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Trento, operazione Selfie: arresto ed estradizione di due latitanti

lunedì, 19 dicembre 2016

Trento – Presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Trento ha avuto luogo l’udienza preliminare riguardante la posizione dei 20 imputati, destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito dell’operazione “Selfie”.

I due latitanti Dorjan Gjoka e Elson Marku, sfuggiti alla prima ondata di arresti del giugno 2016, nei giorni scorsi, sono stati anch’essi rintracciati – il primo in Albania ed il secondo in Ungheria – dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia ed assicurati alla giustizia Italiana.lat

Dorjan Gjoka è membro apicale del gruppo criminale oggetto di indagini, rendendosi responsabile di almeno 27 furti in abitazione, dei quali ben 13 nella sola Provincia di Trento, che avevano destato un forte allarme sociale tra gli abitanti delle Valli di Fiemme, Cembra e del Chiese.

L’attività investigativa condotta anche dai militari della Compagnia Carabinieri di Cavalese, aveva disvelato come  Gjoka assumesse costantemente il comando delle operazioni, dimostrando nella fase esecutiva dei furti particolare scaltrezza ed esperienza.

Significative sono risultate alcune fughe nei boschi dai parte del gruppo criminale con al seguito anche le casseforti ed il contenuto delle stesse trasportati a mano nelle attigue boscaglie dove poi gli stessi erano soliti riparare la notte per sottrarsi alle ricerche e spesso occultare la refurtiva sotto terra.

Anche in occasione dei due furti perpetrati a Predazzo il 31 dicembre dello scorso anno, era riuscito ad arrampicarsi su di una grondaia, ad un altezza di quasi quattro metri, per poi forzare la porta finestra di un terrazzino ed accedere nell’abitazione e consumare il reato. In quell’occasione lo stesso era stato arrestato in fragranza di reato dai Carabinieri della Compagnia di Cavalese.

Per quanto attiene all’altro latitante, Elson Marku: egli ha fornito il suo apporto agli altri membri del gruppo criminale in almeno due incursioni predatorie eseguite nella provincia di Trento e Brescia nel dicembre 2015.

Al termine dell’udienza l’Autorità Giudiziaria ha accolto la richiesta di patteggiamento della pena richiesta dagli imputati condannandoli a pene variabili tra un anno e sei mesi sino a due anni e sei mesi. Uno solo degli imputati ha scelto di andare a dibattimento.


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