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Questione defibrillatori, il senatore trentino Franco Panizza interroga il ministro Lorenzin

mercoledì, 11 maggio 2016

Trento – Il senatore Franco Panizza interroga il Ministro Lorenzin: occorre semplificare per le società sportive le norme sui defibrillatori. Un’interrogazione urgente al Ministro Lorenzin per mettere le organizzazioni e le società sportive non professionali nelle condizioni di dare concreta attuazione a quelle norme, introdotte con il decreto Balduzzi, sull’obbligatorietà dei defibrillatori e delle persone abilitate al loro utilizzo. L’ha presentata questa mattina il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (Nella foto).

Panizza - Rai 1

“Le società sportive – dice Panizza – da tempo esprimono preoccupazione circa la reale applicabilità del decreto Balduzzi che continua a introdurre norme stringenti, soprattutto per le piccole società e per quelle dilettantistiche. Sul tema ero già intervenuto tempo fa con un’altra interrogazione e mi sono confrontato anche col Ministero. Molti punti sono stati sciolti in particolare dalla Conferenza Stato-Regioni. La normativa è stata sicuramente migliorata, ma ci sono ancora diversi aspetti da chiarire”.

“Innanzitutto – dice ancora Panizza – assieme alla presenza fissa di una persona abilitata all’utilizzo del defibrillatore anche durante gli allenamenti, cosa che rende difficoltosa la vita di quelle società che si basano completamente sul volontariato, vi è poi tutto il tema della manutenzione degli impianti, delle responsabilità in capo comunque alle società anche per eventuali malfunzionamenti riconducibili al costruttore”.

Il tutto con responsabilità non solo di carattere civile – in parte risolvibili mediante la stipula di polizze assicurative – ma anche di natura penale, nel malaugurato caso di “crisi” di natura cardiocircolatoria degli atleti. “Insomma – insiste Panizza – siccome è una questione importantissima, che riguarda la sicurezza di migliaia di persone, le norme devono mettere le società nelle condizioni di poterle rispettarle mentre, per come si prefigurano adesso, le caricano di un’eccessiva difficoltà”.

Al Ministro il senatore Panizza, oltre a chiedere un approfondimento sulla presenza della persona abilitata all’utilizzo del defibrillatore anche durante gli allenamenti, sottopone tutta una serie di proposte operative: in particolare si chiede se non si ritenga opportuno introdurre percorsi di formazione, dei meccanismi per l’immediata rintracciabilità delle persone autorizzate al corretto uso degli strumenti. Ma anche un sistema centralizzato in merito all’effettiva collocazione, allo stato di manutenzione e all’integrità degli apparecchi. Un collegamento in remoto con gli operatori dei servizi di primo soccorso.

“Il punto – conclude Panizza – non è di certo quello di un disimpegno, quanto quello di non complicare la vita dei volontari e delle società dilettantistiche ed evitare conseguenze negative sull’attività sportiva di base che, specie nei centri più piccoli e nelle zone marginali o periferiche, si possono facilmente immaginare”.


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