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Parco dello Stelvio: la terza commissione della Provincia di Trento avvia la discussione su nuova legge

martedì, 3 maggio 2016

Trento – La terza Commissione permanente presieduta da Mario Tonina ha “aperto” il confronto sul  disegno di legge 130 che interviene sulle norme vigenti in materia di Foreste, V.I.A. e governo del territorio in relazione all’amministrazione e gestione del Parco dello Stelvio.

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La premessa

Il documento, come ha spiegato l’assessore Mauro Gilmozzi (primo a destra nella foto) intervenuto ad illustrarlo, è la norma nazionale sul parco dello Stelvio, che da un lato mira a garantire l’unitarietà, dall’altro a fare in modo che ciascuna delle regioni interessate dal Parco possa amministrare in autonomia e realizzare gli impegni di gestione in modo indipendente. Allo Stato il ruolo di garante nella verifica dell’applicazione delle linee guida; alle Regioni il compito di proporre i piani e quindi di attuarli, dopo un ampio processo di consultazione e partecipazione. La gestione avverrà attraverso un Comitato di coordinamento allargato (regioni e comuni, ambientalisti e altri soggetti che la norma di attuazione ha regolato e definito).

Due momenti hanno preceduto la stesura delle norme contenute nel disegno di legge: un primo passaggio sulle modalità di utilizzo del personale, lo scorso dicembre quando ancora non c’era il decreto del governo; un secondo passaggio all’arrivo del decreto a febbraio, con l’attivazione della riflessione su un disegno di legge che contenesse le modalità con cui si vuole governare il parco sul territorio trentino; tenendo comunque ben presente che lo Stelvio è un parco nazionale di cui è garante lo Stato e non è possibile dunque considerarlo come se fosse provinciale.

La proposta
E’ stata costruita facendo tesoro delle esperienze di questi anni sulla gestione dei parchi provinciali e stabilendo alcuni punti fermi: in primo luogo che il livello organizzativo resti incardinato nel sistema provinciale. Altro aspetto su cui si è insistito quello del livello di governance, molto spinto sul livello locale, assegnando ad un Comitato provinciale di coordinamento un ruolo forte nella pianificazione e introducendo per questo organismo lo strumento giuridico dell’intesa, per conferire forza e autorevolezza.

Altro aspetto dominante, quello della trasparenza e dell’ampio coinvolgimento dei rappresentanti delle varie associazioni e dei cittadini sulle grandi pianificazioni e progetti del parco, al fine di garantire rappresentanza e processi partecipativi importanti.
Quanto alla pianificazione urbanistica, i poteri cambiano a seconda del tipo di territorio, ovvero il piano del parco definirà i perimetri delle aree su cui agirà il piano regolatore comunale.

Infine nelle norme sono introdotti due piccoli aggiustamenti sui parchi ordinari che riguardano la magnifica comunità di Fiemme e la val di Sole, che rimettano a posto gli equilibri di partecipazione dopo le fusioni.

L’intervento dei consiglieri

“Una legge che quasi subiamo”, ha osservato Nerio Giovanazzi (AT), una gestione che sarà sicuramente diversa da quella dei parchi provinciali perché ci sarà di mezzo lo Stato. Mi auguro che la Pat non si accolli solo le spese, ha osservato, ma ha poi aggiunto che ci saranno a suo parere dei vantaggi perché la gestione delle due Province autonome contribuirà a trarre il meglio dall’amministrazione di questo territorio. Sul Comitato di gestione si è raccomandato che non diventi un carrozzone poco utile e scarsamente operativo.

Il consigliere Lorenzo Ossanna (Patt) ha anticipato fin d’ora un parere favorevole al documento, soprattutto per il forte coinvolgimento del territorio (comuni e comunità) ed ha proposto di introdurre nella discussione il proprio disegno di legge 115 sul parco Adamello Brenta.

Claudio Civettini (Civica) ha proposto di sentire anche Franca Penasa, in qualità di ex presidente del parco e soprattutto nel suo ruolo di componente della Commissione dei 12. Su quest’ultima richiesta il Presidente Tonina si è riservato di fare delle verifiche.

Il disegno di legge sarà discusso lunedì 9 e 16 maggio, con le consultazioni e la discussione del testo.


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