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Trento: ok dalla terza commissione in Provincia al Ddl Gilmozzi sulla mobilità sostenibile

lunedì, 6 febbraio 2017

Trento – Via libera al Ddl Gilmozzi sulla mobilità sostenibile dalla Terza commissione, presieduta da Mario Tonina. Oggi è stato approvato, con sei voti a favore (unanimità) il ddl Gilmozzi sulla mobilità sostenibile. L’assessore Gilmozzi, in apertura di seduta, ha affermato di aver preparato una serie di emendamenti, frutto delle audizioni, tra i quali l’ipotesi di stralcio dell’Osservatorio sulla mobilità. La consigliera Borgonovo Re (PD) ha chiesto le ragioni di questo emendamento e Gilmozzi ha ricordato che, nel corso delle audizioni, i proponenti del ddl popolare l’hanno definito inutile perché non è prevista la presenza dei cittadini e, dall’altra, le categorie economiche lo hanno definito un orpello inutile. Quindi, ha detto l’assessore, che senso ha avviare uno strumento di partecipazione quando gli interessati non lo vogliono? Se però politicamente, ha aggiunto, si vuole mantenerlo va bene perché può avere un ruolo. Anche per Alessio Manica (Pd) togliere l’osservatorio non è la strada giusta. bus trentino

Un altro emendamento dell’assessore afferma che il piano della mobilità generale viene approvato con il consenso del Cal, sentite le comunità, se si tratta invece di uno stralcio, quindi di un piano locale, serve, viceversa, l’intesa con le comunità, sentito il Cal.

Nella discussione sull’articolato Donata Borgonovo Re ha detto che presenterà in aula un emendamento per rendere più cogente il sostegno dei piani delle aziende per gli spostamenti casa – lavoro. Sempre la consigliera del Pd, sull’articolo relativo alle disposizioni finanziarie, si è astenuta perché, ha detto, si deve capire se c’è la possibilità di destinare alla mobilità sostenibile più risorse. Altrimenti, ha affermato, questa legge rischia di essere zoppa, perché non basta scrivere un bel piano, servono risorse finanziarie per promuovere le iniziative.

Gilmozzi ha ribattuto dicendo che si tratta di un articolo tecnico perché i costi delle iniziative andranno sul bilancio Pat e sui bilanci dei Comuni che, ha sottolineato, sono i beneficiari di queste politiche. Nerio Giovanazzi (AT), dichiarando il voto di astensione, ha ricordato che il ddl popolare è stato propedeutico anche se conteneva degli elementi che non erano realizzabili. Infine, ha ricordato che, per ridurre gli spostamenti, si potrebbe potenziare il telelavoro che, purtroppo, è stato reso più difficile dalla legge Madia. Massimo Fasanelli (Misto) ha dichiarato voto favorevole al ddl perché ne condivide l’impostazione e soprattutto le finalità. Lorenzo Ossanna (Patt), esprimendo soddisfazione per il ddl, ha aggiunto che intende presentare un emendamento per introdurre l’uso di droni per sostituire alcuni spostamenti per motivi professionali. Manica ha affermato, in dichiarazione di voto, che va richiamata l’attenzione sul fatto che questo ddl nasce dalla spinta di una proposta popolare e che si sono fatti passi avanti importanti anche per la partecipazione. Manca la gratuità e il vincolo di bilancio ma, ha concluso, ci si deve confrontare con la realtà. Anche chi ha presentato il ddl popolare deve capire che una buona parte della proposta è stata recepita, quindi non c’è stata chiusura.

Donata Borgonovo Re ha detto di aspettarsi che questo ddl consenta una discussione approfondita su come si intende disegnare la mobilità sul nostro territorio, soprattutto nel rapporto tra valli e città. Una riflessione che in Alto Adige è stata fatta con risultati interessanti. Mario Tonina (UpT) ha ricordato che il ddl è frutto di un percorso importante e va dato atto all’assessore di aver dimostrato apertura e disponibilità. Il presidente della Terza commissione ha ricordato infine che, come ha ricordato in un intelligente contributo in audizione l’ingegner Valentina Eccher, il tema della mobilità sostenibile ha bisogno di un processo integrato che coinvolga tutti gli aspetti sociali.


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