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Trento, manovra finanziaria approvata in Prima commissione

venerdì, 24 novembre 2017

Trento - Il ddl della legge collegata al bilancio è stato approvato in Prima commissione con 3 sì, un astenuto (Kaswalder) e due contrari (Borga e Fugatti). Il ddl stabilità è passato con 3 voti favorevoli, 2 astenuti (Kaswalder e Simoni) e due contrari (Borga e Fugatti) e il bilancio con tre favorevoli, tre contrari (Borga, Fugatti, Simoni) e un astenuto (Kaswalder).

Loppio – Busa, Rossi sorpreso per le polemiche
La seduta della Prima commissione, presieduta da Mattia Civico (PD), è ripresa nel pomeriggio dall’articolo 25 della collegata in materia di appalti che punta a introdurre facilitazioni per le piccole medie imprese, compresa la non obbligatorietà delle fidejussioni. Fugatti (Lega) ha sollevato la questione dell’appalto della Loppio –Busa alla quale le imprese trentine non hanno partecipato perché erano richieste garanzie. Rossi ha risposto affermando che ci sono già state altre gare che non hanno visto imprese trentine, peraltro le esternazioni che sono state fatte, ha aggiunto, sono state sopra le righe, perché ci sono regole e norme che sono state rispettate pienamente. Il presidente della Giunta ha ricordato che non era necessario presentare una fidejussione già completa perché sarebbe stata d’obbligo solo dopo l’eventuale aggiudicazione. “Detto questo francamente – ha affermato Rossi – mi lascia perplesso che si fronte ad un appalto di questo livello non ci sia stata un’attenzione significativa da parte di imprese trentine e anche di altre. L’impresa che ha vinto ha fatto altri lavori pubblici con successo e ci auguriamo che anche questa opera venga ultimata velocemente e bene. Questo è l’obiettivo vero che dobbiamo perseguire”. Fugatti ha ribattuto che la fidejussione è stata chiesta da una società pubblica qual è Dolomiti Energia ed ha ricordato si aver segnalato il problema per le ditte trentine nel momento dell’avvio dell’appalto.

“Ci saranno motivi tecnici – ha detto – , ma la realtà è che la garanzia è stata chiesta da una società per il 60% pubblica”. Rossi ha chiuso affermando che Dolomiti Energia è solo al 30% della Pat ed è normale che una società interessata da un potenziale danno è ovvio che chieda garanzie. Nel merito, ha ricordato, sono i quesiti formulati dalle aziende sono stati pubblicati sul sito di Apac e sono state formulate risposte leggibili da chiunque. Risposte tecniche e, ovviamente, non politiche, ha detto il presidente, che rientrano nei compiti di una stazione appaltante. “Quindi, ha affermato – mi rimetto a queste valutazioni su richieste che non hanno impedito ad un’azienda di partecipare”. Fugatti ha chiesto se per altri appalti sono previste garanzie come quella delle Loppio – Busa. Borga ha affermato che ovviamente le leggi vanno rispettate, ma la scelta della fidejussione è discrezionale. “Se Misconel, ha concluso, ha avuto la reazione che ha avuto, un motivo ci dev’essere e in Alto Adige si ragiona in modo diverso”. Comuni, appalti fino a 500 mila euro.

Approvato anche l’articolo 26 con un emendamento di Ossanna (Patt) con la quale viene data ai comuni la possibilità di fare appalti  fino a 500 mila euro dagli attuali 150. Questo ha detto il consigliere per velocizzare le procedure di affidamento dei lavori. Sì anche all’emendamento Tonina che riguarda gli affidamenti per le coop sociali di tipo B.

Sconto Imis anche alle strutture produttive isolate
Sull’articolo 3 sulle agevolazioni Imis un emendamento che è stato spiegato dal presidente della Giunta estende la detrazione a immobili analoghi al d1 ma che si trovano fuori di contesti di capannoni che sono al comunque al servizio delle attività produttive e che quindi, in base alla ratio della norma, vanno compresi negli Consiglio della Provincia autonoma di Trento attività di stampa, informazione e comunicazione sconti. Un autolavaggio, ad esempio, in un capannone è in D1, lo stesso posizionato fuori è in D7 e quindi non potrebbe accedere allo sconto Imis. Quindi, ha detto Rossi, si tratta di un correttivo. Civico ha chiesto per l’aula l’estensione degli sconti Imis anche alle coop di tipo B.

Dibattito sul turn over
Sull’articolo 9 sull’attenuazione del blocco del turn over Fugatti (ha votato contro all’articolo) ha chiesto quanto questa norma vada ad incidere sull’aumento della spesa corrente. Rossi ha risposto che si si prende il totale spesa corrente e si confronta con quella della scorsa legislatura si deve tenere conto degli accantonamenti. Il peso di questa norma sul personale verrà calcolato in uno studio complessivo che, ha comunque anticipato il presidente, dimostrerà che la spesa corrente in questa legislatura è scesa e che è più bassa rispetto a Bolzano.

Le assunzioni solo in base alla valutazione dei fabbisogni
Sull’articolo 10 che mira ad introdurre giovani nell’amministrazione, Fugatti ha detto che, come per i custodi forestali, non si riesce a quantificarne il numero. La risposta della Giunta è stata che quest’anno ci saranno 32 assunzioni su 160 pensionamenti all’anno solo per la Pat. Le stabilizzazioni e i prepensionamenti, ha sottolineato il presidente della Giunta, saranno fatti in base ad un’analisi puntuale dei fabbisogni. Se si facessero stabilizzazioni solo con criteri teorici, sull’esempio dello Stato, ha aggiunto Rossi, dopo l’introduzione dell’1 su 5, anziché 1 ogni 10, del turn over, dei contratti di formazione lavoro, si rischierebbero problemi sui conti. Il consigliere della Lega ha chiesto per l’aula dati certi sulle assunzioni anche dei comuni.

Walter Kaswalder ha rilevato che nei bacini montani e nelle squadre forestali il personale è sempre più anziano. Rispondendo a Fugatti il presidente ha ricordato che per le società Pat rimane in vigore il turn over di 1 assunzione ogni 5 pensionamenti.

Si alla scuola della seconda occasione 
Sull’articolo 16, che prevede il sistema duale scuola – impresa, sì all’emendamento Borgonovo Re, condiviso dal presidente, che ha l’obiettivo di per favorire quella che viene definita la “scuola della seconda occasione” che abbraccia una serie di interventi a sostegno delle fragilità giovanili attraverso progetti personalizzati. Un emendamento che non si traduce di assunzione di docenti per questi ragazzi, ma favorisce progetti educativi. La consigliera Pd presenterà su questo un odg.

Concorso straordinario, nuovi criteri

Sulla stabilizzazione del personale docente, l’articolo 17, Rossi presentato un emendamento che i 36 mesi necessari ad accedere al concorso straordinario per soli titoli vengono calcolati in otto anni, dando la possibilità di accedere anche ai docenti delle professionali private.

Sull’articolo 20 in materia di politiche sociali, edilizia abitativa e famiglia sono stati presentati e approvati alcuni emendamenti della maggioranza. Rossi ha detto che il tema è quello di introdurre il primato della società rispetto al pubblico nell’erogazione dei servizi.

Spazi Itea al volontariato
Sull’articolo 21 che modifica la disciplina sugli alloggi pubblici, Fugatti ha chiesto se la previsione di concessione di spazi non
destinati ad uso abitativo Itea a gruppi di volontariato può essere rivolta anche a associazioni che si occupano di accoglienza agli stranieri. Kaswalder ha chiesto se anche l’associazione Autonomisti popolari potrebbe accedere a questo beneficio. La risposta è stata questa: gli spazi saranno concessi a chi fa attività non commerciale.

No all’emendamento Ossana sui rimborsi spesa delle pari opportunità
Sull’articolo 23 che introduce modifiche sulla legge della famiglia, è stato bocciato, con quattro no (Borga, Simoni, Kaswakder, Fugatti) , e tre sì un emendamento di Ossana che incideva sul trattamento dei commissari delle pari opportunità dove due soggetti, il rappresentante sindacale e degli imprenditori, non sono soggetti al rimborso spese. Borga ha chiesto il perché dell’abrogazione del prestito d’onore e per le famiglie numerose.

Fugatti perché è stato abrogato il fondo per le famiglie numerose. La risposta della Giunta è stata che ci sono nuovi strumenti, compreso l’assegno unico. La misura messa in campo è il prestito d’onore sulla famiglia per dare razionalità. Mentre il fondo per la famiglia è stato ricollocato nell’assegno unico.

Sul 24 che riguarda il bando per il finanziamenti di progetti di riconversione di zone sciistiche con infrastrutture leggere a supporto, Donata Borgonovo Re ha ritirato il suo emendamento perché c’è la necessità di chiarire, per l’aula, la sequenza nella valutazione del progetto e della fase partecipativa.

Abbellimento delle facciate, bocciato l’emendamento Passamani
Sull’articolo 30 che riguarda la riqualificazione dei centri storici e del paesaggio rurale, bocciato con quattro no compreso Kaswalder, l’emendamento Passamani (UpT) sui centri storici per introdurre l’Icef per una maggiore equità. Una proposta contestata da Borga perché, ha detto, l’articolo si rivolge a chi ha risparmiato soldi per investirli e quindi non ha senso porre limitazioni. Rossi ha ricordato che la norma riguarda l’abbellimento ed ha ricordato che già in passato è stata introdotta l’Icef per la concessione di contributi per le ristrutturazioni. Quindi, l’obiettivo è quello di far accedere a questo contributo chi non ha un reddito troppo alto. Non c’è un’ Icef uguale per ogni politica e in questi casi si prevedono franchige alte, anche più di 100 mila euro di risparmi. Simoni (PT) ha detto che l’abbellimento delle facciate è un interesse pubblico e quindi prescinde dalle risorse dei proprietari.

Fondo forestale, la contrarietà di Simoni
Sull’articolo 31, la soppressione del fondo forestale, Simoni, dichiarando la sua piena contrarietà, ha ricordato che si tratta di
soldi dei comuni che non dovrebbero entrare nel bilancio della Pat.

La Provincia dovrebbe trovare soluzione a favore dei comuni per questi fondi che non possono più essere mantenuti in base alle norme di armonizzazione dei bilanci. La risposta della Giunta è stata che ora questi fondi confluiscono nel bilancio Pat, per evitare che siano ritenuti fuori bilancio, ma rimangono attribuiti ai comuni di appartenenza del lotto. Nella sostanza non cambia nulla per gli enti proprietari. Rossi ha aggiunto che questo principio, condiviso dalla Giunta, si può specificare meglio per l’aula.

Scontro sugli emendamenti Tonina e Passamani sull’agricoltura
L’ultimo articolo, il 33, quello sulle disposizioni finanziarie, Tonina ha presentato un emendamento di 200 mila euro per attivare i bandi Psr nel 2018. Altro emendamento sul 2020 per gli incentivi sulla salvaguardia della natura per poter attivare iniziative come ad esempio la rete riserva del Lagorai, del Brenta e parco agricolo della Bassa Valsugana. L’emendamento Passamani riguarda uno stanziamento di un milione sui tre anni per favorire l’agricoltura biologica. Rossi ha detto che si tratta di risorse aggiuntive rispetto a quelle europee. Gli emendamenti della Giunta riguardano a progetto di turismo a valorizzazione ambientale e poi c’è un milione per integrare il sostegno dei lavoratori del settore frutticolo.

Risorse che saranno erogate, ha ricordato Rossi, dietro l’impegno degli imprenditori di tenere vivo questo fondo anche nel futuro.

Così come avviene sul fondo di solidarietà territoriale. C’è poi un emendamento di un milione in più per l’Agenzia del lavoro sulle politiche attive; un’assegnazione alla Mach per ricerche sui fitosanitari e la sistemazione delle entrate delle Gallerie del Museo storico. Borga, annunciando il no agli emendamenti, ha detto che si sta mettendo tutto sul 2018 e sul 2019 rimarrà poco. Tonina, sul biologico, ha ricordato che ci sono stati atti presentati in Consiglio in modo trasversale e trovare risorse su questo bilancio significa dare un messaggio positivo. Perché non si può dare un messaggio agli agricoltori perché si spostino sul biologico senza investire risorse. anche perché quelle del Psr non sono sufficienti. Kaswalder ha chiesto se c’è l’accordo, su questi emendamenti, anche dell’assessore Dallapiccola. Gli emendamenti e l’articolo sono stati approvati con l’astensione di Kaswalder e Simoni.

Fugatti ha detto che con questi quattro emendamenti da 4 milioni è partito l’assalto alla diligenza dei singoli partiti e consiglieri. Rossi ha ribattuto che non si può parlare di assalto alla diligenza perché sono stati messi in votazione emendamenti di impatto limitato sul bilancio e ci sono state sollecitazioni in maggioranza rispetto ad alcuni temi perfettamente coerenti col Def. Il presidente ha fatto, infine, ad una precisazione: sul ritornello che mancano risorse sul Psr, che ammonta a 300 milioni rispetto ai 280 milioni dello scorso anno. Ci sono maggiori risorse che vengono dall’Europa, ma il volume complessivo non è calato. Un altro discorso sono le scelte e, ha aggiunto, se guardiamo l’evoluzione negli ultimi anni dei prodotti con valore ambientale c’è la necessità di riservare al biologico più attenzione. Ecco perché, ha concluso, l’emendamento Tonina è in linea con le politiche del bilancio.

Le dichiarazioni di voto
Fugatti ha motivato il no a tutti e tre i ddl affermando che si tratta di una finanziaria spostata sulla spesa corrente che tocca il massimo da sempre con 70 milioni rispetto rispetto al 2017. Una spesa giustificata dal fatto che il 2018 è un anno elettorale, non a caso le spese correnti diminuiscono nel 2019 – 20. Anche per Borga, che ha  annunciato il voto negativo, si tratta di una manovra elettorale ed ha aggiunto che sempre di più noi ci avviciniamo con i dati economici della media italiana. Un fatto che ci dovrebbe mettere al riparo da facili ottimismi. Simoni, annunciando il voto negativo, ha sottolineato che nel bilancio si vede poca visione, soprattutto in campo energetico, in particolare per le oil free zone sulle quali lo Stato ha investito enormi risorse. Nulla si dice sull’edilizia, mentre la Provincia Bolzano sta lavorando molto su questo. Il settore dei lavori pubblici sembra lasciato a sé stesso e le nostre aziende ne sembrano escluse. Sul lavoro nel pubblico servono risposte per il demanio forestale Paneveggio – S.Martino. Aperta rimane la questione Sait, che ha assegnato i trasporti a Fercam di Bolzanopenalizzando le aziende locali, soprattutto quelle delle zone disagiate come quella di Primiero. Rossi ha detto di aver apprezzato la flessibilità del Presidente del Consiglio e degli uffici sulla collegata. Il presidente ha aggiunto che rispetto al futuro la carta decisiva è quella delle capacità della società civile. Quindi, riferendosi a Sait, ha affermato che la scelta di affidare a Fercam i trasporti è una scelta autonoma anche se si dovrà cercare il modo di stimolare la nascita di un’iniziativa nella logistica che possa far  tornare il trasporto del Sait in mani trentine. Sul bilancio ha aggiunto che la spesa corrente e quella in conto capitale hanno subito l’effetto dei cambiamenti della legge di contabilità in base alla quale si sono dovute riclassificare alcune poste di bilancio dal conto di capitale alla spesa corrente. Inoltre, Rossi ha ribadito che non si può prescindere dal peso degli accantonamenti cresciti di molto negli ultimi anni. Quindi, il decreto 118 che riclassifica le voci di bilancio e gli effetti degli accantonamenti vanno tenuti in considerazione quando si fa un confronto. Fatto ciò, ha dichiarato, si arriva a dire che la spesa corrente di questa legislatura è inferiore a quella della scorsa legislatura e inferiore a quella di Bolzano. La prossima legislatura la spesa corrente resterà attorno al 70%.

Quindi, ha affermato, si possono contestare le scelte politiche ma non la crescita della spesa corrente che non c’è. Kaswalder,
dichiarando il voto di astensione perché eletto nella maggioranza, ha chiesto se si possono ripristinare le guardie mediche nelle zone periferiche e intervenire sulle sofferenze del credito cooperativo.


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