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Patto elettorale con gli Schützen e caso Trentino: le reazioni di Fraccaro, De Gasperi e Cia

giovedì, 23 febbraio 2017

Trento – Il patto elettorale con gli Schützen e la recente sentenza con condanna e patteggiamenti ha scatenato reazioni e il presidente della Provincia Ugo Rossi e la sua maggioranza sono sotto attacco.provincia autonoma di trento trentino

RICCARDO FRACCARO E FILIPPO DEGASPERI

“La sentenza del giudice, che ha condannato l’accordo con gli Schützen come corruzione elettorale, mina la legittimità della maggioranza e investe tutto il Consiglio provinciale. La difesa d’ufficio del Patt e la più grave connivenza di Pd e Upt rivelano la concezione vergognosa che questi partiti hanno della politica, come di un sistema privo di etica e di valori all’interno del quale anche la corruzione elettorale è considerata un’ingenuità, una leggerezza, un peccato veniale. Per noi si tratta di uno scandalo intollerabile. Se nessun provvedimento sarà preso, Pd e Upt saranno corresponsabili di questo modo di fare politica che getta discredito sulla nostra autonomia”. Lo dichiarano il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi del M5S, sollecitando ancora una volta un intervento della coalizione di governo nella questione del patto elettorale condannato dal giudice.

“Questi atteggiamenti complici della maggioranza – dichiarano i portavoce M5S – non fanno che esasperare il clima di sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Se la coalizione di centrosinistra continuerà a fare da scudo a Baratter approverà implicitamente un simile modo di raccogliere voti. La maggioranza dovrebbe occuparsi del bene comune, invece di spalleggiare un’ignobile svendita dei valori democratici. L’integrità delle istituzioni viene prima di qualsiasi poltrona: Rossi e la maggioranza abbiano un sussulto di onestà, altrimenti a farne le spese sarà il buon nome della nostra autonomia”.

CLAUDIO CIA – AGIRE TRENTINO

“Come rappresentanti nel Consiglio della Provincia Autonoma di Trento non possiamo permettere che si crei un #precedente nazionale per il quale, a fronte di una sentenza che parla di #corruzione elettorale, l’istituzione provinciale faccia scuola per la sua “tolleranza” di fronte a tali ombre. Se non vi sarà alcuna conseguenza, si rileverebbe un’anomalia pericolosa, un vulnus di sistema, per la quale in ogni parte d’Italia si invocherebbe al “caso Trentino” per giustificare ogni simile episodio”.


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