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Parco dello Stelvio, no di Legambiente a ipotesi traforo e nuovi impianti sciistici

venerdì, 12 luglio 2019

Bormio - “Il Parco non diventi un pretesto per perpetrare interventi impattanti sul territorio in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, ma per riaffermare la tutela unitaria e coordinata dei valori ambientali e sociali dello storico Parco Nazionale dello Stelvio”.  Partita la corsa della Lombardia ad accaparrarsi fondi per la realizzazione di infrastrutture in vista delle Olimpiadi: dalla Pedemontana alla SS36 Valsassina, dal treno per Orio al Serio alla Metrotramvia

Dall’annuncio dell’assegnazione delle Olimpiadi del 2026 a Milano e Cortina, si inizia già ad assistere ad un febbrile fermento di proposte e progetti per la realizzazione di nuove opere e infrastrutture.

Anche nel sondrese, con la Valtellina protagonista, non mancano ipotesi di nuove opere, ma a destare stupore è che siano inserite nel Piano del Parco Nazionale (PN) dello Stelvio, prodotto dalla Regione Lombardia nell’ambito della procedura di VAS con Valutazione di Incidenza. Nel documento, infatti, vengono citate due proposte che suscitano forte preoccupazione da parte di Legambiente Lombardia: il traforo ferroviario Malles-Bormio e i nuovi impianti di collegamento sciistico tra Bormio e Santa Caterina Valfurva. Il rischio è che il Parco venga utilizzato in maniera strumentale per la costruzione di infrastrutture impattanti in vista dei Giochi Olimpici, come avvenne nel 2005 per i Mondiali di Sci e che ancora oggi lasciano il segno nella vallata.

«È inaccettabile che vengano ipotizzate le realizzazioni di due opere così invasive all’interno del Piano di un Parco Nazionale, che dovrebbe occuparsi della protezione del territorio e della sua straordinaria biodiversità – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Dal 2006, a seguito del commissariamento del Parco e del conseguente smembramento che ha portato il PN dello Stelvio di fatto ad essere una sommatoria parchi regionali, si è perpetrata una decisa erosione delle tutele di un’area che dovrebbe essere un’eccellenza nazionale. Tutele che invece, il nuovo Piano del Parco deve recuperare, dando vita a una nuova stagione di conservazione accorta dello straordinario capitale naturale che racchiude. Ma poi, ci chiediamo come sarà possibile prevedere un tunnel ferroviario quando, nella parte lombarda, la ferrovia si ferma a Tirano? Verrà allungata la ferrovia o assisteremo eventualmente a inutili navette per portare in treno le auto? Una pura follia».

Non solo in provincia di Sondrio, però, in buona parte della regione si cerca di accaparrarsi una porzione del bottino previsto di 1,3 miliardi di euro per ottenere fondi e per mettere in vetrina il proprio territorio. Sul piatto, per citarne alcune, il completamento della Pedemontana, in Brianza la Metrotranvia tra Milano, Desio e Seregno già inclusa tra le opere strategiche di collegamento per il 2026, il restyling della Ss 36 Valassina nel lecchese, il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio nel bergamasco già inserito nel piano d’investimento di Rfi.

Sul tema Legambiente Lombardia ha firmato le osservazioni inviate a Regione Lombardia da parte dell’Osservatorio sul Parco Nazionale dello Stelvio, sui contenuti del Rapporto Ambientale (RA) relativo al Piano del Parco sottolineando la propria preoccupazione per i gravi rischi ambientali che questi scenari – al momento solo ipotizzati, al fine di una loro valutazione ambientale – profilano all’orizzonte per uno dei parchi nazionali storici del nostro Paese.



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