizzona a Folgaria, ha infatti voluto dare un taglio se possibile ancor più “operativo” alla presentazione delle attività “poliedriche” che i carabinieri sciatori hanno saputo esprimere nella conclusa stagione invernale 2017/2018. La scelta non è ricaduta a caso su Folgaria, luogo ove, alcune settimane fa è stato svolto un importante convegno nazionale incentrato proprio sul soccorso sanitario in montagna, con il patrocinio e la direzione della Società Italiana Sistema 118 e l’interessamento qualificato delle Forze dell’Ordine impegnate nello specifico, impegnativo settore.

I DATI “SNOCCIOLATI”

Gli 11 comprensori vigilati con una quarantina di carabinieri sciatori hanno registrato un netto calo degli interventi di soccorso, scesi quest’anno a 2167; 4 i decessi per politrauma in pista ed un salvataggio degno di nota, proprio sulle nevi di Folgaria, grazie all’intervento dei carabinieri sciatori di questo comprensorio che con l’utilizzo del defibrillatore hanno stabilizzato un infartuato, salvandolo da morte certa. Abbattute le contravvenzioni per sci fuori-pista e per eccesso di velocità in pista (18 contro 30 dell’anno scorso), ridotte le contravvenzioni agli impiantisti (15 per segnaletica carente o sbagliata o del tutto assente), drasticamente scese le contravvenzioni penali per ubriachezza manifesta sugli sci (da 20 dell’anno scorso a 8!), diminuiti gli infortuni in pista specificatamente per “collisione tra sciatori” (il 13% in meno): se ne sono registrati 256 in tutta la stagione, contro i 294 del 2016/2017, ed hanno comportato soprattutto politraumi gravi che hanno quasi sempre richiesto l’intervento dell’elisoccorso del 118 di Trentino Emergenza in loco. La fascia oraria interessata dalla percentuale maggiore di incidenti resta sempre quella dell’immediato dopo pranzo.

Ancora alla stazione carabinieri di Madonna di Campiglio il record con maggior numero di soccorsi per infortuni in pista (Spinale e Grostè): si contano 520 interventi di soccorso sanitario nell’arco della stagione.

L’impegno dei carabinieri sciatori si è evidenziato anche nell’attività investigativa, funzione questa che permane primaria, anche sugli sci: su tutti il caso di Folgarida-Marilleva, ove l’Arma di Mezzana lo scorso mese di marzo ha deferito un giovane soggetto resosi responsabile del furto aggravato di ben 134 skipass da un albergo del luogo e di varie attrezzature sciistiche; il tutto poi restituito ai legittimi proprietari. A Campiglio invece ammontano a 6 le segnalazioni per detenzione di stupefacenti registrate in pista. Tutti neo maggiorenni gli interessati, tra cui uno particolarmente sfortunato che aveva scordato in bidonvia lo zainetto su cui campeggiava la scritta A.C.A.B. (e contenente la marijuana). Zaino ritrovato, “bonificato” e riconsegnatogli dai carabinieri sciatori.

Altro dato davvero interessante registrato dall’Arma del Trentino è la riduzione ad un unico caso nella trascorsa stagione del reato di esercizio abusivo della professione di maestro di sci. Questo elemento non soltanto è indice chiaro dell’impegno dei carabinieri sciatori nella verifica puntuale del fenomeno sui comprensori vigilati, ma è pure espressione della intelligente collaborazione con il Servizio Turismo della Provincia autonoma di Trento, che mette a disposizione dell’Arma una banca dati di pronta consultazione per l’accertamento preciso sull’identità dei maestri di sci e sulla effettiva regolare registrazione delle molte scuole sci del Trentino, consentendo così il diretto controllo delle forze dell’ordine circa la presenza in pista di pseudo-insegnanti e riducendo i rischi di concorrenza sleale per le scuole sci regolarmente esistenti su tutti i comprensori del Trentino.

Anche quest’anno sono stati impiegati in servizio piste per vigilanza e soccorso i carabinieri sciatori provenienti dal 7° Rgt “Laives” (precisamente a Moena e Canazei) e, come è consuetudine per i servizi di controllo e soccorso in alta quota, sono stati impiegati i Carabinieri rocciatori appartenenti alla Squadra del Soccorso Alpino (composta da militari delle Stazioni carabinieri di Madonna di Campiglio e Carisolo).

Un peculiare ed irrinunciabile servizio quello dell’Arma sulle nevi trentine, un servizio che ormai i turisti, in genere, e gli amanti dello sci, in particolare, si aspettano annualmente di vedere attivo in ogni comprensorio”, così ha chiosato il Comandante Provinciale dei carabinieri, forte dei significativi dati che oggi si rendono alla popolazione per il tramite cortese della stampa trentina.


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