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Trento, al Santa Chiara cure innovative sulla fibrillazione atriale

mercoledì, 13 settembre 2017

Trento – Chirurgia mini-invasiva ed endovascolare per la cura dei pazienti che non possono utilizzare farmaci anticoagulanti e antiaggreganti.  L’ospedale Santa Chiara di Trento è il primo ospedale italiano che cura i pazienti affetti da fibrillazione atriale ad alto rischio di embolie con un duplice approccio, quello chirurgico mini-invasivo e quello interventistico endovascolare. L’applicazione delle due tecniche all’avanguardia a livello nazionale è effettuata dalle équipe delle unità operative di Cardiochirurgia e di Cardiologia.

ospedalesantachiaratrento

I trattamenti sono riservati ai pazienti che hanno una controindicazione ai farmaci anticoagulanti e antiaggreganti. Le persone fino ad ora sottoposte all’intervento hanno superato bene la fare operatoria e sono state dimesse in buone condizioni e senza complicanze.

Le metodiche utilizzate al Santa Chiara hanno lo scopo di evitare la formazione di trombi nel cuore durante la fibrillazione atriale escludendo dalla circolazione, di fatto chiudendola, l’auricola sinistra, la sede preferenziale della nascita di coaguli che possono arrivare al cervello provocando l’ictus.

Il trattamento chirurgico mini-invasivo di chiusura della auricola sinistra per via totalmente video toracoscopica viene effettuato mediante un dispositivo snodabile che, introdotto nel torace attraverso un passaggio puntiforme, chiude dall’esterno l’apertura di entrata dell’auricola. Questa metodica ha il grande vantaggio di evitare l’apertura chirurgica del torace limitando di molto l’aggressività dell’intervento con una più veloce ripresa del paziente. Il trattamento è riservato alle persone che hanno una controindicazione assoluta a qualsiasi farmaco anticoagulante e antiaggregante per un rischio emorragico proibitivo.

Nei casi in cui è controindicata la terapia anticoagulante ma, almeno per un breve periodo, è possibile somministrare farmaci antiaggreganti senza incorrere in un rischio emorragico elevato, è possibile effettuare la chiusura dell’auricola sinistra procedendo per via endovascolare. Con questa seconda modalità il trattamento viene effettuato introducendo, attraverso la vena femorale, un catetere che permette di raggiungere il cuore e rilasciare un dispositivo a forma di ombrellino che viene ad occupare, sigillandola dall’interno, l’auricola sinistra.

L’ospedale Santa Chiara di Trento, grazie quindi ad una sinergia di intenti e professionalità interdisciplinare cardiochirurgia, cardiologica e anestesiologica, che ha portato all’applicazione di due tecniche per l’esclusione dell’auricola sinistra, è all’avanguardia a livello nazionale potendo offrire a ciascun paziente in terapia anticoagulante a elevato rischio emorragico il trattamento migliore.


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